Giovedì, 23 Maggio 2019

Progetto1

La rubrica musicale questa settimana ci porta a conoscere un altro musicista, Giovanni Puddu di Zerfaliu. La direzione di diversi cori del nostro territorio lo impegna molto; infatti, in media tiene due lezioni a settimana per ogni formazione, ma si dedica anche all’insegnamento dell’educazione musicale nella scuola media di Busachi...

a cura di Alessia Andreon

Vediamo cosa ci ha raccontato sul suo lavoro e sulla sua passione: la direzione.

Gianni, che genere di cori dirigi e quanti sono?

Sono cinque cori sardi: il Coro polifonico Santa Usanna di Busachi con cui stiamo incidendo il secondo cd dopo quello uscito nel 2010 che ha riscosso un discreto successo; il Coro Polifonico Ghentiana di Ruinas che ha vinto il 1° premio al concorso Nuoro patria dei cori ad ottobre 2017 con il canto S’oghe populana, su testo di Flaminio Sanna, musicata da me; il coro La Vega di Milis, nato con lo scopo di perfezionare il canto dei riti della Settimana Santa; il coro Santuanni di Siamanna che si occupa di riscoprire le tradizioni musicali locali promuovendo la scrittura di nuovi brani con interesse all’evoluzione naturale dei gusti musicali moderni e Coru Meu di Sedilo, unico coro misto tra quelli che dirigo. Il più numeroso è quello di Busachi che conta circa 35 elementi, gli altri invece contano una ventina di coristi ciascuno.

A quanti anni hai iniziato a suonare? E cosa ti piace di questo lavoro?

Il mio amore per la musica è nato a soli 4 anni quando ho chiesto in regalo una tastiera armonica a bocca con la quale riproducevo a orecchio tutti i canti che sentivo; alle elementari, visto che la passione continuava, i miei genitori mi hanno mandato a lezione da don Graziano Orro, poi mi sono iscritto alle medie con indirizzo musicale. Il mio professore, Andrea Cossu, mi ha preparato alle audizioni in conservatorio e così la mia passione è diventata un percorso di studi e un lavoro.

Sicuramente mi diverto a dirigere, ma è anche un lavoro molto impegnativo: per me è fondamentale la concentrazione che bisogna tenere prima delle esibizioni.gianni puddu maestro Ecco, come direttore sento maggiormente la responsabilità perché è più difficile raggiungere i risultati quando non dipendono solo da te, non sei solo davanti alla tastiera ma devi ottenere qualcosa dagli altri.

La tua passione per la direzione è subentrata con lo studio?

Non sono nato come direttore, bensì come pianista; ho studiato pianoforte con il M° Buccellato, poi lui stesso mi ha indirizzato allo studio del canto lirico con Elisabetta Scanu e successivamente mi sono dedicato al canto moderno specializzandomi con Gabriella Scalise e Mario Castiglia. Seguendo questo tipo di vocalità faccio parte del gruppo Star system che si esibisce nelle piazze. La mia passione per questo genere mi ha portato a prendere ulteriori specializzazioni in Voice Craft e lo Speech Level Singing, due tecniche che mi piace insegnare anche ai coristi per aiutarli a sviluppare la propria vocalità in modo naturale, dando un’impostazione non lirica che sarebbe fuori luogo nel canto popolare sardo.

Il repertorio attinge unicamente dalla tradizione sarda o potete contare su composizioni originali?

Il coro Ghentiana e quello Santa Usanna hanno diverse composizioni proprie; quest’ultimo in particolare, essendo stato diretto da Pietro Pau e da Giuseppe Erdas, che hanno musicato alcuni brani per il coro, ha un repertorio che appartiene alla tradizione di Busachi, parte dal canto a tenore e poi si trasforma in canto polifonico. Ci sono molti giovani che desiderano portare avanti questa importante tradizione. Il coro Santuanni di Siamanna ha un repertorio che spazia dai brani della tradizione sarda, sacra e profana, a quelli originali, in particolare una messa cantata Sardo – Latina. Il coro misto di Sedilo vanta un repertorio tra sacro e profano di epoca antica, composto da madrigali studiati con il M° Costantino Mirai. La penuria di voci maschili che servono ad affrontare degnamente il repertorio corale classico mi ha spinto di recente ad introdurre anche dei canti popolari sardi. Con il coro La Vega di Milis in questo periodo stiamo provando i canti tradizionali della Settimana Santa, che compongono il loro repertorio, oltre ai canti in sardo e latino della tradizione milese.

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