Patrizia Tetti, classe 1973, è nata e cresciuta a Paulilatino. La sua storia vocazionale prende forma lentamente, attraversando stagioni diverse della vita, momenti di luce e di distanza, fino a diventare una scelta consapevole e definitiva di consacrazione al Signore nell’Ordo Virginum.
* di Valentina Contiero
La fede accompagna Patrizia fin dall’infanzia, vissuta nella semplicità della vita parrocchiale, quando la partecipazione alla Messa era una gioia spontanea. Con l’adolescenza arriva però un periodo di allontanamento dalla Chiesa e dai Sacramenti, durato alcuni anni, segnato da un progressivo silenzio interiore.
È una fase di smarrimento che si interrompe grazie all’incontro con il Rinnovamento nello Spirito Santo e, soprattutto, con il sacramento della Riconciliazione, vissuto dopo un lungo tempo di distanza. Da quel momento la fede cambia profondamente: non è più un insieme di pratiche, ma un incontro vivo e personale con Gesù Cristo.
In tutto questo tempo, Patrizia sperimenta che la fede non è qualcosa di astratto, ma una relazione che coinvolge tutta la persona. Nasce un amore autentico per il Signore, ancora giovane e in ricerca, ma destinato a maturare. Per oltre vent’anni vive un intenso cammino ecclesiale all’interno del Rinnovamento nello Spirito, partecipando attivamente alla vita della Chiesa attraverso la preghiera, il canto, l’animazione liturgica e la formazione, anche a livello regionale e nazionale.
In questo tempo cresce in lei un legame sempre più profondo con l’Eucaristia, con l’adorazione, con la Parola di Dio e con la testimonianza dei santi. Parallelamente matura una domanda che diventa sempre più insistente: Signore, cosa vuoi da me?
Inizia così una ricerca vocazionale accompagnata da sacerdoti della diocesi e da varie esperienze di discernimento. Nonostante incontri significativi e momenti di grazia, nessuna forma di vita religiosa si rivela essere la sua strada.
A un certo punto Patrizia sceglie di fermarsi, segnata anche da eventi personali e familiari, e decide di continuare a vivere la propria fede nella quotidianità, senza cercare una risposta immediata.
Nel 2005 sente per la prima volta parlare dell’Ordo Virginum, una forma di vita consacrata presente fin dai primi secoli della Chiesa, nella quale donne consacrate a Cristo Sposo vivono nel mondo, rimanendo inserite nella propria diocesi e legate al vescovo. Allora quella possibilità resta sullo sfondo, senza ulteriori sviluppi.
Anni dopo, però, qualcosa si riaccende. Una benedizione ricevuta, una pace profonda e poi, durante l’insediamento del nuovo parroco, alla presenza dell’arcivescovo, nasce con chiarezza il desiderio di una consacrazione totale a Dio.
Quella parola, Ordo Virginum, ritorna con forza, questa volta accompagnata da una determinazione nuova. Attraverso la preghiera, il confronto e il discernimento, Patrizia comprende di essere chiamata a quella forma di vita. La partecipazione, nel 2024, a un incontro nazionale dell’Ordo Virginum a Roma si rivela decisiva: l’incontro con altre consacrate, diverse per età e storia, ma unite dalla stessa vocazione sponsale, le fa sperimentare finalmente un profondo senso di appartenenza. Patrizia diventa così la prima donna dell’Arcidiocesi di Oristano a intraprendere il cammino dell’Ordo Virginum, ponendosi come apripista di una realtà nuova per la Chiesa locale.
Una vocazione vissuta nel mondo, nella ferialità della vita quotidiana, fondata sull’Eucaristia, sulla Parola di Dio e su una fiducia radicale nel Signore. La sua testimonianza ricorda che ogni chiamata è unica, che Dio non guarda le capacità ma il cuore, e che una vita donata per amore è sempre feconda per la Chiesa.
Prendere consapevolezza di ciò che siamo, ti fa sentire una gioia e una pace profonda. Le parole di Gesù vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la dà il mondo io la do a voi (Gv 14,27) e questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena (Gv 15,11) diventato vive in noi.
Alle famiglie e ai giovani che desiderano vivere un autentico cammino di fede, resta l'invito a cercare, pregare, desiderare, ma soprattutto mettere Gesù al centro della propria vita come una presenza viva, incontrata ogni giorno nella forza dei Sacramenti.
C’è una bellezza silenziosa da riscoprire: quella dell’incontro con il Signore nel Tabernacolo, dove Lui guarda te e tu guardi Lui. È da lì che nasce ogni testimonianza vera, perché si può portare Gesù solo se lo si custodisce dentro di sé. Citando mons. Domenico Sorrentino, oggi vescovo di Assisi, Patrizia sottolinea che ogni vocazione diventa speciale quando scegliamo la santità perché è lo Spirito Santo a sostenere la fedeltà silenziosa e quotidiana di tanti uomini e donne.
Consacrati, sposi, persone sole: tutto il Popolo di Dio fa Chiesa quando decide, senza mezze misure, che Gesù è la Via, la Verità e la Vita. E allora i nostri sì saranno pieni come quelli di Maria pieni e fiduciosi, e i nostri no come quelli dei martiri che non rinnegavano Cristo, ma rinunciavano a tutto per amore.
