Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Progetto1

Spesso siamo  impreparati a gestire a domicilio o durante una vacanza piccoli incidenti come morsi o punture di insetti. Ecco alcuni consigli utili per una gestione immediata, considerando che una valutazione del medico, in caso di mancata risoluzione, o immediatamente, in caso di reazione grave, sarebbe necessaria o quantomeno auspicabile...

di Alessandro Cabiddu

CONSIGLI MEDICI IN SEGUITO A MORSI O PUNTURE DI INSETTO

Cosa fare in caso di puntura di medusa?

Le meduse, animali appartenenti alla famiglia dei Cnidari, causano delle lesioni urticanti attraverso i loro tentacoli rilascianti tossine paralizzanti e infiammatorie con interessamento dell’apparato respiratorio e circolatorio. Quando si è punti bisogna mantenere la calma, uscire dall’acqua, non grattarsi, evitare di esporsi al sole (anche nei giorni seguenti) per evitare la formazione di cicatrici antiestetiche, rimuovere con carta bagnata eventuali residui di tentacoli e usare delle garze per coprire la ferita dalla sabbia e dalla polvere. I farmaci più adeguati per risolvere il problema sono creme a base di cloruro di alluminio, di aloe vera e di calendula; meno efficaci nell’immediato il cortisone e gli antistaminici (agiscono dopo mezz’ora). Rimedi utili ed efficaci che si possono applicare a domicilio, in una prima fase, sono l’uso di bicarbonato o soluzione fisiologica in acqua calda salata (immergendo la parte interessata) con la possibilità di usare aceto bianco o l’ammoniaca (non tutti gli esperti concordano); ricordo che l’acqua dolce non ha nessun effetto nel detossificare il veleno in questione. Bisogna inoltre sfatare il mito dell’utilizzo di urina da applicare sulla lesione (probabilmente perché contiene ammoniaca) in quanto oltre a essere sgradevole non è nemmeno efficace (deve avere una temperatura di almeno 40°C).

Cosa fare in caso di puntura di vespe, api o calabroni?

La vespa e il calabrone sono degli imenotteri che si differenziano dalle api per la capacità di pungere molteplici volte (nelle api il pungiglione si stacca dall’addome dell’insetto dopo la puntura e rimane sulla cute). I problemi inerenti alle punture sono legati sia alla reazione locale (gonfiore, dolore, prurito) sia, in individui predisposti, ad una reazione allergica generalizzata (con coinvolgimento delle vie aeree). Nell’immediato, in assenza di reazioni severe, si può mantenere la parte interessata sollevata (in scarico) e applicare localmente del ghiaccio e delle creme cortisoniche/antistaminiche, mentre, se vi è una forma allergica (raucedine, difficoltà nella respirazione, prurito generalizzato, malessere generale, ecc.) recarsi direttamente da un medico. Nel caso di puntura d’ape, oltre a queste azioni, bisogna rimuovere il prima possibile il pungiglione per evitare che continui ad iniettare del veleno (con un oggetto a bordo smussato come carta di credito, con le pinzette si rischia di iniettare altro veleno).

Quando sono coinvolti soggetti con storia di allergie è importante portarli subito in Pronto Soccorso; inoltre, essi, dovrebbero sempre avere con loro l’adrenalina pronta all’uso, che possono direttamente autoiniettarsi.

Quando si è in campagna sarebbe bene non usare spray e profumi, evitando abiti troppo sgargianti ed ovviamente non avvicinarsi al loro alveare/nido.

 Cosa fare in caso di puntura di tracina?

La tracina (pesce ragno) è un pesce d’acqua salata che vive nei fondali sabbiosi e che può determinare delle punture a causa di aculei velenosi presenti sul dorso (per cui una persona si punge camminandoci inavvertitamente sopra). La puntura causa un dolore molto intenso della durata anche di qualche ora con un gonfiore evidente; anche qui sono possibili reazioni allergiche o malessere generalizzato (febbre, cefalea, vomito, convulsioni). Inizialmente si dovrebbe spremere la parte interessata per far fuoriuscire il veleno e togliere eventuali aculei rimasti; per disattivare la tossina si deve immergere la parte coinvolta in acqua calda (la massima che il paziente può tollerare) salata o dolce evitando rimedi fantasiosi come l’uso di urina, lattice o sigarette spente. E’ indicata la profilassi antitetanica (qualora non ci sia la copertura vaccinale) e antibiotica.

 Cosa fare in caso di morso di zecca?

La zecca, appartenente alla famiglia degli aracnidi, morde non di rado l’uomo soprattutto nel periodo estivo. In questi casi bisogna rimuovere subito la zecca per evitare che vada sempre più in profondità; non bisogna schiacciarla ma rimuoverla con dei movimenti rotatori usando delle pinzette (evitando l’uso di olio, alcol o ammoniaca per cercare di “soffocare” l’acaro), togliendo eventuali residui con un ago sterile. In seguito si deve disinfettare mantenendo la parte in osservazione per qualche settimana, rivolgendosi al medico in caso di sintomi aggiuntivi (febbre, rash cutanei, dolori articolari). E’ indicata la profilassi antitetanica ed eventuale terapia antibiotica. Per prevenire il morso meglio vestirsi con abiti lunghi e stretti quando si va in campagna e utilizzare eventualmente spray con dietiltoluamide.

 

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