Martedì, 23 Ottobre 2018

 

Non riuscivo a dormire. Né a cancellarlo dalla mente. Mi alzavo e camminavo. Giravo e giravo come uno zombie. Così, durante uno dei vari peregrinamenti notturni, vedo un quaderno, messo da una parte vicino a dei libri. Ho preso una penna e ho iniziato a scrivere...

a cura di Alberto Medda Costella

Con queste parole Antonio Sanna racconta l'inizio del suo percorso di scrittore e poeta. Lo incontro un lunedì mattina di maggio, l'ennesimo caratterizzato dalla pioggia che sembra non abbandonare la Sardegna in questa stagione anomala. Ci siamo dati appuntamento nella sua casa di Samugheo, grazie alla disponibilità di Sergio Giordano, alpino di origine genovese da quarant'anni nell'isola. Arriviamo a metà mattina, giusto in tempo per un caffè fumante offerto dalla signora Rita, moglie di Antonio, che con la sua cordialità e simpatia ci fa sentire subito a nostro agio.Antonio Sanna samugheo padre di luca sanna web

Sono stati anni non semplici per entrambi. Essere genitori di Luca è stato bello; deve essere stato atroce sapere il decesso di Luca nel 2011 in un attentato a Bala Murghab in Afghanistan, dove operava con il grado di Caposquadra fucilieri nell'ottavo Reggimento Alpino della Brigata Julia. Aveva sposato qualche mese prima la compaesana Daniela Mura. Si dice che sopravvivere a un figlio sia una delle più grandi prove a cui l'essere umano può essere sottoposto.

Elaborare questo tipo di lutto esige una speciale forza interiore e di volontà. Antonio ha così cominciato a scrivere in sardo poesie in rima dedicate al figlio: Era l'una di notte e ho concluso alle cinque del mattino. Mi sono così reso conto che avevo smesso di pensare alla sua morte. Era positivo per me. Il pensiero era comunque rivolto a lui, ma in modo diverso.

Confeziona un primo libriccino da donare ad amici e conoscenti di Luca. Poi lo riprende, lo integra e lo reimposta tanto da farne un vero e proprio libro di rime in sardo, con la traduzione a specchio in italiano: Luca Sanna: un angelo in grigioverde. Un’autentica biografia in strofe, un documento di valore, utile a chi in futuro vorrà approfondire la storia dell'alpino di Samugheo.

Statua di Luca Sanna al cimitero di Samugheo figura interawebMa non mi bastava. Continuavo a sentire la necessità di scrivere per non tornare a vagare durante la notte. Se durante il lavoro giornaliero riuscivo in parte a tenermi occupato, quando smettevo diventava tutto più difficile.

Ecco quindi la necessità di Antonio di trovare nuovi modi od occasioni di reagire in positivo. La passione per la poesia è maturata da giovane, quando con alcuni coetanei si riuniva in qualche casa del paese, nel cuore del Mandrolisai, per comporre versi in rima. Prosegue il suo racconto:

Dovevo impegnarmi costantemente così da avere sempre la mente occupata, dovevo sempre scrivere qualcosa. Inizialmente avevo pensato di realizzare delle rime per le donne vittime di violenza, ma conoscere tutte le storie e avere le necessarie autorizzazioni era un problema. Allora mi son detto...quanti papi abbiamo avuto?

Altarino 2 luca sanna samugheowebDa lì è andato avanti ed ha approfondito un tema che esula dal sacrificio di suo figlio Luca. È nata l'idea di raccontare le storie dei 267 papi in rima. Il primo risultato di questo lavoro l'ha dedicato – come nel titolo – a San Pietro e i suoi successori. Nei progetti è il primo tomo di dieci in cui verseggerà la storia dei pontefici. Nel frattempo, su consiglio del cappellano militare degli alpini di Udine, ha inviato una copia a Papa Francesco, che ha subito risposto con una lettera per mezzo della Segreteria di Stato, oggi incorniciata alla parete del soggiorno, circondata dalle foto di Luca e dai gagliardetti delle sezioni degli alpini che nel corso degli anni si sono incrociate con la famiglia Sanna.

Ma adesso è con Eroi in divisa che Antonio Sanna ha voluto, ancora una volta, ricordare la vicenda del figlio e quella dei vari caduti delle forze armate italiane impegnate nelle missioni internazionali, dando accoglienza e sfogo al dolore di altri genitori. Compresi il padre e la madre di Valery Melis, il tifosissimo del Cagliari al quale, di rientro dalle missioni nei Balcani, venne diagnosticato il morbo di Hodgkin, causato dall'esposizione alle nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico all'uranio impoverito. Trovò la morte in un letto di ospedale nel più assoluto silenzio delle autorità preposte. Il lavoro di Antonio Sanna rende omaggio senza distinzioni a tutte le vittime delle missioni militari. Mille ottave in sardo raccolte, con la traduzione in italiano, per Luca, Valery e gli altri giovani in divisa caduti in questo mondo inquieto.

Altarino luca sanna samugheo

 

 Serradoso si seusu in tristura

pranghendo sa trista mala sorte

ite barbara crudele isventura

chi a Luca Sanna causadu da sa morte

es tropu colassale s'isciagura

po i genitores dolore tropu forte

ma su destinu cun crudele crabu

malu po sa mamma peus po su babbu.

 

"Eroi in divisa"

di

Antonio Sanna

 

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