La Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato ricorre il primo settembre e segna l’inizio del Tempo del Creato, il periodo dell’anno durante il quale tutti i Cristiani sono invitati a pregare e a farsi carico della cura del Creato. Si conclude, questo tempo, il 4 ottobre, memoria di San Francesco d’Assisi.
Nel 1989 il patriarca ecumenico Dimitrios I aveva dichiarato il primo settembre giorno della preghiera per il Creato per gli Ortodossi. Questa proposta è stata successivamente abbracciata da tutte le maggiori Chiese europee nel 2001 e da papa Francesco, per la Chiesa Cattolica, nel 2015.
Per questa occasione papa Leone XIV ha inviato un messaggio: Il tema di questa Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, scelto dal nostro amato papa Francesco, è Semi di Pace e di Speranza. Nel 10° anniversario dell’istituzione della Giornata, avvenuta in concomitanza con la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’, ci troviamo nel vivo del Giubileo, pellegrini di Speranza.
E proprio in questo contesto il tema acquista il suo pieno significato. In Cristo siamo semi, spiega papa Prevost, non solo, ma semi di Pace e di Speranza. Come dice il profeta Isaia, lo Spirito di Dio è in grado di trasformare il deserto, arido e riarso, in un giardino, luogo di riposo e serenità: In noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. Nel deserto prenderà dimora il diritto e la giustizia regnerà nel giardino.
Praticare la giustizia darà pace, onorare la giustizia darà tranquillità e sicurezza per sempre. Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri (Is 32,15-18). Queste parole profetiche, che dal 1° settembre al 4 ottobre accompagneranno l’iniziativa ecumenica del Tempo del Creato, affermano con forza che, insieme alla preghiera, sono necessarie la volontà e le azioni concrete che rendono percepibile questa carezza di Dio sul mondo. Infatti, prosegue papa Leone, la giustizia ambientale, implicitamente annunciata dai profeti, non può più essere considerata un concetto astratto o un obiettivo lontano.

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Essa rappresenta una necessità urgente, che va oltre la semplice tutela dell’ambiente. Si tratta, in realtà, di una questione di giustizia sociale, economica e antropologica. Per i credenti, in più, è un’esigenza teologica, che per i cristiani ha il volto di Gesù Cristo, nel quale tutto è stato creato e redento. In un mondo dove i più fragili sono i primi a subire gli effetti devastanti del cambiamento climatico, della deforestazione, e dell’inquinamento, la cura del Creato diventa una questione di fede e di umanità. È ormai davvero il tempo di far seguire alle parole i fatti.
Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana. Lavorando con dedizione e con tenerezza si possono far germogliare molti semi di giustizia, contribuendo così alla pace e alla speranza.
L’enciclica Laudato si’ ha accompagnato la Chiesa Cattolica e molte persone di buona volontà per dieci anni: essa continui a ispirarci e l’ecologia integrale sia sempre più scelta e condivisa come rotta da seguire. Così si moltiplicheranno i semi di speranza, da custodire e coltivare con la grazia della nostra grande e indefettibile Speranza, Cristo Risorto, conclude papa Leone.
Sandro Sanna
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