Mercoledì, 19 Dicembre 2018

Tra i preziosi arredi liturgici conservati nella sacrestia della chiesa parrocchiale di Atzara, dedicata a Sant’Antioco martire, spicca una bel reliquiario in argento sbalzato e cesellato, con elementi a fusione.

di Raffaele Cau

Il reliquiario, del tipo a teca cilindrica, è costituito da un cristallo centrale, incastonato tra due lesene in argento, che racchiude la reliquia ex ossibus (dalle ossa) di Sant’Antioco, patrono della Sardegna, ed è chiuso in alto da un cupolotto sormontato da una croce. Il manufatto, attribuibile a un anonimo argentiere cagliaritano, fu realizzato nel 1633, con autenticata sottoscritta dal notaio Juan Domingo Nieddo Carta, su mandato del canonico Antonio Tola e dell’arcivescovo di Cagliari Ambrosio Machin. Fu acquistato dalla parrocchia di Atzara nell’aprile del 1645 e l’autenticità della reliquia fu confermata nel 1727 dal visitatore apostolico Leonardo Sanna, canonico cagliaritano. L’iscrizione incisa nel piede recita: S(ANCTI) ANTIOCHI M(ARTYRIS ) SULCITANI SARD(INIAE) PATRON(I).

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