Mercoledì, 23 Ottobre 2019

Progetto1

La collaborazione tra le comunità e il turismo per parlare del futuro dell’Europa attraverso gli enti locali, questo il tema del convegno “Luoghi noti e sconosciuti”, tenutosi mercoledì 4 settembre a Nughedu Santa Vittoria e parte del progetto a livello europeo “Future of Europe, Reload”...

di Antonio Mascia

All’evento, moderato dal giornalista Enrico Carta, hanno partecipato il presidente della giunta regionale, Christian Solinas, il presidente dell'ANCI Sardegna, Emiliano Deiana, il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, il direttore commerciale dell’aeroporto Costa Smeralda di Olbia, Lucio Murru, e il presidente della cooperativa Archeotur di Paulilatino, Massimo Muscas.

A dare il primo contributo alla conferenza sono stati gli interventi dei rappresentanti di alcuni comuni della Polonia, Macedonia, Romania, Bulgaria, Portogallo e Spagna. Il loro compito è stato sottolineare la collaborazione, sia interna che estera, al fine di perseguire un obbiettivo comune, andando a ribadire uno dei concetti fondamentali alla base dell' Unione Europea, secondo il quale le autonomie nazionali si inseriscono in una rete di libera circolazione di persone, merci, idee e opportunità.

Dopo questa premessa ha avuto inizio il vero e proprio dibattito, con l'esposizione di alcuni dati sul turismo in Sardegna: se, infatti, negli ultimi dieci anni questo settore si è dimostrato in costante crescita, bisogna anche sottolineare che, a discapito dei 9 milioni di turisti che ogni anno visitano l’isola, nello stesso periodo sono ben 40 milioni quelli che scelgono le Baleari.

Questa differenza è dovuta al fatto che, in Sardegna, le affluenze si concentrano nei mesi di luglio e agosto mentre, per quanto riguarda la controparte spagnola, l'alta stagione comincia addirittura nel mese di marzo.

Un altro problema è la spesa media degli stranieri, che in Sardegna è stimata intorno ai 60 euro a persona ma potrebbe raggiungere cifre doppie con i giusti accorgimenti.

È in quest’ottica che si può inserire il centro Sardegna, che offrirebbe un'alternativa alla costa capace di attirare nuove cerchie di turisti anche in bassa stagione e risanerebbe, di riflesso, la differenza abissale tra le affluenze estive e invernali.

Certo, per inserirsi in un mercato competitivo come quello turistico, i centri dell’entroterra sardo necessitano di un forte rinnovamento. Per divenire una meta accattivante servono nuove attrattive, che possono nascere solo con l'apertura di piccole imprese che lavorino in modo strutturato e con la promozione del territorio. È in quest’ottica che è negli interessi dei comuni una politica volta al trattenimento dei giovani, anche tramite agevolazioni fiscali, e al contrasto dello spopolamento.

Tuttavia, vi sono altri ostacoli da abbattere al fine di rendere appetibili al turismo questi territori: le attrazioni locali già presenti non sono segnalate e risultano essere prevalentemente sconosciute, inoltre i territori dell'entroterra sono difficili da raggiungere poiché collegati ai centri di sbarco con un vecchio sistema di strade a due corsie, che rende difficili gli spostamenti.

È, pertanto, necessario che, se si decide di intraprendere questa rotta, la regione investa capitali nella riqualificazione della rete stradale e nel favorire le piccole imprese locali che, come testimoniato da Massimo Muscas, hanno molte difficoltà ad inserirsi nel mercato.

È importante anche il ruolo dei comuni, il quale compito non è lanciare il turismo ma favorirlo tramite la regolamentazione delle imprese e l’incentivazione agli investimenti.

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