Giovedì, 22 Agosto 2019

Progetto1

 

Una spiaggia sterminata, una tavola, l’oceano, un uomo dai capelli lunghi, musica dei beach boys. Questa immagine vi fa pensare subito al surf, ma di certo non racconta cosa sia realmente, anzi ne minimizza la sua vera natura...

a cura di Alessandro Pilloni

Il surf è una esplorazione, uno stile di vita, che va al di fuori dei luoghi comuni e che prende in considerazione tutto quello che circonda la persona, la natura e il mare.
Una pratica antichissima. La prima fonte storica che ne testimonia l’esistenza è contenuta nel diario di bordo del capitano James Cook (scopritore delle Hawaii nel 1778):

Non potei fare a meno di concludere che quell’uomo avesse provato il piacere supremo nell’essere portato su così velocemente e dolcemente dal mare.

Così descrisse le imprese dei polinesiani, che cavalcavano le onde a bordo di tavole di legno rudimentali. Da quel momento il surf ha avuto una rapida diffusione, diventando uno sport molto praticato dagli americani e australiani. Oggi è uno sport codificato e dal 2020 sarà presente nel programma delle Olimpiadi.
Lo strumento principale, e unico, è la tavola. La tecnica consiste nel planare lungo la parete dell'onda, restando in piedi sulla tavola. È possibile eseguire una serie di manovre secondo la velocità e la forma della parete d'acqua. Detto così si potrebbe pensare sia tutto semplice, invece il Surf è uno sport abbastanza difficile, e molto selettivo, non tutti sono portati a farlo, ma tutti dovrebbero almeno provarci. La capacità che deve avere un surfista, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è l’equilibrio e la capacità di adattamento. La parte fisica e quella psicologica vanno di pari passo nello sviluppo della disciplina. Non è uno sport pericoloso, anche se la percezione comune potrebbe essere questa, perché prima di salire su una tavola o cavalcare un’onda si devono apprendere i rudimenti del mestiere.

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Per imparare a fare surf serve un lungo periodo di apprendimento, soprattutto perché ci sono due fasi distinte, che sono la remata o avvicinamento all’onda e la surfata. Queste due componenti hanno due tipi di allenamento diversi. Dopo tutto questo, possiamo credere di essere pronti, ma non è così, purtroppo anche il mare diventa un elemento di apprendimento continuo, perché non esisterà mai un’onda uguale all’altra.


Uno dei posti più affascinanti per apprendere questa disciplina è Capo Mannu, considerata da molti una zona naturale per fare surf. Vengono da tutte le parti del mondo per surfare queste onde. Qui, vent’anni fa, un gruppo di appassionati ha creato la prima scuola italiana di surf, oggi eccellenza nel panorama italiano ed europeo. Fare surf può diventare uno stile di vita perché, in fondo, “una volta prendi l’onda e vinci tu, la volta dopo cadi e vince il mare. Perché il surf, anche se sei in acqua, ti aiuta a restare con i piedi per terra”. (Robert “Wingnut” Weaver)

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Abbiamo intervistato Alessandro Staffa, presidente e tecnico dell’ IS BENAS SURF CLUB


Perché il surf a Capo Mannu?

La scuola è stata fondata vent’anni fa perché questa zona è stata considerata ed è tutt’ora considerata una delle migliori del mediterraneo per praticare il surf da onda. Trovammo questo posto molto interessante e nel '97 fondammo la prima scuola italiana di surf. Noi abbiamo tanto creduto in questo sport che il tempo ci ha dato ragione, visto che da quest’anno è diventato sport olimpico. Non va dimenticato che siamo una delle eccellenze italiane per quanto riguarda il surf. Piano piano le persone del luogo che ci vedono surfare queste zone si stanno avvicinando, ma generalmente sono più stranieri e non sardi che si avvicinano.

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Cosa dà in senso educativo il surf?

Il surf svolge una missione educativa, formativa e sociale. La pratica sportiva di base per i giovanissimi si dimensiona come un formidabile imprinting valoriale al fine di trasmettere codici comportamentali all’insegna del rispetto: verso se stessi per tutelare la propria integrità psicofisica, verso l’altro superando le anacronistiche barriere delle diversità culturali, verso le regole al fine di competere lealmente oggi nello sport e domani nella vita. Nel mondo d’oggi tutto è ottenibile o comprabile mentre nel surf questo non può accadere, perché tu il mare e le onde non le puoi avere subito, devi avere pazienza ed aspettare. Devi imparare ad aspettare per prendere l’onda, non puoi barare, trovare scorciatoie. Se uno impara questo, diventa più serio e più predisposto ad affrontare le difficoltà e a essere felice di quello che ha. Per questo, tutte le lezioni dedicate ai bambini e ragazzi fino a sedici anni sono gratuite per i residenti nella Provincia di Oristano.

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Quali sono le sensazioni che dà fare Surf?

Noi entriamo in mare quando gli altri escono, la bandiera rossa diventa per noi il via libera per cavalcare le onde, che sia estate o inverno. Le sensazioni sono particolari, intanto stai su un mezzo che non ha motore e che viaggia sull’acqua, e la propulsione la dai tu e l’onda. Quello che succede è che tu vai a “scontrarti” con l’onda, un’energia che arriva da molto lontano, e tu la aspetti per surfarla, cavalcarla. Quello che provi poi affrontandola è una sensazione di gioia immensa, che a parole non è descrivibile. Il surf lo fai per te, non per altri. Lo fai per stare in contatto con la natura. Le sensazioni che provi sono solo tue e di nessun altro, sei tu con la tavola e il mare. È un rapporto diverso da tutto quello che una persona prova nella vita di tutti i giorni, non spiegabile ma solo vivibile.

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