Lunedì, 17 Giugno 2019

Progetto1

Decine di pitture murali abbelliscono numerosi paesi sardi, ne raccontano usi e costumi valorizzando al tempo stesso gli spazi urbani...

a cura di Erika Orrù

I murales illustrano scene di vita quotidiana dei borghi isolani, il ruolo della donna, la realtà lavorativa di contadini e pastori, ma anche tradizioni popolari, i prodotti della terra, processioni e feste religiose, nonché le trasformazioni della società.

Forma artistica nata in Barbagia per motivi socio-politici e ideologici, il fenomeno del muralismo sardo, che fino all’inizio degli anni Ottanta costituiva una libera espressione creativa della popolazione contro il potere, col tempo si è sviluppato e ha coinvolto quasi l’intero territorio dell’Isola assumendo ben altre caratteristiche. Non più raffigurazione di lotte e di proteste, quasi sempre accompagnate da citazioni di poeti e scrittori, ma espressione artistica di una società contadina desiderosa di far conoscere la propria cultura.

Tuttavia i murales non costituiscono soltanto una fonte visiva della memoria collettiva, ma anche un modo per ripensare lo spazio abitato in chiave estetica e turistica. Da un po’ di tempo, infatti,è pratica usuale delle amministrazioni comunali commissionare murales ad artisti locali per migliorare alcune aree dei centri abitati garantendo espressività, creatività artistica e decoro urbano.

Fortemente attenta alla riqualificazione urbana, anche l’amministrazione comunale di Nurachi, guidata dal sindaco Renzo Ponti, ha fatto propria questa usanza per trasformare alcuni muri deturpati in autentici arredi urbani, ridando vita a quegli spazi e dignità a quel luogo.

Lungo le direttrici principali dell’abitato alcuni edifici privati presentavano facciate in stato di degrado, in contrasto con una decorosa immagine del paese, e  necessivano un intervento di recupero. L’amministrazione si è mobilitata per favorirne il recupero, previa intesa con i proprietari delle abitazioni, indicendo un bando di concorso per la progettazione e realizzazione di due opere murali che raffigurassero momenti dell’identità e della cultura di Nurachi o del territorio circostante.

La prima opera, una sequenza in due atti, comprende le facciate rivolte verso il tratto del corso Eleonora, nei pressi dell’incrocio con la via Santa Lucia; la seconda riguarda la facciata nella Pratza 'e ballus, antica piazza dall’alto valore identitario, nella quale si svolgevano le principali feste del paese.

Il progetto è da sviluppare in più annualità, per ora è stato completato un primo murale, libera interpretazione di alcune fotografie storiche pubblicate nel libro Nurachi in Fotografia di Pasqualino Manconi. Raffigura uno spaccato della vita quotidiana ai primi del ‘900.

nurachi murales 3web

L’artista è Pina Monne, nella sua pittura c’è l’anima di un popolo, le radici, la cultura millenaria, il profondo attaccamento alla terra d’origine. I suoi murales hanno una peculiarità: si vedono e non si vedono, non si vedono perché sono talmente inseriti in maniera armonica con il resto dello spazio e l’architettura del luogo che sembrano scene reali e traggono in inganno lo spettatore, che distingue a stento ciò che è vero da ciò che non lo è.

Com’è nata, signora Monne l’idea di ispirarsi al libro di fotografie?

L’idea è nata dagli amministratori, che volevano in qualche modo impreziosire la parete. Era una parete senza intonaco, è stata ripristinata e io non ho fatto altro che incastonare il mio progetto, cercando di non alterare tutto quello che c’era attorno; ho scelto una foto storica perché loro volevano questo e poi, naturalmente, la scelta di raffigurare i personaggi nella finestra superiore con la frutta è stata una mia necessità perché comunque io ci metto sempre del mio.

Ha in mente qualche idea per la prossima facciata dell’abitato?

Per la seconda parete non mi hanno ancora fatto sapere niente. Nel momento in cui me lo chiederanno, studierò ancora una volta la situazione, la posizione nel centro abitato, e sicuramente mi verrà in mente qualcosa. Quando mi viene chiesto un lavoro da un'amministrazione, io osservo, mi guardo attorno, studio la tradizione del luogo, l’architettura, poi inserisco i dipinti che secondo me appartengono già a quella superficie. Il mio fare arte di strada mi permette principalmente di conoscere in maniera diretta le persone che ci vivono e la loro realtà.

Il murale nel corso Eleonora è la prima opera artistica di una serie che negli anni a venire abbellirà il paese di Nurachi con l’obiettivo di riqualificare una porzione del centro storico in chiave turistica. In attesa del prossimo murale, non ci resta che ammirare la bellissima opera d’arte di Pina Monne che ancora una volta è riuscita nell’intento di raffigurare con uno stile realistico attimi nostalgici della storia passata. 

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