Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Progetto1

Le processioni, soprattutto nelle parrocchie dei paesi, meno in quelle cittadine, sono sicuramente tra i riti liturgici più sentiti dai fedeli: da molti vengono vissute con tanta fede e devozione, quasi un modo comunitario per pregare e testimoniare i valori della fede e della testimonianza...

di Tonino Zedda

Sono manifestazioni pubbliche di fede e di devozione vissute per le strade del paese e accolgono un gran numero di fedeli. Il valore simbolico e di fede delle processioni credo sia evidente, come anche credo siano reali i pericoli di trasformarle in semplici passeggiate spirituali, dietetiche o ecologiche.

Quello delle processioni religiose in Sardegna (ma anche in Italia e in Spagna) è un vero e proprio fenomeno spirituale e culturale che parte da molto lontano. Ma qual è l'origine delle processioni religiose? Questo tipo di manifestazioni è accertato già nel mondo antico sia da parte degli egizi, che dei greci e dei latini. La processione consiste in un corteo che partiva da un tempio e, dopo un percorso scandito da canti e preghiere, si rientrava nel luogo sacro. Anche per la comunità ecclesiale la processione, prima ancora che il trasporto di statue e bandiere, è un movimento, un corteo, un itinerario di lode e di suppliche. Fedeli e ministri agiscono al fine di lodare Dio, Gesù e la Vergine Maria ed è proprio questo il profondo significato delle processioni. Ogni processione religiosa è accompagnata da inni e litanie o dal canto del rosario: tra quelle più importanti certamente ci sono quella della domenica delle Palme, del Corpus Domini, dei vari santi e la Via Crucis. Nella maggior parte dei casi, viene trasportato a spalla un simulacro caro alla devozione del popolo di Dio. Nelle processioni spesso sono presenti arredi e accessori come stendardi (tele di tessuto molto pregiato, dipinti o ricamati.) e i baldacchini, formati da quattro o più aste e in grado di simboleggiare l'importanza di camminare insieme. Non possono ovviamente mancare le bandiere processionali, così come un ruolo di primo piano viene assunto dai drappi alle finestre e dai medaglioni per confraternite. Tutti strumenti dal forte impatto religioso, in grado di porre in evidenza un autentico senso di appartenenza a una determinata realtà religiosa. Durante le processioni al tramonto o di notte si usano spessissimo torce, candele e parafiamma utili non solo per illuminare la strada ma come simbolo di testimonianza e di fede ardente. La croce astile viene solitamente portata da un ministrante. Liturgicamente è giusto affermare che la processione più importante di tutto l’anno è la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemne che apre la Settimana Santa. In questa Processione non si portano statue o simulacri, bandiere o stendardi, il popolo di Dio fa memoria dell’entrata del Cristo nella Città Santa. Il presbitero che presiede agisce sempre in persona Christi: tutti i fedeli, con in mano rami di ulivo e di palme, si pongono alla sequela di Gesù: proprio perché si tratta di un vero memoriale è importante che tutto sia fatto con serietà e verità. Per la verità del segno bisognerebbe sempre partire da un'altra chiesa o da una piazza esterna, tutti i fedeli dovrebbero seguire il parroco, la chiesa dovrebbe essere chiusa; il parroco apre la porta, entra per primo e dopo di lui tutto il popolo. Per quanto riguarda le processioni dei santi, il presbitero che presiede dovrebbe sempre porsi dietro il simulacro, per far emergere il segno della sequela del testimone della fede… camminare davanti alla statua è un atto di presunzione spirituale; il ministro sacro si pone davanti solo in caso di processione funebre allorquando la salma è accompagnata al cimitero.

Photo credits: Alessandra Angius

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