di Alessandro Cabiddu*
I rimedi naturali proposti che si trovano pressoché in tutta la Sardegna ma anche in gran parte del resto d’Italia (nel Sud in particolare) sono l’uso del vino cotto e della malva, con la classica “pezza bagnata” che resiste tutt’ora. Partendo proprio da quest’ultima, essa è caratterizzata semplicemente da un panno inzuppato con acqua fredda applicato sulla fronte, sulle mani o dietro il collo, utile soprattutto nei bambini, colpiti spesso da febbre molto alta e in cui i farmaci da poter utilizzare sono scarsi; un rimedio molto utile e semplice a cui spesso non si pensa. L’uso del vino cotto ha avuto estimatori anche nel resto d’Europa per il raffreddore più ostinato, la tosse e l’inizio della febbre; da alcune parti si chiama vin brulé (letteralmente bruciato) e si consigliava di berlo molto caldo (riscaldato di solito nel camino con la brace) prima di andare a letto, per mantenere il corpo riscaldato e favorire il riposo. Da alcune parti si aggiungevano, col vino già caldo, anche spezie o altri preparati semplici come cannella, limone, arancia, miele, chiodi di garofano o alloro, un po’ come si fa nelle migliori tisane odierne, ma è molto più pratico pensare che nelle famiglie povere si bevesse “liscio” senza troppi virtuosismi, con, al massimo l’aggiunta dello zucchero. Si poteva usare il vino già pronto, bianco o più di frequente rosso, oppure il mosto d’uva appena pigiata, filtrandolo in una pentola che veniva poi messa sul fuoco; alcune famiglie conservavano il mosto riscaldato nelle bottiglie (il vino cotto doveva essere consumato subito), cercando di sfruttarne i benefici anche in seguito. Il vino (o il mosto) con l’ebollizione si riduce di un terzo circa, addensandosi. I benefici del vino cotto sono diversi: oltre alla capacità riscaldante tipica di ogni bevanda calda, conciliava il sonno e aumentava il buonumore con la sua buona gradazione alcolica (anche se dopo gli 80° l’etanolo evapora e così anche l’effetto alcolemico, che si riduce in modo variabile), leniva l’infiammazione delle vie aeree (gola in particolare) agevolando la sedazione della tosse e i suoi fumi potevano liberare le vie respiratorie. In alcune regioni si usava passare il vino caldo sulla pelle del bambino per idratarlo (forse anche per calmarlo, attraverso un effetto sedativo). Se in alcune persone proprio non sortiva questi effetti sperati si poteva godere di un buon momento in compagnia della famiglia o dei buoni amici. Da notare come ho parlato di questo rimedio al passato in quanto il suo utilizzo è andato, come molte tradizioni curative, un po’ perso; resiste ancora in qualche famiglia tradizionale, soprattutto amante del vino e produttrice dello stesso; oggi la maggior parte delle persone utilizza medicinali o prodotti erboristici già pronti all’uso oppure, i più stoici, attendono che lentamente il male stagionale passi da sé. Il vino, oltre ai suoi benefici immediati elencati prima, ha un effetto sul sistema immunitario nel lungo termine, rinforzandolo e stimolandolo, così come il noto potere antiossidante (contro le malattie cardiovascolari e il cancro). Alla malva è riconosciuta tutt’ora una capacità sedativa della tosse, ma anche antinfiammatoria delle vie aeree (forma una sorta di pellicola nelle prime vie aeree, isolandole dalle sostanze irritanti) e dell’intestino (infatti viene usata per regolare la sua motilità); anche in passato veniva usato un decotto ottenuto dalle sue foglie (talvolta insieme ai fiori), facendole bollire con l’aggiunta di limone e poi bevuto o usato per fare gargarismi. Le sue proprietà sono riconosciute anche oggi (le nonne avevano ragione!) tant’è che l’erboristeria la utilizza, essa stessa, sotto forma di tisane o di sciroppi. Anche i suffumigi (acqua sotto forma di vapore) sono oggi utilizzati: portando l’acqua in ebollizione e respirando i vapori aiutano a lenire l’infiammazione delle vie respiratorie e la congestione nasale, apportando sollievo, grazie anche all’eventuale utilizzo di foglie di menta o di eucaliptus; si possono effettuare più volte al giorno, soprattutto la notte, prima di dormire. Un appunto sul miele: esso è un ottimo stimolatore del sistema immunitario ed agisce sui sintomi respiratori dell’influenza in modo efficace; nella realtà dei fatti viene usato più oggi che in passato, in quanto per la maggior parte delle famiglie (o dei paesi) era un miraggio visto i costi o addirittura l’assenza totale del prodotto nel commercio locale.
* medico