Venerdì, 22 Marzo 2019

Progetto1

 

Laboriosa. Se Roberto Virdis dovesse scegliere una sola parola per descrivere Samugheo, sarebbe questa. Quarantotto anni, architetto, dal 2017 è il direttore artistico di Tessìngiu, la mostra dell’artigianato sardo allestita nel paese del Mandrolisai...

a cura di Davide Corriga

Un’esposizione e un’arte, quella tessile, motivo di orgoglio per una comunità intera. “Qui a Samugheo quasi tutti sappiamo tessere al telaio”. Lo dice con fierezza una delle giovani ragazze della Pro Loco, intenta a preparare una macchina da lavoro nella vecchia cantina sociale. Giunta alla cinquantunesima edizione, la mostra - dal 14 luglio al 16 settembre - ospita oltre settanta espositori. Circa un terzo sono di Samugheo.

 Cosa contraddistingue Tessìngiu?

Una produzione di tessuti notevole. A Samugheo sono presenti nove laboratori tessili, che costituiscono una realtà economica importante. Negli anni ’60 del Novecento gli artigiani storici del paese hanno arredato i primi insediamenti turistici in Costa Smeralda, oggi le nuove generazioni curano showroom nelle zone

Roberto Virdis

costiere più rinomate. Da Samugheo, nel centro della Sardegna, alle lussuose camere sul mare. Un piccolo indotto economico per molti. L’alta qualità dei manufatti combinata alla capacità di instaurare collaborazioni importanti oltre i confini comunali rappresenta un continuum tra passato e presente, nonché il tratto caratterizzante dell’esposizione.

Tra queste, la collaborazione con Karim Aga Khan.
Nel 2015 il principe ismailita ha fatto una consistente donazione a Samugheo. Le risorse sono state utilizzate per incrementare il patrimonio della collezione del museo e per recuperare la memoria storica dell’artigianato tessile di Samugheo. Ma non solo. Alcune aziende hanno sviluppato egregiamente la necessità di esportare i propri manufatti, di confrontarsi esponendo presso Fiere Internazionali, di collaborare con designers e artisti di fama mondiale. Nel paese, per esempio, sono nati i tappeti creati dalla designer spagnola Patricia Urquiola per un noto marchio di arredi italiano; ma anche quelli disegnati da Paulina Herrera Letelier, da Antonello Cuccu e Caterina Quartana, solo per citarne alcuni.

 Nell’edizione 2017 quasi cinquemila presenze. Come è avvenuto il processo che ha contribuito alla crescita di Tessìngiu?
La mostra di Samugheo nasce in ambienti modesti, per arrivare nel 2002 al Museo Murats. Negli ultimi anni sono stati fatti ulteriori investimenti. In un posto affascinante, la ex Cantina Sociale, abbandonata ormai da trent'anni, l'Amministrazione Comunale ha voluto riqualificare, in parte, gli spazi che un tempo erano quelli di un lavoro straordinario. Un lavoro di trasformazione. E di trasformazione abbiamo parlato, studiato, provato e allestito: dalle uve al vino; dall'architettura industriale abbandonata, agli spazi espositivi; dalla materia prima al prodotto artigianale. Ecco la chiave della crescita: la metamorfosi, l'evoluzione applicata a qualsiasi cosa, oggetto decorativo o funzionale ma comunque frutto del lavoro artigiano.

Quanto è importante l’apporto del paese?
È fondamentale. Grazie alla caparbietà delle donne, di artigiane storiche come Isabella Barra, Susanna Frongia, Grazia Pitzalis e Mariuccia Sannia, oggi Samugheo è il paese dell’arte tessile. La tessitura è un lavoro nato dalle mani femminili. Nel Museo Murats c’è un’installazione multimediale che racconta l’animo e la passione delle tessitrici. Un percorso sensoriale che illustra, attraverso gli occhi e le voci delle narranti, la storia della tessitura a Samugheo. Alla passione dell’avvocato Emanuele Cau, sindaco nel dopoguerra per quasi vent’anni, si deve l’intuizione di una mostra dell’artigianato sardo. Straordinario è l’impegno dell’Amministrazione Comunale, del sindaco Antonello Demelas e dell’Assessore Maurizio Frongia. Il lavoro costante del Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda, sotto la direzione di Baingiu Cuccu, è basilare. I ragazzi della Pro Loco, quasi tutti poco più che ventenni, coordinati da Gianni Cau, sono eccezionali. Ho letto nei loro gesti, nella loro manualità, nella loro gentilezza quella voglia di fare che ha caratterizzato il lavoro a Samugheo. C'è ottimismo, voglia di fare tramandata. Come quella di allestire un telaio e lavorarci. Il futuro corre negli orditi e nelle trame dei loro sorrisi.

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