Sabato, 16 Maggio 2026

liturgia

  • ABC… della Liturgia. P come Prefazio: un concentrato di fede, arte, teologia e poesia

    La preghiera eucaristica vera e propria (nota come Canone) inizia con il “prefazio” (introduzione) un inno di lode e ringraziamento, che richiama e illustra il mistero particolare che viene celebrato in quel giorno o il santo la cui memoria o festa ricorre in quella data.(Righetti)...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. P come Presentazione del Signore Gesù al Tempio: l’antica festa della luce

    Quando saranno trascorsi esattamente 40 giorni dalla celebrazione del Santo Natale, la liturgia della Chiesa ci farà celebrare la festa della Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. P come Processioni: il significato profondo e simbolico del camminare

    Le processioni, soprattutto nelle parrocchie dei paesi, meno in quelle cittadine, sono sicuramente tra i riti liturgici più sentiti dai fedeli: da molti vengono vissute con tanta fede e devozione, quasi un modo comunitario per pregare e testimoniare i valori della fede e della testimonianza...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. P come Proclamare la Parola: il gruppo parrocchiale dei Lettori

    Le premesse al Nuovo Lezionario con grande chiarezza riaffermano l’importanza del ministero del lettore: La tradizione liturgica ha affidato il compito di proclamare le letture bibliche nella celebrazione della Messa a determinati ministri: ai lettori e al diacono (OLM 49)...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. P come Proclamare la Parola: il prezioso servizio dei Lettori

    In continuità con gli spunti di riflessione proposti in questa nostra rubrica nelle ultime settimane, vorrei riprendere il discorso sul ministero (prezioso e delicato) di coloro che nell’assemblea liturgica svolgono il servizio di proclamare la Parola di Dio...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. P come Proclamazione della Parola: una Parola viva per una celebrazione vera

    Dopo aver celebrato la Domenica della Parola, secondo le indicazioni di Papa Francesco, credo sia utile tornare su questo delicato ambito della vita liturgica delle nostre comunità cristiane: il rapporto tra Parola di Dio e Liturgia. Sappiamo che la liturgia ha il suo riferimento principale proprio nella Sacra Scrittura. Il dialogo con Dio, attraverso la sua rivelazione, passa attraverso la proclamazione e l’ascolto fiducioso e perseverante delle Scritture. La liturgia è certamente il luogo privilegiato di proclamazione, ascolto e venerazione della Sacra Scrittura come Parola di Dio. Si deve riconoscere che tutti i riti liturgici sono intrisi di Bibbia: Da essa infatti si attingono le letture che vengono poi spiegate nell’omelia e i salmi che si cantano; del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preghiere, le orazioni e i carmi liturgici; da essa infine prendono significato le azioni e i simboli liturgici. Perciò, per promuovere la riforma, il progresso e l’adattamento della sacra liturgia, è necessario che venga favorito quel gusto saporoso e vivo della sacra Scrittura, che è attestato dalla venerabile tradizione dei riti sia orientali che occidentali (SC 24). Il valore della Parola di Dio nella liturgia, quindi, non è riducibile ai soli contenuti teologici che da essa ricaviamo, ma è legato anzitutto alla relazione con Dio che viviamo attraverso di essa. Cristo stesso è presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura (SC 7). Il contesto liturgico della celebrazione della Parola vuole proprio custodire questa convinzione e favorirne l’esperienza. Il nostro impegno dev’essere chiaramente orientato a celebrare la Parola, ossia a farne il luogo dell’incontro con il Signore che fa ardere in noi il nostro cuore. L’omelia, che si svolge all’interno della celebrazione, è certamente un modo importantissimo, anche se non unico, con cui si offre il proprio servizio alla Parola perché essa a sua volta possa illuminare la vita dei credenti e possa attualizzarsi nel momento stesso della celebrazione. L’omelia – ce lo ha ricordato papa Francesco – richiede una seria valutazione da parte dei Pastori (EG, n. 135). Per esercitare al meglio il ministero dell’omelia occorre una preparazione su molti fronti (esegetico, teologico, pastorale, spirituale, culturale, comunicativo…), ma occorre soprattutto una condivisione della finalità liturgica di questo momento, unitamente all’umiltà e alla passione per ciò che la Parola di Dio può far sorgere nella Chiesa. È utile per favorire questo compito una ripresa delle indicazioni date dall’Ordinamento delle letture della Messa (specie nei nn.24 e 41), oltre allo studio dei documenti magisteriali successivi che sono stati dedicati al tema della Parola di Dio o dell’omelia (segnalo la, troppo presto dimenticata, Esortazione apostolica di Benedetto XVI, Verbum Domini, n. 52-71, e quella di papa Francesco Evangelii Gaudium, n. 135-144). Si dovrebbero incrementare anche laboratori di formazione pratica con l’attenzione di non ridurre l’opportunità dell’omelia a una questione di espedienti comunicativi o di prontuari di temi predicabili, che in realtà rischierebbero di sminuirne il valore più proprio. Non occorre insistere su quanto sia decisivo l’ambito della formazione liturgica, per tutti: ministri e fedeli. Esso risulta cruciale non solo per l’esigenza interna alla Chiesa di essere iniziati e introdotti all’arte di celebrare, ma anche per l’esigenza esterna del contesto culturale e sociale in cui si attua la nostra vita liturgica, un contesto che attraversa e investe pienamente anche i soggetti celebranti. Non è il caso di fare una disanima della condizione attuale, si possono però richiamare alcune caratteristiche che condizionano pesantemente la nostra pratica celebrativa: l’indebolimento del senso della fede; il conseguente allentamento del senso di appartenenza comunitario e la ridefinizione dei suoi criteri, con la necessità di ripensare il modo della Chiesa di essere presente sul territorio

