a cura di Alberto Medda Costella
Fu così che si costituì questa organizzazione, sorta per favorire la divulgazione, promozione e valorizzazione del romanico sardo. Promotore, nonché presidente, Antonello Figus, sindaco di Santa Giusta. Gli abbiamo rivolto alcune domande per conoscere i progetti che gli Amici del Romanico, più di 500 soci nel territorio sardo, stanno portando avanti.
È vero che verrà creato un centro di documentazione sul Romanico?
Sì, grazie ad un finanziamento del progetto Europeo INTERREG sarà allestito il primo Centro Europeo di Documentazione del Romanico in una
struttura messa a disposizione dall’amministrazione comunale di Santa Giusta. Sarà il luogo fisico in cui promuovere l’Itinerario delle chiese sarde, ma anche degli altri itinerari europei che si ispirano all’architettura romanica, grazie alla segreteria sarà possibile avere informazioni, utilizzando moderni sistemi di tour virtuale, e ottenere riferimenti per le visite guidate.
Possiamo dire che col patrimonio nuragico, quello romanico, rappresenta sotto il profilo architettonico quanto di maggior interesse possediamo in Sardegna?
Il compianto prof. Roberto Coroneo asseriva che il patrimonio romanico in Sardegna era secondo solo a quello nuragico, ma che a differenza di quello romanico, pur vantando un valore identitario unico nel suo genere, risultava poco fruibile. Le circa 150 chiese romaniche, censite proprio dal Coroneo, risultano per la maggior parte ancora aperte al culto.
C'è una collaborazione con le università?
Il rapporto con l’università è nato agli albori del progetto. Il prof. Coroneo è stato protagonista nella sua costruzione e ne è stato anche coordinatore scientifico. Dopo la sua scomparsa, la prof.ssa Rossana Martorelli dell'Università di Cagliari ha preso il testimone e ha proseguito il suo impegno nell'Associazione, coinvolgendo illustri professori come Andrea Pala e la ricercatrice Nicoletta Usai. Per la collaborazione con il Centro di Documentazione è arrivata anche la disponibilità del prof. Marco Milanese, dell’Università di Sassari.
Avete stretto rapporti con altre associazioni omonime di altri territori?
A seguito di un convegno internazionale, al quale hanno preso parte esponenti di altre associazioni che si interessano del Romanico, abbiamo stretto un proficuo rapporto di collaborazione con l’associazione omonima spagnola Los Amigos del Romanico e con la Antenna Europea del Romanico di Bergamo.
Quali sono le iniziative di maggior successo?
Quelle di maggiore impatto per la crescita dell’associazione sono sicuramente le escursioni nell’isola per conoscere cattedrali, abbazie, chiese rurali e villaggi scomparsi. I nostri tour sono serviti a far prendere maggior coscienza alle amministrazioni comunali e ai cittadini, che hanno rilevato il nostro grande interesse per una chiesa che magari loro non ritenevano di pregio.
Quali sono le prossime iniziative?
Abbiamo lo sguardo puntato al Centro Europeo di Documentazione del Romanico. Il locale è inserito all’interno di un parco, in cui a breve troverà posto un grande altorilievo ceramico dedicato al primo Sinodo della Chiesa Sarda, che si tenne proprio a Santa Giusta nel 1226.
Photo credits: Giorgio Garau