Domenica, 14 Giugno 2026

Idratarsi è un’azione indispensabile per il nostro organismo, che consente di mantenere un adeguato contenuto idrico e di umidità nel nostro corpo e di portare avanti tutte le reazioni chimico-fisiche alla base del metabolismo...

di Alessandro Cabiddu*

L’idratazione è necessaria tutto l’anno, ma in estate lo è ancora di più, vista la quantità di liquidi che disperdiamo col sudore a causa dell’eccessivo calore corporeo. La disidratazione, nell’anziano in particolare, determina dei rischi notevoli per la salute, in quanto, ad ogni ondata di caldo, rischiano seriamente la vita; si stima che circa il 10% degli anziani sono a rischio di disidratazione, con la percentuale che aumenta all’aumentare dell’età.

Attraverso uno studio australiano si è vista una riduzione dell’introito di liquidi, dovuta principalmente ad un’alterazione e riduzione degli stimoli e dei meccanismi che inducono la sete e, quindi, al piacere di bere. E’ come se ci fosse una mancata coordinazione nel cervello e nel corpo nell’interpretazione dei segnali sensoriali della sete. In questo studio sono stati reclutati 10 uomini giovani (23 anni di media) e anziani (68 anni di media) ed è stata somministrata loro soluzione salina per aumentare il senso della sete; dopo essere stati autorizzati a bere, si è notato che gli uomini anziani bevevano meno acqua rispetto agli altri. Questo è dovuto probabilmente al fatto che, con l’aumentare dell’età, bastano pochi sorsi per attivare i meccanismi cerebrali che placano la sete, fattore associato al fatto che anche i muscoli dello stomaco, invecchiati, non trasmettono segnali nervosi in modo adeguato. La scarsa idratazione è dovuta anche a problemi deambulatori e alla difficoltà nel compiere i movimenti più fini che scoraggiano ancora di più l’azione del procurarsi l’acqua, in pazienti che non di rado vivono in solitudine; se a questo associamo la pigrizia il gioco è fatto. I farmaci possono ridurre l’idratazione, in particolare i diuretici e i lassativi, con la necessità di porre maggiore attenzione al problema. Altri aspetti da considerare sono un deficit nella funzionalità renale e malattie gastrointestinali che associate a vomito e diarrea peggiorano il quadro perché aumentano la perdita di liquidi.

La scarsa idratazione nell’anziano può essere correlata con un deficit cognitivo o comunque con una ridotta efficienza del sistema nervoso anche molto evidente. Ma se abbiamo anche alterazioni nutrizionali (frequenti nell’anziano) allora i problemi potenziali aumentano, con un rischio maggiore per la salute, in quanto, oltre ad un malessere e ad una stanchezza generali, si ha un maggior rischio di contrarre infezioni (soprattutto nelle vie urinarie) e altre malattie che coinvolgono, in primis, reni, cuore e apparato cardiovascolare (si ha infatti un aumento del rischio tromboembolico per l’eccessiva concentrazione del sangue, di ictus e di infarti).

I primi sintomi sono: vertigini, bocca asciutta, confusione, riduzione della sudorazione e della lacrimazione, aumento dei battiti del cuore e bassa pressione arteriosa, poca produzione di urina con un colorito giallo-scuro, stipsi. Un test rapido che ci consente di valutare l’idratazione consiste nel tirare la pelle della mano o del braccio; se non ritorna in tempi rapidi nella posizione normale vuol dire che vi è, con alta probabilità, disidratazione.

Per ridurre tutti questi rischi è indispensabile non lasciare gli anziani in balia di se stessi e interpretare i loro bisogni, aiutandoli sia durante la nostra presenza (ad es. preparando pranzo/cena) sia durante la nostra assenza (ad es. mettendo vicino alla persona anziana una bottiglia di acqua e un bicchiere in modo che non si debba sempre alzare). Anche per la preparazione del cibo introdurre sempre frutta e verdura, con talvolta l’uso di minestre, tutti alimenti che apportano liquidi aggiuntivi. Per prevenire la disidratazione è importante bere anche quando la sete non è presente (quando si ha lo stimolo la disidratazione vi è già), a piccoli sorsi, un’abitudine che dovrebbero intraprendere tutti, anche i più piccoli. Alcuni accorgimenti possono essere: valutare se l’anziano preferisce acqua fresca o tiepida, alternare acqua a succhi di frutta, provare a dare ghiaccioli o frullati come alternativa. Considerare, tuttavia, che l’acqua è insostituibile e rimane l’elemento principale per idratarsi, a cui le altre alternative possono essere utili come supporto. Quindi, come si dice da più parti, bere almeno 1,5-2 litri di acqua (almeno 10 bicchieri) sarebbe l’ideale per compensare le perdite, evitando eccessi inutili (come bere 5 litri di acqua) che determinano un accumulo dannoso di liquidi nell’organismo.

* medico

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