Sabato, 18 Aprile 2026

 

Spesso, nei nostri piccoli paesi, tra i più giovani capitava di fare una ricorrente domanda ai genitori o alle persone più anziane: a cosa serve quell’anello conficcato nel muro? A San Vero Milis c’è un evento che ha origini che risalgono ai primi del ‘900 dove quell’anello in ferro, che un tempo serviva per legare cavalli e asini, chiamato sa loriga, nei periodi di festa diventava protagonista di una giostra equestre.

di Nicolò Virdis

Infatti, mentre attendevano l’inizio delle funzioni religiose, i cavalieri si cimentavano in quella che oggi viene chiamata, appunto, Sa cursa de sa Loriga: quell’anello veniva appeso a una fune e i cavalieri al galoppo tentavano di centrarlo con un bastone. Rifacendosi a questa tradizione, in maniera spontanea è nato un evento che mobilita e coinvolge la comunità di San Vero Milis.

Ne parliamo con Giulio Pisano, presidente dell’Associazione Ippica Sanverese, l’associazione che, in collaborazione con la Pro Loco e il Comune, dal 2023 si occupa di riportare in vita questa affascinante manifestazione. Giulio ci descrive, con una semplice frase, il modo di essere del paese durante il periodo di festa: Siamo in Loriga.

Una frase corta, a effetto, che racconta come questo evento riesca a mobilitare tutta la popolazione cittadina che, nelle settimane che precedono la corsa, collabora insieme all’associazione ippica per la sua buona riuscita. Il benessere del cavallo, abituandolo al rumore, alla folla, allambiente di festa, è una tra le nostre priorità assolute, ci spiega Giulio, insieme al mantenimento della fedeltà storica e folkloristica della manifestazione.

Parlando con lui capiamo quanto siano fondamentali tutte le fasi che precedono e accompagnano fino al giorno della corsa: dalla benedizione del parroco, alla scelta del capocorsa, dalla sfilata dei gruppi folk fino alle pariglie. Questa, infatti, non è una festa che si svolge solo in pista, ma un evento che vive e attraversa tutto il paese a 360 gradi, ci spiega il presidente: dalle attività commerciali alle associazioni di volontariato, dai comitati organizzativi fino al singolo cittadino, tutti contribuiscono anche nei gesti più semplici, come ripulire la strada dopo il passaggio dei cavalli.  

Tutti partecipano alla riuscita della festa. In questi anni, in cui le leggi per la sicurezza si fanno sempre più severe, mantenere vive e salde le tradizioni è un compito molto importante e, a volte, anche difficile. Ma quel momento in cui si è in sella al cavallo, con tutti che guardano con il fiato sospeso, ripaga ogni singolo sforzo. Mantenere coerenza con sé stessi, anche scegliendo un intrattenimento musicale legato al territorio, è una decisione non casuale, ci spiega Giulio.

L11 aprile, nella pista in località su Padru, poco al di fuori del centro abitato, saranno infatti le emozioni con la tradizione a parlare, e così capiamo che lobiettivo finale è riuscire a far vivere un momento di stupore a ogni persona che osserva, consapevole che dietro a quella corsa c’è molto di più di un cavaliere che corre: c’è storia, rispetto, dedizione e amore per l’animale e per il proprio territorio. A guidare la manifestazione sarà Graziano Vacca, affiancato da Giuseppe Siccu e Marco Stara. I ragazzi che guideranno la corsa sono stati scelti, conclude il presidente Giulio Pisano, per l'attaccamento dimostrato negli ultimi due anni nei confronti della manifestazione.


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