Martedì, 19 Marzo 2019

Progetto1

Questa settimana incontriamo Sandro Piras, trentaduenne batterista, docente e arrangiatore di Baratili S. Pietro. Gli abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerlo meglio...

a cura di Alessia Andreon

Quando hai iniziato a suonare la batteria?

Il mio avvicinamento al mondo della musica è avvenuto molto presto; già intorno ai 4 anni ho iniziato a percuotere qualsiasi cosa producesse un suono, non saprei però dire perché il mio interesse si sia rivolto in particolare alla batteria. A 8 anni ho iniziato gli studi con il mio primo maestro, Giancarlo Usai, da allora non ho mai smesso di studiare. Una volta conseguito il diploma superiore, mi sono trasferito a Roma per proseguire gli studi in ambito musicale, prima all’Università della Musica, poi al Saint Louis College of music ed infine al Conservatorio Santa Cecilia dove mi sono laureato in batteria Jazz con il massimo dei voti sotto la guida dei maestri Roberto Gatto ed Ettore Fioravanti.

Come si diventa batterista professionista?

La maturazione come musicista è un percorso in divenire perciò personalmente lavoro senza sosta su me stesso per comporre i vari tasselli del mio essere musicista.Cerco di studiare sullo strumento diverse ore al giorno e non si può mai sapere dove porterà il cammino di crescita e di apprendimento; la cosa più bella è godersi questo percorso e scoprirsi un musicista sempre diverso. Innanzitutto bisogna conoscere la musica nei suoi vari aspetti, oltre al proprio strumento, cercando di migliorarsi ogni giorno, sviluppando la curiosità di conoscere. È basilare investire su se stessi e affrontare un serio percorso di studio e formazione continua per sviluppare le necessarie competenze tecniche e musicali sullo strumento che consentano di essere versatili. Per quanto riguarda la batteria è necessaria una conoscenza tecnica elevata, che ci consente di riportare sullo strumento  il nostro pensiero musicale; a questa si deve affiancare poi uno studio approfondito della coordinazione applicata ai vari stili.

Hai dei musicisti di riferimento ai quali ti sei ispirato nel tuo percorso di crescita musicale?

Ho iniziato ad ascoltare fin da piccolo batteristi come Peter Erskine, Steve Gadd e Vinnie Colaiuta e sono stati i miei primi punti di riferimento. Tra i più influenti inoltre posso citare Roberto Gatto, Alfredo Golino, Dennis Chambers, Simon Phillips, Virgil Donati, Stewart Copeland, ma la lista in realtà sarebbe lunghissima. Mi piace ascoltare generi musicali diversi per prendere spunto da vari batteristi; ognuno ha una propria caratteristica da analizzare per rielaborarla e incorporarla nel proprio stile espandendo il proprio linguaggio.

Sandro Piras batteria 6 crop

Sei anche docente nella Scuola Civica di Cabras, cosa ti piace di questo lavoro?

Insegno da diversi anni, lo facevo  già a Roma in alcune scuole di musica private. Dopo 11 anni vissuti nella capitale sono rientrato ad Oristano e ho iniziato a insegnare alla Scuola Civica di Arborea e di Cabras (in quest’ultima il corso di batteria è ripreso di recente). Dell’insegnamento mi piace poter condividere ciò che ho avuto la possibilità di conoscere e l’entusiasmo di suonare uno strumento stimolando la curiosità degli allievi. Insegnare aiuta anche la mia crescita personale; è importante essere il più possibile impeccabili, lavorando sui punti deboli e cogliendo nuovi spunti. Rifare il mio percorso di studi in tutte le sue fasi mi permette di sviluppare un discorso didattico coerente da proporre ai miei allievi.

Suoni in diversi gruppi, quanto è importante il ruolo del batterista all’interno di una band?

Al momento collaboro con vari musicisti sardi, inoltre faccio parte dello spettacolo Star System e degli Arcadelt, un gruppo progressive romano, con cui parteciperò il prossimo settembre ad un importante festival progressive che si tiene a Veruno; a breve uscirà anche il nostro album. Non saprei dire quanto il mio ruolo possa essere importante in una band, cerco di dare sempre il meglio, specialmente in situazioni in cui posso partecipare anche alla fase compositiva dei brani; tra musicisti è importante contaminarsi vicendevolmente condividendo le proprie idee; perciò mi piace aiutare a sviluppare il discorso musicale cercando di essere parte attiva nel lavoro e non solamente esecutore.

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