Lunedì, 13 Luglio 2020

Progetto1

Una grande mostra, dedicata alle eccellenze dell’artigianato sardo, che da cinquantadue anni celebra una comunità come punto di riferimento della lavorazione al telaio in Sardegna...

di Davide Corriga

A Samugheo, nella vecchia cantina sociale e nel museo dell’arte tessile, si rinnova l’appuntamento con Tessìngiu: fino al 25 agosto le creazioni di sessantacinque tra i migliori artigiani e designer dell’Isola ravvivano i muri bianchi e gli alti soffitti di uno spazio – oggi esempio di archeologia industriale – già simbolo dell’operosità manuale locale.

Un luogo ideale per esaltare le qualità estetiche di tappeti e tende, copriletto, tovagliati e, in genere, di tutti i manufatti tessili che completano l’arredo della casa. Ma non solo. A creare una panoramica completa della produzione artigianale sarda sono inoltre lavori in legno, vetro, ricami, ceramiche, gioielli, coltelli e intrecci.

Tessingiu Zeddiani Lai 634x1024

Pezzi tipici della tradizione accompagnano oggetti più moderni, ispirati al gusto e allo stile del design contemporaneo, per rendere l’esposizione ancora più affascinante per i visitatori.

A innovare l’edizione annuale, l’allestimento di una mostra antologica del tappeto sardo. Prende il nome di Narami e vi trovano spazio opere provenienti dai maggiori centri di produzione tessile dell’Isola che hanno, oppure hanno avuto in passato, un ruolo importante per la società e l’economia del territorio. Il progetto - realizzato dal Murats con il sostegno del Comune di Samugheo, della Fondazione Sardegna e degli Assessorati alla Cultura, agli Enti Locali e all’Artigianato della Regione Autonoma della Sardegna - raccoglie settanta esemplari di manufatti in rappresentanza di oltre quaranta paesi sardi e, come indica il nome, racconta la storia del tappeto in Sardegna.

Tessingiu Dorgali Nivola 605x1024

L’obiettivo è quello di evidenziare il percorso che ha permesso al settore di reinventarsi e aprire ad una stagione di grande fermento produttivo, di fare riscoprire una parte importante di collaborazioni tra artisti di primo piano del Novecento (da Maria Lai a Costantino Nivola, passando per Eugenio Tavolara e Mauro Manca, fino a Ubaldo Baldas e Aldo Contini), nonché di portare a conoscenza del grande pubblico le rivisitazioni di disegni classici che sono poi diventati i simboli identificativi di alcuni centri del tessile.

Una storia che deve essere ulteriormente raccontata, indagata, studiata e messa a disposizione delle nuove generazioni. Perché si tratta della storia di una comunità e di un territorio, di un popolo e di un’Isola, che talvolta non riescono a darsi abbastanza valore per quanto esprimono. Perché si tratta di una storia che può (e deve) continuare ad essere scritta dai samughesi e dai sardi di domani.  

   Dal 20 luglio al 25 agosto. Orario 10 - 13 / 15,30 - 20,30

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