Mercoledì, 19 Settembre 2018

Dopo la coda sta per uscire la testa, ma il luogo in cui sorgerà non è ancora stato rivelato...

Di Alberto Medda Costella

Tra qualche settimana prenderanno avvio i lavori di restauro dell'“Anguilla di Marte” dell'artista Salvatore Garau che si trova davanti al municipio di Santa Giusta. Si tratta della scultura d’arte contemporanea più chiacchierata degli ultimi anni, che vanta già delle imitazioni (a Caserta Lello Esposito ha realizzato un grande corno rosso porta fortuna molto simile) e che, a fronte di polemiche innescate tra favorevoli e contrari, ha portato agli onori della cronaca il centro lagunare.

Trascorsi più di sette anni dal giorno dell'inaugurazione è già tempo di una leggera rinfrescata. Sarà infatti scrostata, riverniciata e smaltata di lucido dall'abile fabbro Stefano Piga, realizzatore della struttura, e verrà posizionato un altro faretto per rendere più visibile la parte superiore.

Diatribe a parte, poco si conosce della sua storia, della sua genesi e degli aneddoti che circolano. L'occasione per recuperarli è stata fornita questa estate sul sagrato della basilica, in occasione degli eventi proposti per celebrare il 70esimo anno della riconquistata autonomia comunale da Oristano.

Ma come è nata l'idea di realizzare “s’anguidda”? I due architetti Maura Falchi e Franca Perra, che hanno stilato il progetto della nuova piazza circostante il comune, a lavori conclusi invitarono a visitarla l’ex batterista degli StormySix. Ad accompagnare Salvatore Garau c'era anche l'allora assessore ai lavori pubblici del comune Pietro Paolo Erbì. Mentre si decantavano le novità, tra cui il nuovo mercatino che ricorda gli spazi metafisici di Giorgio De Chirico, Salvatore Garau lanciò la proposta di realizzare una scultura. Senza però crederci abbastanza pensò a un’anguilla di tre metri: «vedo così Erbì che si allontana al telefono. Penso di primo acchito a un problema - lui è un maresciallo - invece dopo mezz'ora ritorna tutto trafelato "Salvatore Salvatore vogliamo la scultura". "Di cosa stai parlando?" gli dico io. "Della scultura che hai detto prima. L'anguilla". Io nel frattempo me ne ero già dimenticato. Se dovessi star dietro a tutte le idee che mi vengono in mente sarebbe impossibile. Ogni tanto qualcuno la realizzo, ma la maggior parte rimangono nei miei sogni» - questa la ricostruzione dell’artista santagiustese. Erbì si era nel frattempo consultato con il sindaco accordandosi di portare avanti il progetto. Il giorno dopo Antonello Figus, primo cittadino, e l’amministrazione si riunirono insieme a Garau per confermare la volontà di realizzare la scultura. Inizialmente di tre metri, per salire progressivamente nei giorni seguenti a 6, 8, 10, fino ad arrivare a 12.

foto anguilla 5 arborense web

Ma perché questa anguilla arriva da Marte? È lui stesso a dircelo: «doveva essere fuori dal comune, possibilmente di un altro pianeta. Su Marte c’è un'enorme comunità di anguille gigantesche e una di queste ha deciso di venire a trovare le proprie simili a Santa Giusta, schiantandosi però sul terreno anziché sullo stagno. L'artista non deve fare ciò che chiede la gente, ma ciò che dice la sua testa. Se avessi pensato una scultura qualunque nessuno ne avrebbe parlato».

La realizzazione, proprio per le sue dimensioni, non è stata per nulla semplice. Un lavoro in tandem insieme all'ingegnere, per studiare fattibilità statica e resistenza al vento. Il trasferimento dell'opera dal laboratorio di Cabras nel luogo del suo posizionamento avvenne alle quattro del mattino, senza il fabbro troppo preoccupato e stressato per partecipare. Peraltro riguardo l’installazione apprendiamo un curioso aneddoto. Dopo essere stata fissata al suolo con 16 bulloni, Garau ha confidato che durante la colata di calcestruzzo ha gettato dentro un oggetto. Cosa non l’ha voluto dire. Ha assicurato che per il momento preferisce mantenere il segreto.

