Internet rappresenta una risorsa quotidiana per lavorare, studiare, informarsi e comunicare. Ma esiste tutt’ora un profondo squilibrio nell’accesso, nelle competenze e nell’utilizzo delle tecnologie digitali.
* di Giacomo Orsolino
Questo divario prende il nome di digital divide (divario digitale), un fenomeno complesso e articolato che tocca vari aspetti tra cui quelli tecnologici, sociali, culturali ed economici. Si tratta del divario che c’è tra chi ha accesso alle tecnologie digitali (internet, computer, smartphone, competenze informatiche) e chi, per varie ragioni, ne è escluso o ne fa un uso limitato o erroneo. Questo divario nel concreto riguarda l’assenza o la scarsità di infrastrutture tecnologiche, come la connessione a banda larga, specialmente in aree rurali o svantaggiate.
Ma anche quando l’accesso è garantito, esiste una differenza nelle capacità di usare efficacemente le tecnologie disponibili. Infine, non tutti godono del medesimo tipo di accesso. Per esempio una connessione lenta o un dispositivo datato limitano drasticamente le possibilità di interagire con internet o la tecnologia. Il digital divide non è solo un problema tecnico, ma ha reali e profonde implicazioni sociali. In una società largamente digitalizzata, chi non è connesso rischia di essere escluso da opportunità lavorative, educative e relazionali.
La pandemia, che ha traslato alcuni aspetti della vita sociale, lavorativa e scolastica online, ha reso palese quanto l’accesso alla tecnologia sia ormai un requisito fondamentale per l’inclusione o la quotidianità in generale. Gli anziani, le persone con un reddito basso, chi vive in aree isolate o con bassa scolarizzazione sono le categorie più colpite. Per loro esiste il rischio di isolamento sociale, che si traduce in minori opportunità di apprendimento, perdita di contatto con i servizi pubblici digitalizzati, difficoltà nel mantenere relazioni sociali mediate dalla tecnologia (come videochiamate o social network). Un’altra criticità del digital divide riguarda la difficoltà di interpretare e valutare in maniera critica le informazioni reperite online. Avere accesso a internet non significa automaticamente saperlo usare consapevolmente. Molti utenti, anche navigando abitualmente, non possiedono sempre le competenze necessarie per distinguere fonti attendibili da quelle false o fuorvianti.
L’assenza di alfabetizzazione digitale alimenta la diffusione di fake news, teorie del complotto e disinformazione. Senza una formazione adeguata chiunque sarebbe vulnerabile a manipolazioni, diventando un facile bersaglio di propagande pericolose o truffe digitali. Come mettere una pezza a questo problema? Per contrastare il digital divide sono necessari interventi coordinati a livello educativo, istituzionale e tecnologico. Innanzitutto è imperativo semplificare le interfacce dei portali istituzionali e prevedere assistenza per i cittadini meno esperti.
Dato che è fondamentale garantire l’accesso a internet veloce e stabile in tutto il territorio, incluse le zone rurali o isolate, sono necessari investimenti infrastrutturali. Inoltre servono programmi di alfabetizzazione digitale accessibili a tutte le fasce della popolazione, non solo nelle scuole, ma anche per adulti e anziani. Sarebbero necessarie anche agevolazioni per l’acquisto di dispositivi digitali e per l’accesso alla rete, in modo da venire incontro a persone e famiglie in situazioni di povertà.
Doveroso infine promuovere l’educazione critica all'informazione. Nelle scuole è imprescindibile insegnare come riconoscere le fonti autorevoli, comprendere i meccanismi della disinformazione e sviluppare un proprio pensiero critico. Il digital divide non riguarda solo la tecnologia, ma è un problema sociale che riflette e amplifica disuguaglianze preesistenti. Contrastarlo significa promuovere una società più equa, dove la tecnologia diventa uno strumento di inclusione e non di disparità.
E' sempre tempo per abbonarsi a L'ARBORENSE
Approfitta delle nostre promozioni: con soli 5 euro il giornale a casa tua, tutte le settimane, sino a dicembre 2025.
CLICCA QUI per sapere come fare