Giovedì, 18 Luglio 2019

Progetto1

Sorgono è come un buon vino, non ama farsi guardare ma ama farsi scoprire poco a poco, sorso dopo sorso. Visitare la capitale del Mandrolisai nelle giornate del 20 e 21 Ottobre è stato come assaporare un buon bicchiere di vino...

di Alessandra Angius

Nello stappare la bottiglia migliore ci si concede un attimo di pausa che dà valore a ogni piccolo gesto. Così, portando il tappo al naso per sentirne il profumo si può facilmente intravedere il magnifico territorio fatto di boschi, ricco di acque e di incantevoli vallate dove i vigneti regnano incontrastati. Non c'è bisogno di giocare troppo di fantasia, tutto è qui a portata di sguardo. L'allegria della vendemmia con Sa 'Innenna a s'antiga con le donne e gli uomini in abito da lavoro tradizionale che festeggiano il momento più atteso dell'anno.

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C'è di che essere grati anche in una stagione difficile per la viticoltura che ha visto un calo importante nella produzione. Sentiamo rieccheggiare fra i colorati filari le frasi e le risate che riescono a rendere il lavoro della raccolta più leggero. Riportiamo il calice alle labbra e ci uniamo a questa allegra compagnia che fa ritorno al paese con il carro trainato dai buoi. Sul carro non trova posto solo il carico di uva ma anche tutto l'entusiasmo per un nuovo inizio. Se è vero che la vendemmia è il momento finale del lavoro della vigna, è pur vero che è anche il momento iniziale della lavorazione del vino. Un altro sorso e partecipiamo alla pigiatura dell'uva: sa catziadura.

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I piedi delle donne affondano fra gli acini e il succo scorre vivace fino a riempire il tino. È un tripudio di musica, colori e aromi quello che appaga i sensi. Agitiamo il vino del nostro calice e ammiriamo s'iscuppadura, la svinatura secondo tradizione.

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Un buon vino non lo si beve semplicemente, un buon vino si degusta! Ed è degustandolo che continuiamo nel nostro viaggio alla scoperta di Sorgono, lasciandoci conquistare dalle sue numerose cantine, dal salone del vino Wine&Sardinia, dalle botteghe degli artigiani, dall'esposizione e degustazione dei prodotti tipici della gastronomia sorgonese, dal birrificio artigianale, dal vecchio mulino, dal Museo dei Segni , quelli sul legno del maestro Antoneddu Sau e quelli sulla pietra con i mehnir di Biru 'e Concas e della mostra Omphalos di Sergio Frau. Un susseguirsi di piccole tappe che svelano al visitore cosa è realmente Sorgono, cosa si nasconde fra le vie del centro storico che incorniciano la chiesa parrocchiale, fra i binari della vecchia stazione, fra i suoi siti archeologici, fra i maestosi boschi e le suggestive vallate. Sono ancora attuali le parole di D. H. Lawrence che se ne innamorò visitandola in una tappa del suo viaggio nell'isola: Era meraviglioso correre nel luminoso mattino verso il cuore della Sardegna. Scende la sera, il vino nel nostro calice è terminato. Alla prossima degustazione, perché Sorgono, come il suo vino è Arte, Tradizione e Festa.

Testo e foto di Alessandra Angius

 

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