Costituivano un trio formidabile: Zizi, Masala e Pazzola. I più anziani li consideravano alla stregua dell’altrettanto formidabile trio dei tenori Pavarotti, Domingo e Carreras.
Erano giganti dell’improvvisazione nelle gare poetiche che animavano i paesi dell’Isola, quando in occasione delle feste paesane era impossibile che mancasse il momento riservato alla poesia.
Attraverso la vena poetica improvvisata, si confrontavano, nel palco, su temi classici ma anche su attualità e cronaca, alternando argomenti seri e profondi ad altri più leggeri e ironici dove non mancavano anche riferimenti a fatti o storie legati al paese in cui si esibivano.
Lo scorso 3 agosto è morto a Macomer uno dei più grandi improvvisatori: Bernardo Zizi. Aveva 97 anni, era nato a Onifai, aveva esordito nella sua lunga carriera poetica nel 1952 a Dorgali, proseguendola per oltre sessant’anni non solo nei paesi della Sardegna ma anche come ospite dei circoli sardi in tutto il mondo.
Era suo il record di 44 sere consecutive di gare sul palco, come lui stesso amava raccontare. Con Bernardo Zizi muore, dunque, uno dei protagonisti assoluti della poesia sarda estemporanea del Novecento.
La sua voce e il suo talento sono stati un punto di riferimento per intere generazioni di poeti, la speranza è che anche tra i più giovani possa esserci ancora chi possa proseguire questa forma d’arte per salvaguardare l’identità culturale della nostra Isola.
Redazione
In memoria dell'amico poeta Bernardo Zizi
A s’edade de norantaset’annos,
A mancare ses bennidu, Bernaldu.
De poesia improvvisada in saldu
fist’immesu de sos poetas mannos,
e cusidos ti restan cussos pannos,
isventolende in su nostru istendaldu:
Tra Peppe, Antoni, Baror’e Remundu,
fisti cun issos tra primu e segundu.
Tra sos poetas mannos ses famosu,
ca su populu l’ischidias diletare.
Fizu e generu umile e rispetosu;
frad’e connadu amabil’esemplare.
Ottimu babbu, nonnu e caru isposu,
in totu raru esempiu de imitare.
Persona onesta leal’e sincera.
Oe ti pianghet sa Saldigna intera.
Como cun sos poetas amigu meu,
cantas in poesia ass’improvvisu,
e cun issos, sò siguru, chi Deu,
felice,t’ad’accoltu in Paradisu.
Ti dò s’addiu cund’unu sorrisu,
ripos’in paghe cun gioia e recreu:
Bernarlu caru in paghe riposa,
condoglianze a fizos e isposa.
As’a restare in sa salda memoria,
e a nos bier in sa Santa Gloria.
Siamanna, 4 agosto 2025
Ignazio Saba
E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE
Approfitta delle nostre promozioni: con soli 5 euro il giornale a casa tua, tutte le settimane, sino a dicembre 2025.
CLICCA QUI per sapere come fare