Quando comunque tutto sembrava concluso nei tempi senza alcun intoppo ecco divampare la polemica. Dopo qualche giorno una giornalista contatta Salvatore Garau per informarlo che alcuni suoi concittadini stanno raccogliendo le firme per far portare via la scultura. «La giornalista era convinta che io fossi dispiaciuto. Ma risposi che era stata una bellissima idea! Mi son detto “ora scoppia un casino". Sapendo perfettamente che questo mi avrebbe dato tanta visibilità e pubblicità». Di primo acchito uno può pensare che siano stati i santagiustesi con più anni a non gradire la novità e invece furono proprio alcuni giovani a lamentarsi. «Devo ringraziare questi eroi. Se un'opera d'arte piace a tutti, c'è qualcosa che non funziona. Probabilmente gli anziani si sono identificati nell’anguilla, riconoscendola come parte della propria cultura, mentre magari i giovani hanno visto una semplice anguilla gigantesca, senza andare a fondo alla questione».

La polemica nel mentre raggiunge mezza Sardegna e perfino il continente. Arrivano le troupes televisive che intervistano un signore seduto nella piazza domandando il perché di quell’opera. «La sua risposta fu geniale - racconta Salvatore - "e ita depiant fai? Unu cavuru (un granchio)?".

Nel frattempo a Cabras un altro gruppo di persone si organizza per accogliere la scultura sgradita ad alcuni santagiustesi, ma a quel punto sono altri santagiustesi a ribadire che ormai l’anguilla è loro e lì deve restare.

foto anguilla 7 arborense web

Ma veniamo ai costi. Gran parte era stata pagata dalla fondazione del Banco di Sardegna con un finanziamento di 30.000 euro, mentre il comune ha contribuito con altri 20.000 euro. Il fabbro ha prestato la sua opera gratuitamente facendosi rimborsare solo il costo del materiale. «Peraltro io ho seguito i lavori dal Cile, trovandomi lì per lavoro, parlando con Stefano attraverso la rete. Io non ho preso un soldo per la scultura, solo i soldi dei caffè che i santagiustesi mi offrivano ogni volta che tornavo in paese» dice sempre Garau.

A ogni modo a distanza di sette anni si è tornati a parlare del “completamento” dell’opera con la realizzazione della testa, anche se nei progetti di Garau questa non era stata prevista. Tutto è ripreso cinque giorni dopo il montaggio della coda, quando Garau, Antonello Figus e un'altra persona, ipotizzarono di dare un seguito a quella scultura. «“Te lo immagini Antonello come sarebbe bello far spuntare la testa in un altro punto del paese?” e Antonello anziché stopparmi immediatamente mi rispose che sarebbe stato bellissimo. Poi non se n'è più parlato. Tempo una settimana e cominciano ad arrivare telefonate da Sassari, da Olbia, da Cagliari per chiedermi se era vero che sarebbe spuntata la testa. Io non avevo detto nulla alla stampa. Mi proposero addirittura di realizzarla a Tortolì. In realtà speravo che il sindaco di Cabras avesse accolto l'idea di farla nel suo paese, in modo da combinare una sorta di gemellaggio delle due lagune da sempre rivali. Ma ribadisco l'opera della testa non era nelle mie previsioni. Ma tantissime persone in Sardegna hanno continuato a chiedermi quando sarebbe spuntata. Non ne potevo più».

Oggi pare che i tempi siano maturi e che la testa dell’anguilla prenderà corpo. Almeno queste le intenzioni del sindaco Figus e della sua amministrazione intenzionati a dare seguito all’iniziativa. Nei progetti sarà molto probabilmente di 18/25 metri. I costi non graveranno sulla collettività, magari attraverso il crowdfunding, ma le modalità sono ancora sconosciute. Ciò che è certo è che non potrà essere posizionata a ridosso dello stagno per vincoli archeologici. Dovrà essere una scultura bella ed elegante. Diamo tempo al tempo. In attesa che Santa Giusta torni sotto i riflettori attirando nuovamente frotte di turisti e amanti dell’arte contemporanea, pronti anche loro a dividersi tra favorevoli e contrari a s’anguidda.

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