Venerdì, 15 Novembre 2019

Progetto1

L'associazione è formata da persone che hanno in animo di fare qualcosa per chi ha bisogno. Il problema di fondo è che le persone che hanno veramente l'esigenza di essere aiutate non riusciamo a raggiungerle...

a cura di Alberto Medda Costella

A volte l'orgoglio porta a nascondersi: non è facile capire e sostenere chi dalla società avrebbe necessità di una mano

- spiega Pierpaolo Erbì, presidente dell'Associazione Salvo D'Acquisto, con sede a Santa Giusta.

L'associazione, intitolata al vice brigadiere dell'arma dei carabinieri (beatificato nel 1983) che si immolò per salvare dei civili da un rastrellamento nazista durante la seconda guerra mondiale, è nata nel 2007 per volontà di un gruppo di persone: oggi è una realtà conosciuta e apprezzata dalla comunità santagiustese per quello che fa per gli altri.

A parte una parentesi di 4 anni, Pierpaolo è sempre stato al timone di questo gruppo, che conta allo stato attuale circa 300 soci. La Salvo D'Acquisto oltre a essere attenta al sociale ha a cuore la formazione umana e sportiva dei cittadini. Varie le attività portate avanti, dallo sport all'arte, dalle iniziative di promozione del territorio ad attività ricreative, sempre con lo scopo di favorire la crescita dell'individuo e lo scambio attraverso il confronto. L'Associazione pubblica anche annualmente un bilancio dettagliato, preparato da un commercialista, di quanto raccolto e speso nell'interesse della comunità.

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Doniamo il nostro tempo libero per metterlo a disposizione degli altri e di chi ha bisogno - riprende Erbì. Collaboriamo anche con altre associazioni sportive o legate al sociale. L'ultima uscita ci ha visti impegnati a collaborare con l'Associazione ciclistica Monteponi Iglesias nell'organizzazione della gara dedicata al campione santagiustese Giovanni Garau, corsa nel territorio del nostro paese.

Perché avete scelto di intitolare l'Associazione a Salvo D'Acquisto?

Le sue doti umani e caritatevoli sono la guida per ciò che facciamo. Le attività che portiamo avanti sono soprattutto incentrate sulle sue doti morali e al cuore che ha avuto questo eroe nell'arco della sua breve ma intensa esistenza, caratterizzata da numerosi gesti di altruismo a favore degli altri, ultimo il dono della propria vita.

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Come avete iniziato?

Facendo aggregazione col progetto Apparteniamoci. Per farci conoscere giravamo nei quartieri portando manifestazioni, come le estemporanee di pittura con cui abbiamo fatto realizzare numerose tele, alcune delle quali sono conservate proprio qui in sede. O ancora il torneo di calcio a sette de is arrugas, il torneo dei quartieri, che ha favorito l'aggregazione e spinto numerosi santagiustesi a conoscere meglio il proprio vicino di casa.

Attraverso queste iniziative siete riusciti a raccogliere i fondi per i vostri progetti?

In dodici anni di attività abbiamo raccolto circa 30.000 euro, tutti destinati alla realizzazione della cittadella Salvo D'Acquisto.

Di cosa si tratta esattamente?

È il nostro più grande sogno. La struttura includerà varie cose: dal sostegno alimentare per i bisognosi al sano sviluppo del tempo libero, con particolare attenzione per la pratica sportiva dei ragazzi, affinché stiano il più lontano possibile dalla strada.

Ritratto di Andrea Parodi doc.jpg

Quali sono le discipline a cui già vi dedicate?

Ci siamo dedicati a sport che nel paese non erano presenti, come la pallavolo - allestendo ben quattro squadre - il judo, la pesistica e il ballo. Abbiamo provato anche col mini basket, ma occorrono i numeri. Tutto questo sempre con l'impegno di coprire le spese per il 50%. Aiutiamo a venire a ballare anche persone con difficoltà, senza chiedere nulla. Inoltre abbiamo organizzato il teatro e le estemporanee di pittura e ci hanno dato molta soddisfazione.

I prossimi impegni?

Ora la nostra intenzione è dotarci di un mezzo per accompagnare le persone che devono curarsi o fare semplici visite. Spesso i servizi sociali non riescono perché mancano i mezzi. Abbiamo iniziato a settembre con la raccolta fondi e siamo già a 4.000 euro. Purtroppo ne servono molti di più.

Come si può sensibilizzare i ragazzi alla partecipazione?

Dal nulla non nasce niente. Bisogna convincere anche i genitori a farsi parte attiva, affinché con l'esempio si possa costruire una società sana, inclusiva e più giusta per tutti.

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