Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

La terza tappa del viaggio alla scoperta dei tesori archeologici della nostra Diocesi ci porta nel Campidano, a Marrubiu e, in particolare, nel sito di Muru de Bangius...

di Rita Valentina Erdas

Il territorio

Il territorio di Marrubiu fa parte del Campidano di Oristano, delimitato a nord dal Montiferru, a est dal sistema montuoso dell’Arci-Grighine, a sud dall’Arcuentu e dal Capo Frasca, mentre a ovest è delimitato dalle zone umide costiere del Golfo di Oristano e della penisola del Sinis, fino a Is Arenas. Parte del territorio di Marrubiu rientra nel Parco del Monte Arci, caratterizzato dalla presenza dell’ossidiana, vetro di origine vulcanica utilizzato dalle popolazioni preistoriche per la realizzazione di armi e utensili, e dai boschi di roverelle, sugherete e macchia mediterranea popolato da daini, cervi e diverse specie di rapaci.

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Il periodo romano

Durante la dominazione romana la Sardegna si presenta come una provincia dalla vocazione prevalentemente rurale, suddivisa in zone gravitanti attorno alle città, in terre soggette al pagamento di un canone (praedia) e in territori montani, la Barbaria. Gli insediamenti in questi tre ambiti variano in base al periodo storico, a fattori economici e culturali. All’interno di questa struttura rurale ebbero un ruolo fondamentale sin dalla prima età imperiale ma anche successivamente in età vandalica e bizantina, le viae publicae, il sistema di strade connesse anche all’organizzazione annonaria e al cursus publicus, il servizio di posta imperiale che funzionava grazie a un insieme di luoghi di sosta (mansiones) e di scambio (mutationes) lungo il percorso ed era strategico per i collegamenti all’interno dell’impero. L’assetto stradale della Sardegna centro-occidentale del I-II sec. d.C. era basato su due vie, la via a Turre e la via a Karales, che si incontravano a Aquae Ypsitanae, l’attuale Fordongianus lungo un percorso che partendo da Karales, passava per le Aquae Neapolitane (in territorio di Sardara) e toccava la colonia Iulia Augusta Uselis (Usellus), tagliando fuori dal percorso Othoca, Tharros e Neapolis.

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Probabilmente fu con Traiano e con la costituzione di Forum Traiani presso le Aquae Ypsitanae che la via a Turre giunse fino a Othoca, attraverso la valle del Tirso, e da qui a Karales. L’importanza economica e strategica assunta da Forum Traiani comportò la costruzione di un punto di sosta ai piedi del settore occidentale del Monte Arci: in località Muru de Bangius fu edificato un praetorium con balneum, ossia un pretorio con annessi bagni termali e altri locali di servizio.

Il Praetorium di Muru de Bangius

Il praetorium era stato costruito principalmente ad uso dei procuratori e dei prefetti della Sardegna che si recavano a Forum Traiani e successivamente per altre categorie privilegiate. La sua edificazione si può far risalire all’epoca imperiale nel II sec. d.C., con fasi di ristrutturazione tra il III e il V sec. d.C. Il praetorium è costituito da un edificio a pianta rettangolare, con orientamento SE/NO, con una corte centrale con portici, al centro della quale vi è una vasca. Dalla corte si accede a sedici ambienti disposti lungo i quattro lati della struttura, destinati a uso residenziale e in parte a locali di servizio. L’ingresso si apre lungo il lato corto di SE, mentre sul lato opposto si apre un vano più ampio e sporgente rispetto agli altri a cui si accede da un piccolo ambiente.

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L’edificio è costituito principalmente da blocchi di pietra calcarea, trachite e basalto legati tra loro da malta di fango e rivestiti di intonaco. Alcuni ambienti erano riccamente decorati con affreschi nelle pareti e nel soffitto con motivi floreali. Sul lato SO un corridoio collega l’edificio del praetorium con gli ambienti di servizio, tra cui una latrina e un edificio termale. Quest’ultimo è composto da una serie di ambienti posti in sequenza: L’apodyterium, il frigidarium (con due vasche), il tepidarium, il destrictarium e il calidarium con laconicum. Gli ambienti termali erano rivestiti da lastre di marmo mentre i pavimenti erano realizzati a mosaico. L’approvvigionamento idrico era garantito da un acquedotto realizzato con un sistema di tubature in terracotta e piombo. Successivi scavi hanno messo in luce una serie di edifici posti a SE del praetorium, tra cui uno realizzato in opera cementizia, dotato di una nicchia sul lato esterno occidentale, probabilmente un sacello o un mausoleo.

Durante gli scavi archeologici è stata rinvenuta una targa commemorativa in marmo che fa riferimento alla costruzione o al restauro del praetorium, avvenute probabilmente nel periodo di Caracalla tra il 212 e il 217 d.C., posta all’ingresso del complesso di edifici. Dai dati archeologici ottenuti durante gli scavi è emerso che il praetorium era ancora in uso durante l’età vandalica e la prima età bizantina fino al VI sec. d.C. anche se alcuni ambienti venivano utilizzati per scopi diversi da quelli originari, in particolare un ambiente fu utilizzato come deposito di anfore. Ridotto allo stato di rudere, in periodo altomedievale fu luogo di insediamento da parte di pastori.

Glossario

Annona Presso gli antichi Romani erano le rendite annuali dello Stato, in denaro o in natura.

Praetorium Erano le residenze dei pretori, magistrati o governatori delle provincie romane, o anche di generali durante le campagne militari.

Ambienti termali Si sviluppavano lungo un percorso che toccava diversi ambienti: Apodyterium. Uno spogliatoio con cabine, scaffali o nicchie dove venivano posti gli abiti e gli oggetti personali.

Calidarium. Sala nella quale si facevano i bagni in acqua calda. Laconicum. Saune dove si facevano i bagni di vapore.

Destrictarium Sala nella quale ci si strofinava il corpo, o se molto ricchi, ci si faceva strofinare dagli schiavi.

Tepidarium Sala nella quale ci si immergeva in vasche di acqua tiepida. Frigidarium. Sala dotata di un’ampia vasca dove si facevano i bagni freddi dopo essere passati nel calidarium e nel tepidarium.

Salcello Nell’antica Roma, piccolo recinto con altare dedicati a divinità prottettrici. Nell’architettura cristiana è una piccola cappella dedicata a pratiche devozionali.

Mausoleo Sepolcro monumentale costruito per custodire il corpo di un grande personaggio.

BIBLIOGRAFIA P. G. Spanu, R. Zucca, 2006, Il cursus publicus nella Sardinia tardoantica: l’esempio del praetorium di Muru de Bangius, MarrubiuOristano, in Paesaggi e insediamenti rurali in Italia meridionale fra Tardoantico e Altomedioevo. Atti del Primo Seminario di studi (Foggia 12-14 febbraio 2004), a cura di G. VOLPE e M. TURCHIANO, Bari: pp. 675-690. FoToGRAFIE Archivio Sardegna Digital Library Archivio L’Unione Sarda Archivio Monumenti Aperti

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