Domenica, 21 Luglio 2019

Progetto1

Ghilarza. Un artista, originario della Repubblica popolare del Congo, classe 1977. Un ragazzo poliedrico: poeta slam (una forma poetica popolare recitata a ritmo serrato) scrittore, artista di teatro, rapper, attore...

a cura di Luciana Putzolu - Assia Ennadifi - Basma Hamilou

Si chiama Nina Kibuanda. Una carica potente: nella sua voce passa l’amore per la vita, per la libertà, per i colori. Una passione contagiosa. Da tanti anni, per iniziativa di un gruppo di docenti di lingua francese, organizza laboratori teatrali in alcune scuole della provincia.

Nina, con un’incredibile semplicità, ama anche confrontarsi con gli studenti. Insieme a Basma e Assia, due alunne del liceo linguistico, è entusiasta di raccontarsi al termine del laboratorio che lo ha visto protagonista a Ghilarza, il 13 aprile, nella sede associata dell’IIS Mariano IV di Oristano.

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Da dove nasce il tuo amore per la poesia e la musica? Ci racconti la tua esperienza?

Quest’amore nasce da alcuni incontri che ho avuto nella mia vita. Un professore di francese mi ha trasmesso il piacere di leggere, un altro, quello di teatro, mi ha regalato l’amore per le parole. Prima ancora facevo rap e ho imparato il modo di dire le parole, toccarle, mescolarle, mangiarle, e farle uscire con potenza. Così è nato il gusto della poesia. Ero un adolescente difficile, non stavo bene, ero spesso fuori casa, vivevo per strada. A 19 anni ho incontrato l'Amore, si chiamava Pauline; da questo momento ho cominciato ad aprirmi agli altri, a me stesso e anche in casa... Perché prima non mi sentivo in pace, come ho trovato l'amore ho trovato la Pace interiore. In seguito, ho continuato ad aprirmi incontrando molte persone e leggendo tantissimo, tuttora continuo a leggere molto. Adesso vorrei solo trasmettere agli altri l’amore per la poesia.

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Quali sono i temi che ti sono particolarmente cari?

Sono i titoli delle mie raccolte: La voglia di scrivere, Baci della mia solitudine, in queste due opere, scritte in collaborazione con il mio amico Bruno Viellescazes, racconto la mia adolescenza tormentata; nella terza raccolta, Emozioni scisse, parlo delle emozioni della mia vita, l'amore, la speranza, la memoria... Nella quarta, Parole in fiore, parlo d'Amore; la mia quinta raccolta si chiama Danza stregata del funambolo perché sono io quel funambolo che oggi guarda lontano e avanza sul filo della vita; prima cadevo sempre e cercavo sempre di risalire e ripartire, adesso vado avanti, avanti anche se si muove, perché trovo sostegno in tutte le persone che incontro: in te Assia torno sul filo, trovo sostegno in te, Basma. Questa raccolta è già pronta e sarà pubblicata a breve, la prossima sarà Tra il mio cuore e il tuo cuore c'è solo un ponte; ritorna la figura del funambolo ma con l'idea che si va avanti insieme mano nella mano sul filo della Vita.

kibuanda nina ghilarza

Che cosa è stata nella tua esperienza la scuola e che cosa dovrebbe essere?

La scuola mi ha aiutato tantissimo ad essere quello che sono e ad attraversare tutti i momenti della mia vita. Sono io l'unica guida della mia esistenza, ma senza le persone che incontro non vado da nessuna parte. La speranza nella vita che cerco di comunicare ai ragazzi è che bisogna sentirsi insieme cittadini, sentirsi bene, comunicare con i professori, perché loro trasmettono il sapere, voi non siete bottiglie vuote da riempire, dovete interagire con loro come con i vostri genitori, comunicare , dire quello che capite o non capite… Aprirsi, dire il proprio punto di vista; siamo a scuola anche per dare agli altri, dare vuol dire applicarsi.

Che cosa vorresti cambiare del mondo contemporaneo?

Non voglio cambiare niente! Voglio soltanto che le persone stiano bene, si sentano vive, siamo qui non per caso e bisogna andare avanti insieme. Nessuno è meno importante di qualcun altro, bisogna prendersi cura dell'altro, guardarlo, conoscerlo, ascoltarlo e imparare a ”nutrirsi” dell'altro per andare avanti perché non si può avanzare da soli nella Vita, ci vuole la Pace, la serenità del cuore e dello spirito.

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Quali consigli vorresti dare ai giovani che incontri?

Amare la Vita, credere in se stessi, amare i genitori, amare l'altro, bisogna amarsi, amarsi molto per amare gli altri. E poi bisogna lavorare, lavorare, lavorare e poi leggere, leggere, leggere, aprirsi alle altre lingue, viaggiare per incontrare altre persone. La vita è una “ragnatela”, siamo tutti in questa rete il cui filo ci unisce tutti, ma se non prendiamo il tempo di raccontarci, l'altro non ci può conoscere: raccontate le vostre vite, tutti uniti dal filo della vita!

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