  • ABC… della Liturgia. P come Professione di Fede: la fede creduta diventa fede pregata e celebrata

    Durante la celebrazione eucaristica, quasi alla fine della Liturgia della Parola, l’assemblea è chiamata in modo solenne a intervenire con la proclamazione del Simbolo della fede...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. R come RITI: anche le chiese orientali conservano particolari forme rituali.

    Se le chiese occidentali possiedono una certa pluralità di riti, come abbiamo cercato di illustrare, sono soprattutto le Chiese orientali, per la loro struttura autocefala, cioè non legata in senso giuridico alle altre Chiese, a possedere una grande e multiforme pluralità di riti...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. R come RITI: antichissime liturgie sopravvivono in piccole comunità mediorientali

    Concludiamo la presentazione dei riti orientali descrivendo brevemente gli ultimi quattro...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. R come RITI: l’unica fede celebrata in molteplici forme

    Dopo aver illustrato lo sviluppo storico e il significato principale del termine Rito, ci soffermiamo a illustrare brevemente le principali tradizioni liturgiche sia occidentali che orientali, identificate col nostro termine...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. R come RITI: nelle chiese occidentali persistono alcune antiche forme rituali

    Oltre il rito romano, sono sopravvissuti, anche dopo la Riforma del Vaticano II, altri riti liturgici latini per la celebrazione della Messa...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. R come RITO: uno sguardo alla storia per comprendere la celebrazione

    Terminata velocemente la pausa estiva, riprendiamo il nostro piccolo contributo per aiutare le comunità e i singoli cattolici a comprendere meglio e a cercare di rendere più viva, consapevole e piena la nostra partecipazione alla vita liturgica delle nostre assemblee...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Silenzio: Le nostre assemblee liturgiche rischiano di sciupare il dono di Dio

    Mi pare davvero urgente recuperare e valorizzare il silenzio, anche prima della celebrazione, come preparazione personale e comunitaria all’incontro liturgico con il Dio della Parola e del silenzio...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Silenzio: Quando tutto tace parla Dio! Impariamo ad ascoltare

    Analizziamo ora alcuni momenti in cui il silenzio non solo si può celebrare ma, a mio avviso, sarebbe davvero urgente intervenire, per salvaguardare e comprendere meglio la dinamica dialogica della celebrazione...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Silenzio: uno spazio importante, un tempo preziosissimo

    Diciamo anzitutto che l’argomento di questo nostro intervento, il Silenzio nelle azioni liturgiche, è una tra le più importanti novità della Riforma Liturgica voluta dai Padri del Concilio Vaticano II...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Stile Celebrativo: non solo ruoli e ministeri ma effettiva conoscenza del mistero

    Tra i dati più significativi della Riforma Liturgica, ancora purtroppo poco assimilato dalle nostre comunità, e che perciò diviene uno degli obiettivi fondamentali del rinnovamento impresso nella Chiesa con la pubblicazione dei nuovi Libri Liturgici, è la riscoperta dell’importanza fondamentale della celebrazione come evento ecclesiale globale...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Stili celebrativi: è essenziale saper presiedere bene

    Addentrandoci nel discorso sugli stili delle nostre celebrazioni, una riflessione ulteriore merita il ruolo di colui che presiede alla celebrazione: di solito il presbitero...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Stili celebrativi: eccessi da evitare per una presidenza sobria e vera

    Vorrei ancora soffermarmi su alcuni eccessi da evitare per uno stile presidenziale che sia sempre vero, mai artificioso e soprattutto in linea con la Riforma Liturgica voluta dalla Chiesa mezzo secolo fa...

    di Tonino Zedda

  • ABC… della Liturgia. S come Stili celebrativi: la testimonianza o controtestimonianza di chi presiede

    Non credo di essere l’unico a ritenere che uno dei fondamenti della Riforma liturgica sia da ricercare nella costituzione Dei Verbumche ha voluto, a chiare lettere, sottolineare (come, forse, mai era successo nella bimillenaria storia liturgica della Chiesa), l'importanza assoluta della Parola di Dio nella Liturgia e quindi in tutte le celebrazioni...

    di Tonino Zedda

  • ABC... della Liturgia. S come Stili celebrativi: qualità umane consacrate per servire

    Concludiamo la nostra lunga riflessione sullo stile delle nostre celebrazioni e sul ruolo di colui che presiede sottolineando ancora una volta il ministero della mediazione...

    di Tonino Zedda

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