di Michele Antonio Corona
Così, da tempo, e ancor più in questi ultimi giorni, i residenti chiedono qualche misura efficace, proponendo la costruzione di una rotonda.

Sembra la grande opportunità per una migliore viabilità, per rimediare alla pericolosità delle strade, per dare sfogo alla fantasia amministrativa, ma non sempre è la soluzione migliore. Nel caso di Tiria non mi sembra - ma potrei sbagliarmi - una buona alternativa. Infatti, non sarebbe per nulla visibile per chi giunge dal pericoloso e improvviso dosso in direzione Siamanna, che nega già totalmente la visuale dell'incrocio. Qualche anno fa, quando il ponte venne chiuso, alcuni automobilisti andarono contro le barriere, per l’esigua segnalazione.

Tuttavia, una rotonda non visibile a distanza sarebbe inevitabilmente causa di incidenti anche per i singoli automobilisti. Si potrebbe pensare a un alto palo di illuminazione all’interno della rotonda, ma sarebbe certamente un costo notevolissimo. Percorrendo quasi quotidianamente quella strada e avendo avuto esperienza di persone che si immettono con troppa facilità nella strada montana, il primo accorgimento sarebbe segnalare in modo adeguato i due stop della viabilità locale. Inoltre, credo sia indispensabile pensare per i "bolidi" che percorrono la SP68 a una segnaletica visibile e a qualche misuratore luminoso che evidenzi la velocità sostenuta. La rotonda non è sempre l’unica soluzione