Venerdì, 24 Maggio 2019

Progetto1

Una vita segnata a 17 anni dopo l’assunzione di una pasticca di ecstasy. Un trapianto di fegato, la gioia di rinascere e un unico slogan, anche virtuale: #abbicuradisplendere per te e per gli altri...

a cura di Luciana Putzolu

Più di 2000 gli incontri in tutta Italia con giovani e adulti, 2 libri: Vuoi trasgredire? Non farti! e Io non smetto; in televisione ospite di numerose trasmissioni, presente quotidianamente sui social. Giorgia, da quel giorno fatale, non si ferma… Ancora una volta in Sardegna, invitata dal CGD (Coordinamento genitori democratici) di Terralba, ha incontrato studenti e genitori di Ghilarza, Oristano, Cabras e Terralba.

Un sorriso splendido, anche dopo gli incontri molto intensi di lunedì 5 novembre, a Ghilarza. Ci diamo appuntamento a fine giornata per scambiare due parole.

giorgia 4

Giorgia, la tua vita, ormai, è dedicata a un’unica causa, ma sei sicura che ne valga davvero la pena? I dati sono sempre più allarmanti. L’età della prima assunzione di sostanze si sta sempre di più abbassando. Sembra davvero una lotta impossibile….

Niente è impossibile. Faccio questi incontri con la grinta e la voglia che anche solo un ragazzo che mi avrà ascoltato per me sarà una grande vittoria. Non vengo qua perché convinta che tutti mi ascolteranno e non assumeranno droga, sarebbe un’utopia… Smetterei di fare ciò che faccio: non penso di poter cambiare il mondo! Cerco di dare quelle informazioni che io, all’epoca, non ho ricevuto perché i ragazzi possano fare le scelte migliori per la propria vita. Non puoi entrare nella testa di ogni singolo adolescente. Anche oggi ne ho avuto conferma; alla domanda: Quanti voi sanno che una singola assunzione può portarti all’aldilà? Tra 300 hanno alzato la mano in 6. Basta un piccolo errore di valutazione e puoi interamente cambiare la vita! Tutti possono essere coinvolti, anche il ragazzo per bene cresciuto in una buona famiglia. È un problema di tutti e io non mollo, “non smetto”, proprio come il titolo del mio ultimo libro! Ricevo tanti messaggi sui social da parte dei ragazzi: mi scrivono cose meravigliose e loro stessi mi dicono di non mollare e continuare. È una promessa che prima di tutto ho fatto a loro. Finché ci sarà un solo ragazzo che avrà bisogno di ascoltarmi, io non smetterò. Sono una goccia nell’oceano, ma anche la mia serve per formare il mare della prevenzione.

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Siamo immersi nella cultura dello sballo e, soprattutto noi genitori, a volte, facciamo finta di niente. È proprio vero che se ti fai una canna non rischi?

Con i ragazzi abbiamo parlato di questo. Penso che la cosa più importante da spiegare ai nostri figli sia che la vita è un dono prezioso, la salute non è per tutti. Dobbiamo imparare a sceglierci, ad amarci. Non è fumandosi una canna che si risolvono i problemi. Se ti fumi un cannabinoide naturale non muori, però ti può danneggiare il cervello in tantissimi altri modi che si manifestano prima o poi. La domanda da porre è: Cosa ne vuoi fare della tua vita? Quanto ti ami? Quanto vale la tua vita? Vuoi trascorrere il resto della tua vita con le canne o cercando di esserci, di vivere, di essere protagonista? Bisogna semplicemente spronare i nostri ragazzi, incoraggiarli, e sapranno fare le scelte migliori. Anche fumare sigarette fa male, è una droga legalizzata: 70000 decessi all’anno. Qualsiasi droga deve essere esclusa dalla nostra vita. Quelle sostanze ci allontanano dal vero significato dell’esistenza. Noi apprezziamo la vita solo quando la stiamo perdendo o stiamo vivendo traumi importanti. Purtroppo questo è insito nell’essere umano. Quando tu assumi una sostanza ti allontani di più dal comprendere il significato vero della vita. Oggi ho capito che la felicità non è nella meta ma nelle piccole cose di tutti i giorni: nel sorriso di un bimbo, in due anziani che si prendono per mano, nel sentire il freddo sul naso, nel poter vedere paesaggi che non tutti hanno la possibilità di vedere. Apprezzate la vita sempre, non quando si presenta senza via d’uscita. State lontani da tutte le sostanze che sono dannose. Sceglietevi!

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In che cosa sbagliano la scuola e la famiglia?

Purtroppo non vanno più tanto d’accordo… Oggi ho sottolineato l’importanza di costruire ancora alleanza perché è troppo importante. La scuola, soprattutto, si deve rinnovare nel campo della prevenzione, stare al passo con i giovani. Il poliziotto o il medico che spiegano lasciano il tempo che trovano. Hanno bisogno di testimoni. Solo quando si parla al cuore si è efficaci…

La famiglia sbaglia quando pensa che il drogato è sempre figlio degli altri. Quando rinuncia al suo ruolo di guida . I no fanno soffrire, ma aiutano a crescere e i ragazzi li aspettano…

Ci salutiamo e ricordiamo insieme l’hashtag finale della mattina, quello di un alunno, Simone: di corsa, senza quasi respirare, ha urlato : #restavicinoachiami

 

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