Mercoledì, 29 Aprile 2026

Una grande mostra, dedicata alle eccellenze dell’artigianato sardo, che da cinquantadue anni celebra una comunità come punto di riferimento della lavorazione al telaio in Sardegna...

di Davide Corriga

A Samugheo, nella vecchia cantina sociale e nel museo dell’arte tessile, si rinnova l’appuntamento con Tessìngiu: fino al 25 agosto le creazioni di sessantacinque tra i migliori artigiani e designer dell’Isola ravvivano i muri bianchi e gli alti soffitti di uno spazio – oggi esempio di archeologia industriale – già simbolo dell’operosità manuale locale.

Un luogo ideale per esaltare le qualità estetiche di tappeti e tende, copriletto, tovagliati e, in genere, di tutti i manufatti tessili che completano l’arredo della casa. Ma non solo. A creare una panoramica completa della produzione artigianale sarda sono inoltre lavori in legno, vetro, ricami, ceramiche, gioielli, coltelli e intrecci.

Tessingiu Zeddiani Lai 634x1024

Pezzi tipici della tradizione accompagnano oggetti più moderni, ispirati al gusto e allo stile del design contemporaneo, per rendere l’esposizione ancora più affascinante per i visitatori.

A innovare l’edizione annuale, l’allestimento di una mostra antologica del tappeto sardo. Prende il nome di Narami e vi trovano spazio opere provenienti dai maggiori centri di produzione tessile dell’Isola che hanno, oppure hanno avuto in passato, un ruolo importante per la società e l’economia del territorio. Il progetto - realizzato dal Murats con il sostegno del Comune di Samugheo, della Fondazione Sardegna e degli Assessorati alla Cultura, agli Enti Locali e all’Artigianato della Regione Autonoma della Sardegna - raccoglie settanta esemplari di manufatti in rappresentanza di oltre quaranta paesi sardi e, come indica il nome, racconta la storia del tappeto in Sardegna.

Tessingiu Dorgali Nivola 605x1024

L’obiettivo è quello di evidenziare il percorso che ha permesso al settore di reinventarsi e aprire ad una stagione di grande fermento produttivo, di fare riscoprire una parte importante di collaborazioni tra artisti di primo piano del Novecento (da Maria Lai a Costantino Nivola, passando per Eugenio Tavolara e Mauro Manca, fino a Ubaldo Baldas e Aldo Contini), nonché di portare a conoscenza del grande pubblico le rivisitazioni di disegni classici che sono poi diventati i simboli identificativi di alcuni centri del tessile.

Una storia che deve essere ulteriormente raccontata, indagata, studiata e messa a disposizione delle nuove generazioni. Perché si tratta della storia di una comunità e di un territorio, di un popolo e di un’Isola, che talvolta non riescono a darsi abbastanza valore per quanto esprimono. Perché si tratta di una storia che può (e deve) continuare ad essere scritta dai samughesi e dai sardi di domani.  

   Dal 20 luglio al 25 agosto. Orario 10 - 13 / 15,30 - 20,30

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