Mercoledì, 29 Aprile 2026

 

La musica ed il canto sono più di un abbellimento (magari anche superfluo) del culto; infatti, fanno parte dell'attuazione della Liturgia, anzi, sono essi stessi Liturgia...

di Cristina Serra

Una solenne musica sacra con coro, organo, orchestra e canto del popolo, quindi, non è un'aggiunta che incornicia e rende piacevole la Liturgia, ma un modo importante di partecipazione attiva all'evento culturale.

È proprio in queste parole di Papa Benedetto XVI che troviamo il senso più profondo della nascita della Scuola Diocesana di Musica Sacra dell'Arcidiocesi di Oristano.

È stata eretta con decreto Arcivescovile del 1 luglio 2015 ed inaugurata il successivo 22 novembre, proprio nel giorno della ricorrenza di Santa Cecilia, patrona della musica, di strumentisti e cantanti.

La scuola ha sede nella chiesa di Santo Spirito e fu affidata, fino ai primi anni '70, alla Confraternita dello Spirito Santo. Una volta estintasi la confraternita, l'arcivescovo Sebastiano Fraghì aveva affidato l'immobile al Centro Sportivo Italiano. Nel tempo però, la chiesa è letteralmente crollata, tanto che qualche anno fa la Sovrintendenza ha effettuato una ristrutturazione, riportandola al suo stato originale. I successivi lavori strutturali l'hanno resa perfettamente idonea all'accoglienza di una scuola, in quanto è dotata di servizi, segreteria, di aula per le lezioni teoriche e sala principale per quelle pratiche, ovvero dove si fa musica.

organo chiesa spirito santo oristano2

Nella sala principale troviamo l'organo a canne, costruito appositamente per la scuola: tale organo è dotato di circa 1000 canne e 15 registri e può essere definito strumento del tutto eclettico, in quanto è stato progettato e realizzato in modo da poter fare ogni tipo di musica, da quella antica, classica, romantica a quelle moderna e dei giorni nostri.

Direttore della scuola è il M° mons. Graziano Orro, docente al Conservatorio Pierluigi da Palestrina di Cagliari dai primissimi anni ottanta fino a qualche anno fa, titolare delle cattedre di organo e canto gregoriano. don Graziano, oltre ad essere un vero e proprio intenditore e appassionato d'organo, s'intende di restauro di strumenti antichi, nonché di progettazione di quelli moderni: infatti, l'organo utilizzato nella scuola è stato progettato da lui.

Insomma, possiamo dire un grande Maestro, un grande organista e compositore.  Recentemente, come lui stesso ci dice, ha terminato di scrivere una messa “alla sarda” (Kyrie, Gloria, Sanctus e Agnus Dei) la cui caratteristica principale è l'essere ricca d'inflessioni armoniche e melodiche caratteristiche della nostra musicalità.

Proprio il M° Orro segue il corso principale d'organo, di primo e secondo livello, in cui si tratta Liturgia e musicologia liturgica, lettura e teoria musicale, pianoforte e organo, letteratura organistica, nonché pratica dell'accompagnamento. L'altro corso è quello di canto, seguito dalla maestra Giuliana Porcu, in cui si sviluppano le basi di tecnica vocale, pedagogia del canto per la liturgia, guida del canto dell'assemblea per diventare salmisti.

I piani di studio sono personalizzabili in considerazione delle conoscenze e della preparazione tecnica musicale, delle esperienze pratiche degli iscritti e delle reali attitudini musicali, nonché dell'interesse concreto, dell'impegno assiduo e costante alle lezioni ed alle iniziative collaterali. La scuola ha lo scopo di offrire una completa e rigorosa formazione liturgica, spirituale e tecnica a quanti intendono svolgere un ministero liturgico in ordine all'animazione musicale delle celebrazioni.

Coro Polifonico graziano orro2

Al termine del corso, della durata minima di almeno tre anni, necessari per portare a termine il percorso di completa formazione, viene rilasciato il titolo di “Organista parrocchiale”, un titolo non statale ma interno Diocesano. Infatti, la Scuola Diocesana è un organismo dell'Ufficio Liturgico Diocesano e come tale è una realtà orientata ad un preciso ministero ecclesiale; a differenza di una scuola come può essere quella civica di musica, in cui ci si iscrive per passione o per passatempo, nella Scuola Diocesana, oltre alla passione, non deve assolutamente mancare l'interesse ad essere animatore, a partecipare attivamente ad un mistero liturgico durante la celebrazione. Così come i catechisti, i confratelli, i ministranti, anche i cantori, salmisti ed organisti possono svolgere un servizio durante la liturgia ed essere parte necessaria ed integrante della liturgia stessa. Questo compito, non semplice, dev'essere il frutto di un cammino intenso di formazione, di fede reale e profonda, nonché di responsabilità ministeriale verso la comunità. Diceva, infatti, Giovanni Paolo II:

La comunità cristiana deve fare un esame di coscienza, perché ritorni sempre più nella liturgia la bellezza della musica e del canto. Occorre purificare il culto da sbavature di stile, da forme trasandate di espressione, da musiche e testi sciatti e poco consoni alla grandezza dell’atto che si celebra.

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