Lunedì, 04 Maggio 2026

Durante le feste, come ogni anno, inizia il timore della bilancia, vinta il più delle volte dai voleri della pancia...

di Alessandro Cabiddu*

Il periodo natalizio in realtà non è correlato solo problemi di peso, ma anche ad altre patologie o sintomatologie tipiche delle abbuffate: gonfiore alla pancia (meteorismo) che può associarsi a dolore e a difficoltà digestive (dispepsia), diarrea, nausea e vomito, reflusso, ritenzione idrica, ipertensione e diabete (aggravando la situazione in chi questa patologia già la possiede) e chi più ne ha più ne metta. Questo dimostra che la perdita del controllo del peso è solo uno specchietto per le allodole di un problema più ampio. Vediamo qualche errore da non commettere a tavola non solo nel periodo natalizio, ma durante tutto l’anno: non accade spesso ma qualcuno se la tenta: iniziare una dieta a dicembre o comunque prima di natale. Tentativo pregevole ma abbastanza inutile visti i continui stimoli presenti durante le feste; meglio rimandare i buoni propositi post-Epifania, godendo delle prelibatezze e acquisendo più motivazione per iniziare la dieta; non farsi prendere la mano con acquisti alimentari spropositati riempiendo la dispensa, valutando il numero degli invitati ed evitando un eccessivo accumulo che comporterebbe un abuso alimentare (calorico e di grassi) non solo durante le feste ma anche nei mesi successivi; evitare di eccedere con le calorie dal 24 dicembre al 6 gennaio, ma se proprio si deve “esagerare” cercare di farlo solo nelle festività vere e proprie; quando si esagera con le abbuffate, oltretutto quando non abituati perché magari si sta facendo una dieta, non solo si rischia di vanificare tutti i progressi fatti, ma si può avere una sintomatologia dispeptica con nausea, vomito e gastrite. Inoltre, l’eccesso di pietanze associate ad alimenti salati, determina un incremento della pressione con possibile scompenso cardiaco ed edema polmonare se si hanno anche problemi cardiaci, per non parlare dei diabetici, in cui il periodo festivo è sempre un banco di prova difficile da digerire; altra situazione tipica è il digiuno della vigilia, in cui si mangia poco per arrivare pronti al cenone. Meglio fare una buona colazione, un pranzo e uno spuntino leggeri (ad esempio con frutta, verdura e legumi) per evitare di divorare anche il muschio del presepe quando arriva l’ora di cena; gli aperitivi a base di salatini e similari, oltre ad avere molte calorie, aumentano la pressione e la ritenzione idrica. Meglio sostituirli con verdura fresca (finocchi, carote) che, oltre ad avere un buon contenuto di fibre (riducendo l’assorbimento dei grassi), vitamine e sali minerali, determinano un senso di sazietà che ci farà sentire meno in colpa a fine pasto; durante le festività sarebbe meglio limitare le esagerazioni ad un unico pasto, “rimediando” al successivo con un piatto leggero; terribile l’abuso di alcolici e superalcolici (questi ultimi andrebbero proprio banditi), bere in certe occasioni va bene, ma ci deve essere un limite e soprattutto non deve essere una questione giornaliera. Gli obesi dovrebbero eliminarli dalla tavola, limitando i dolci, cibi cremosi e le bevande gassate (piene di zuccheri e di calorie); per ridurre le portate si può provare ad usare piatti piccoli in modo che sembri un quantitativo superiore rispetto a quello che è effettivamente. Le persone che assumono molti farmaci o farmaci particolari (come anticoagulanti) devono fare attenzione a quello che mangiano, quindi chiedere ad un medico o almeno leggere il bugiardino; limitare l’eccessivo introito di pietanze (non bisogna necessariamente mangiare tutto), ma dedicarsi a quelle predilette e al massimo fare dei piccoli assaggi di tutto il resto; oltre all’inutilità del digiuno pre-cenone (accennato prima) bisogna evidenziare lo stesso anche per il post. Pensare di rimediare all’eccessivo introito di cibo evitando di mangiare nei giorni successivi è anche dannoso per il metabolismo, quindi mangiare di meno (con cibi poco calorici) ma farlo comunque; finito il Natale e il capodanno arriva “purtroppo” l’Epifania, una festività associata più che mai ai dolci e ai bambini, ma in cui qualche adulto si inserisce per fare un nuovo carico di cioccolatini. Riempire in questo caso la calza con un buon libro sarebbe l’occasione per nutrire anche la mente, questa sì spesso a dieta; mettere la bilancia nell’armadio nel primo periodo post-natalizio per evitare di spaventarsi e iniziare ad avventurarsi in diete sregolate che possono far perdere tre chili in pochi giorni ma che poi vengono ripresi in poco tempo con gli interessi. Meglio iniziare ad avere un ritmo alimentare più consono ed associare un po’ di attività fisica prima di pesarsi nuovamente. Un pò di jogging o di camminata effettuati regolarmente (30 minuti al giorno) riducono il peso e migliorano il metabolismo. D’altronde si può dire che il problema non è nel periodo che intercorre tra Natale e l’Epifania, ma tra l’Epifania e il Natale.

* medico

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