Lunedì, 21 Gennaio 2019

 

Anche questa settima edizione della Sagra degli Asparagi, domenica nel piccolo centro del Barigadu, ha offerto ai visitatori momenti di convivialità, degustazione di piatti a base di asparagi e musica tradizionale sarda, ma anche un ricco programma di cultura e archeologia

di Rita Valentina Erdas

con mostre e visite guidate nei più importanti siti archeologici del territorio, secondo uno schema già collaudato nelle edizioni precedenti.
Grazie ad un servizio gratuito di bus navetta, i visitatori sono stati accompagnati alla scoperta della storia e dell’archeologia del territorio di Villanova Truschedu seguendo un percorso in quattro tappe, guidati dagli archeologi e dai tirocinanti del Progetto di valorizzazione dei territori dell’Unione dei Comuni della Bassa Valle del Tirso e del Grighine:
Mostra sulla Civiltà Nuragica. Allestita nel centro culturale in collaborazione con il Comune di Ittireddu rappresentato dal sindaco Franco Campus che è anche l’archeologo autore e curatore della mostra, coadiuvato dagli archeologi e dai tirocinanti del già citato progetto, la mostra si compone di una serie di pannelli esplicativi nei quali sono descritti i principali siti nuragici della Sardegna. Oltre ai pannelli è stata ricostruita, in parte, una tomba dei giganti a grandezza naturale.
Il nuraghe Santa Barbara. È un nuraghe complesso, formato da una torre principale troncoconica affiancato da un cortile scoperto su cui si affaccia una torre secondaria. La camera della torre principale, imponente con i suoi 7 metri di diametro alla base, è una delle più vaste della Sardegna. La torre secondaria è caratterizzata da feritoie lungo tutta la circonferenza della camera interna. Il sito mostra segni di frequentazione anche in epoca romana e altomedievale.

nuraghe santa barbara villanova truscheduIl complesso di san Gemiliano. Si tratta di un complesso cultuale e abitativo, che mostra una frequentazione dal periodo nuragico ai giorni nostri. Comprende, oltre al santuario dedicato a san Gemiliano, anche il novenario, un nuraghe monotorre con tracce del villaggio nuragico e un esteso giardino che ospita diverse specie arboree, tra cui un olivastro secolare annoverato tra gli alberi monumentali della Sardegna. La chiesa di san Gemiliano risale al XVII secolo. È in stile gotico-catalano e ospita al suo interno un prezioso retablo, sempre del XVII secolo, in cui sono rappresentate scene di vita del santo. Accanto alla chiesa si trova il villaggio-novenario, composto dai muristenes, piccole abitazioni utilizzate dai pellegrini durante i festeggiamenti in onore del santo. All’interno dei muristenes è stata allestita la mostra Una cella per Gramsci, in collaborazione con la Biblioteca Gramsciana onlus.

san gemiliano villanova truschedu3

Il nuraghe S’Urachi. Situato nella località denominata Ruinas. Dal suo nome, che significa “il nuraghe”, e dalla posizione ai margini di un altipiano che domina la sponda destra del Tirso e la vallata sottostante, possiamo desumere quale fosse il suo ruolo strategico per il controllo del territorio. È anch’esso un nuraghe monotorre, costruito con grossi blocchi poligonali, tipico della prima fase di costruzione dei nuraghi, tra il 1600 e il 1500 a.C.

Un’intensa giornata, ricca di eventi, in cui l’aspetto storico e culturale ha avuto un ruolo importante e che contribuisce a far conoscere un territorio ancora in parte da studiare e valorizzare.

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