Lunedì, 19 Agosto 2019

Progetto1

 

Mi considero ancora un alcolista anche se sono trenta anni che non bevo niente, ma l’esperienza fa parte di me e oggi non sarei l’uomo che sono...

Ho iniziato come tanti, da giovane ragazzo ho frequentato i bar nel tempo libero, un bicchiere dopo l’altro e la mia vita scorreva così, normalmente, perché quella era per te la vita spensierata. Il lavoro e poi il bicchiere, la compagnia degli amici del bar: un giro , un altro e ti piaceva pagare da bere a tutti . Il sabato sera era il più bello. Un anno e poi un altro…così per 20 anni.

E poi rientravo a casa: solo mia madre si accorgeva che, ormai, la situazione era senza uscita e senza sbocchi. Il suo sguardo mi faceva vergognare e per questo, anche senza mancare di rispetto, io fuggivo. Non mi piaceva mangiare con la mia famiglia, scappavo da tutti i momenti in cui potevo stare con loro.

Mentivo spesso a mia madre quando cercava di dirmi che la mia vita non poteva continuare così , ma a me piaceva il bicchiere e nessuno poteva dirmi ciò che dovevo fare. Solo un amico, un vero amico, un giorno ha cercato di dirmi la verità su di me e io mi sono offeso. Solo dopo ho capito.

L’alcool lentamente mi stava rubando tutto. Continuavo a perdere peso, il mio fisico si era fortemente indebolito. È stato il mio medico, dott. Sandro Congia, ad aiutarmi.

gianni deiana3web

Nel 1988, insieme a lui e con altre tre persone, abbiamo iniziato la prima esperienza in Sardegna del club con il metodo Hudolin, dal nome dello psichiatra che ne è stato l’iniziatore negli anni 60. Solo con il dialogo e soprattutto con altre persone che condividevano il mio problema ho iniziato ad avere la consapevolezza di essere un alcolista. Mia mamma ha combattuto la battaglia con me. Incontro dopo incontro, la mia vita è cambiata: mi sono riconciliato con me stesso, mi sono accettato e soprattutto ho avuto il coraggio di riguardare in faccia mia madre. Anche lei negli incontri aveva capito il modo con cui poteva aiutarmi. Ma soprattutto il Gianni di oggi è diventato uno che aiuta tante altre persone a combattere l’alcolismo. Grazie all’impegno di tanti, i Club da Abbasanta si sono moltiplicati in tutta la Sardegna. Noi siamo diventati un’associazione: l’ACAT dell’alto Oristanese e io, per nove anni, sono stato presidente dell’associazione regionale.

gianni deiana4web

Ciò che è cambiato in questi 30 anni che non bevo è il mio stile di vita, ma soprattutto ho scoperto che aiutando gli altri aiuto me stesso. Tante storie da raccontare… Oggi ho 66 anni, la mia famiglia si è moltiplicata, sento di aver contribuito a salvare tante persone. Non dimentico oggi la gioia di tanti figli per aver ritrovato il padre, di tante donne che hanno ritrovato il loro marito. Non dimentico un uomo che mi ha detto: Gianni, solo ora mi fermo a guardare un fiore e i suoi colori. Grande gioia, ma soprattutto quella di mia madre che, ora anziana, quasi cieca, è felice di abbracciare e guardare quel figlio che è nato due volte…

                                                                                                                                                                                                                                           Gianni Deiana

Pin It

Iscriviti al nostro canale youtube

Guarda i nostri video dalla diocesi

YouTube icon