Martedì, 27 Settembre 2022

La preghiera eucaristica vera e propria (nota come Canone) inizia con il “prefazio” (introduzione) un inno di lode e ringraziamento, che richiama e illustra il mistero particolare che viene celebrato in quel giorno o il santo la cui memoria o festa ricorre in quella data.(Righetti)...

di Tonino Zedda

Il Prefazio è una parte, la prima, della grande Preghiera Eucaristica che sta al centro (al cuore), della santa Messa. Costituita da una forma letteraria solenne e particolare è, non solo riconoscibilissima, ma così particolare da costituire un modulo liturgico con uno stile preciso. È una preghiera in stile solenne che, il sacerdote che presiede l'Eucaristia, recita o canta da solo. Analizzando con attenzione la sua struttura letteraria e liturgica notiamo subito che è composto da tre sezioni: una parte iniziale, denominata Protocollo, relativamente variabile, ha lo scopo di proclamare solennemente che solo a Dio Padre, per mezzo di Gesù Cristo, compete l’azione di ringraziamento dell’assemblea riunita e, in qualche modo, di tutta la Chiesa universale. Una parte centrale, chiamata Embolismo: totalmente variabile, che ha lo scopo di spiegare il motivo per cui a Dio si deve la gloria, l’onore e il ringraziamento di tutta la Chiesa. E, infine, l’Escatocollo, cioè la parte finale, totalmente standardizzata, che ha lo scopo spingere l’assemblea al canto del Sanctus. Il prefazio è una preghiera di carattere dossologico, ovvero è un rendimento di grazie a Dio per le meraviglie che ha operato, e continua a operare, nella Storia della salvezza.

Si conclude con il canto del Santo. Con la preghiera eucaristica, preghiera di rendimento di grazie e di consacrazione, arriviamo al cuore e al culmine della celebrazione. Nel prefazio la Chiesa rende grazie al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo, per tutte le sue opere, per la creazione, la redenzione e la santificazione. Spinta dal sacerdote presidente, l'intera comunità, si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo. Nonostante lagrandissima varietà di testi, che sono anche molto belli e poetici, i prefazi sono a livello letterario, di solito, autentiche opere d’arte dove poesia e teologia, testi biblici ed espressioni artistiche, anche sopraffini, si uniscono in modo eccezionalmente mirabile.

Facciamo un esempio: prendiamo un prefazio e facciamolo risuonare nella mente e nel cuore: È veramente giusto renderti grazie, Padre Santo, Dio di bontà infinita. Tu continui a chiamare i peccatori a rinnovarsi nel tuo Spirito e manifesta la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza, e tu invece di abbandonarli hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzare. Anche a noi offrì un tempo di riconciliazione e di pace, perché affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a te, e aprendoci all'azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova nella lode perenne del tuo nome e del servizio ai fratelli. Per questo mistero della tua benevolenza, nello stupore e nella gioia della salvezza ritrovata, ci uniamo all'immenso coro degli angeli e dei santi per cantare la tua gloria...Sono parolebellissime che fanno gioire il cuore. Basterebbe questo prefazio, magari ripetuto durante la giornata, per innervare tutta la nostra preghiera quotidiana. Il messaggio del prefazio ci ricorda il senso profondo della missione di Gesù: mandato dal Padre per farci conoscere che l'essenza di Dio è misericordia.

 

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