Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

Rimasta sola dopo una difficile separazione, Maria per sopravvivere si ritrova a brancolare dentro l’insidioso mondo delle badanti e delle collaboratrici domestiche...

di Laura Mastinu

A 54 anni deve ricostruirsi una vita, imparare a lavorare fuori casa, assumersi responsabilità mai prese in considerazione.

In casa, da mamma e moglie aveva sempre fatto tutto instancabilmente, ma ora ogni cosa sarà differente: la vita della badante è sacrificio, presuppone pazienza e forza nel rivedere l’organizzazione delle giornate scandite da ritmi completamenti nuovi.

Le badanti sono risorse fondamentali per il benessere delle persone anziane, che sentono il trascorrere del tempo anche nello svolgere attività quotidiane, o per i disabili, che anche in giovane età spesso si ritrovano con genitori troppo in là con gli anni e incapaci di prendersi cura di loro.

Maria scopre subito di essere diventata essenziale per la persona che dovrà assistere ogni ora del giorno e della notte e da subito comprende che la qualità della sua vita cambierà radicalmente.

I figli sono grandi, ma economicamente non del tutto autosufficienti. Sul marito non può contare, così la necessità e la sua forza di donna la spingono a intraprendere un mestiere anni fa ritenuto scomodo e trasferito alle donne straniere disperate e pronte a svolgere anche i lavori più difficili.

Crisi economica e resilienza, un binomio che serve a Maria per riprendere in mano la sua vita senza lasciarsi distruggere dagli eventi in cui si è venuta a trovare senza volerlo. Maria è fortunata, nel piccolo paese di provincia, che non è neanche quello di origine, trova presto il lavoro di badante; come lei tante altre, pronte a parare i colpi della crisi familiare e di quella economica.

Per Maria questo nuovo lavoro è l’unico sostentamento per se stessa; per altre colleghe italiane è un modo per far quadrare il bilancio familiare dopo la perdita del lavoro dell’uomo di casa.

Maria deve occuparsi di Teresa, disabile non autosufficiente, con momenti di particolare agitazione alternati ad altri in cui la sua simpatia sa far sorridere. Con Teresa trascorre l’intera giornata e anche le lunghe ore della notte. Ormai la sua vita è al fianco di questa donna, che deve accudire quasi come faceva con i suoi figli da piccoli. Al mattino la sveglia, doccia, colazione, la porta a spasso o dal medico, a fare la spesa. La sua vita è in casa di Teresa. Questo “passa il convento” e Maria non trova altro, non ha tempo di cercare altro, perché Teresa assorbe il suo tempo e le sue energie, quelle che restano le preserva per una mattina libera a settimana.

Allora corre a casa ad aprire le finestre per far cambiare l’aria e godersi un po' quel luogo dove un tempo era stata felice. Per fortuna Teresa ha familiari attenti e disponibili: si è creato un buon rapporto, vanno insieme a fare la spesa, sono presenti quando c'è da prendere decisioni e nei momenti in cui Teresa perde il controllo e vuole far valere le sue idee non sempre adeguate.

Maria è forte, decisa e determinata, ha cresciuto 4 figli, sa tener testa a Teresa. Maria non può far a meno di Teresa perché è il suo sostentamento, e Teresa e i familiari non possono far a meno di Maria, che è un punto di riferimento per tutti. Perdere Maria significherebbe ricominciare la ricerca di una badante, che non è affatto impresa semplice. Diventata una vera tutor, Maria non si lamenta mai, nonostante sia dura non avere più una vita “normale”: marito, figli, casa, spesa, cucina, pulizia, bollette e tanto altro.

Ora queste attività le svolge comunque, ma non a casa sua e non per la sua famiglia. Percepisce una paga che deve gestire, cosa che non aveva mai fatto. Questo la rende fiera di se stessa e quando arrivano le ferie previste dal Contratto Collettivo Nazionale, lei se le gode tutte, trascorrendole con i figli e ricaricandosi delle energie necessarie al suo rientro da Teresa.

Come Maria, anche Giulia, badante moldava in paese da 15 anni, lavorava con serietà e impegno per tutto questo tempo, occupandosi di una coppia di anziani soli. A fine mese, buona parte del suo stipendio l’accreditava sul conto dei figli e del marito rimasti nell’est del paese. Quando poi è rimasta vedova, svolgendo con sacrificio e dedizione il suo lavoro, ha deciso di stare in paese, dove ha trovato un nuovo marito. Ora si gode una meritata pensione con tutti i diritti maturati e continua ad inviare i soldi ai suoi figli.

La società si sta riorganizzando velocemente e non può permettersi di trascurare il patrimonio di esperienza e competenze personali posseduto dagli anziani, la cui vita si è molto allungata. Cambia anche l'organizzazione interna delle famiglie, perciò il fenomeno delle badanti è in enorme crescita. In America viene classificato tra i 50 mestieri più richiesti nei prossimi 10 anni. L'Italia è il secondo paese più vecchio in Europa. La professione di badante non solo cresce, ma verosimilmente si evolverà essa stessa in varie specializzazioni. La parola badante forse sarà considerata inappropriata e sostituita con assistente familiare o qualche altro termine più corretto. Anche i diritti e i doveri saranno meglio definiti e la Sardegna è un esempio virtuoso: insieme a Lazio, Toscana e Umbria è fra le regioni dove è più alta la presenza di lavoratori domestici regolari rispetto alla popolazione residente.

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