Martedì, 25 Giugno 2019

Progetto1

Nei giorni scorsi sono rimasto molto colpito dalla manifestazione di coloro che giustamente hanno  voluto protestare contro il ridimensionamento o la netta chiusura dell’ospedale di Ghilarza...

di Michele Antonio Corona

Una vertenza che, come Settimanale, abbiamo già più volte evidenziato e che ha bisogno di risposte chiare e inequivocabili da parte dei dirigenti e soprattutto degli amministratori regionali, garanti di questo servizio. Ho notato con piacere che un buon gruppo di cittadini non smette di presidiare la struttura e far sentire la voce propria e dell’intero territorio. Non si può sopprimere un ospedale di punto in bianco, né privarlo di un presidio che è necessario per l’intero territorio di Guilcer e Barigadu. Ma quando mai! All’inizio della scorsa estate partecipai con grande interesse a un’assemblea pubblica convocata per quella vertenza e vi parteciparono molti sindaci della zona e alcuni consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, oltre che il direttore generale della ASL di Oristano. Ricordo che fu una sparatoria a vista contro chi governava e chi aveva generato questa situazione. In più occasioni il Settimanale ha dato spazio a tale vertenza e ne siamo fieri. Mi stupisce, personalmente, che nei giorni scorsi consiglieri regionali di maggioranza abbiano partecipato a manifestazioni pubbliche di protesta, avendo ora la possibilità di modificare le decisioni precedenti. Mi auguro solo che quella partecipazione a sirene spiegate fosse una eclatante presa di posizione contro il governo regionale precedente e un chiaro segnale che l’ospedale di Ghilarza non chiuderà. Altrimenti, non mi spiegherei la presenza di esponenti dell’Amministrazione regionale a una manifestazione, ripresa ed evidenziata da una tv regionale, ora che sono al governo e deputati alla gestione delle emergenze anche sanitarie dell’Isola.

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