di Rita Valentina Erdas
con mostre e visite guidate nei più importanti siti archeologici del territorio, secondo uno schema già collaudato nelle edizioni precedenti.
Grazie ad un servizio gratuito di bus navetta, i visitatori sono stati accompagnati alla scoperta della storia e dell’archeologia del territorio di Villanova Truschedu seguendo un percorso in quattro tappe, guidati dagli archeologi e dai tirocinanti del Progetto di valorizzazione dei territori dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle del Tirso e del Grighine:
Mostra sulla Civiltà Nuragica. Allestita nel centro culturale in collaborazione con il Comune di Ittireddu rappresentato dal sindaco Franco Campus che è anche l’archeologo autore e curatore della mostra, coadiuvato dagli archeologi e dai tirocinanti del già citato progetto, la mostra si compone di una serie di pannelli esplicativi nei quali sono descritti i principali siti nuragici della Sardegna. Oltre ai pannelli è stata ricostruita, in parte, una tomba dei giganti a grandezza naturale.
Il nuraghe Santa Barbara. È un nuraghe complesso, formato da una torre principale troncoconica affiancato da un cortile scoperto su cui si affaccia una torre secondaria. La camera della torre principale, imponente con i suoi 7 metri di diametro alla base, è una delle più vaste della Sardegna. La torre secondaria è caratterizzata da feritoie lungo tutta la circonferenza della camera interna. Il sito mostra segni di frequentazione anche in epoca romana e altomedievale.
Il complesso di san Gemiliano. Si tratta di un complesso cultuale e abitativo, che mostra una frequentazione dal periodo nuragico ai giorni nostri. Comprende, oltre al santuario dedicato a san Gemiliano, anche il novenario, un nuraghe monotorre con tracce del villaggio nuragico e un esteso giardino che ospita diverse specie arboree, tra cui un olivastro secolare annoverato tra gli alberi monumentali della Sardegna. La chiesa di san Gemiliano risale al XVII secolo. È in stile gotico-catalano e ospita al suo interno un prezioso retablo, sempre del XVII secolo, in cui sono rappresentate scene di vita del santo. Accanto alla chiesa si trova il villaggio-novenario, composto dai muristenes, piccole abitazioni utilizzate dai pellegrini durante i festeggiamenti in onore del santo. All’interno dei muristenes è stata allestita la mostra Una cella per Gramsci, in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana onlus.

Il nuraghe S’Urachi. Situato nella località denominata Ruinas. Dal suo nome, che significa “il nuraghe”, e dalla posizione ai margini di un altipiano che domina la sponda destra del Tirso e la vallata sottostante, possiamo desumere quale fosse il suo ruolo strategico per il controllo del territorio. È anch’esso un nuraghe monotorre, costruito con grossi blocchi poligonali, tipico della prima fase di costruzione dei nuraghi, tra il 1600 e il 1500 a.C.
Un’intensa giornata, ricca di eventi, in cui l’aspetto storico e culturale ha avuto un ruolo importante e che contribuisce a far conoscere un territorio ancora in parte da studiare e valorizzare.