Lunedì, 16 Settembre 2019

Progetto1

Conosciamo questa settimana Michele Turnu, direttore artistico del coro maschile Bachis Sulis e dell'ensemble di voci femminili Sinfonie d'altura di Aritzo, del coro Bonacatu di Bonarcado, del coro femminile Bonucaminu di Ardauli e dell'Accademia Tradizioni Popolari Su Nugoresu di Nuoro...

a cura di Alessia Andreon

Lo incontriamo in un momento particolarmente importante della sua attività; il 31 marzo infatti il coro Bachis Sulis ha presentato al THotel di Cagliari il suo ultimo lavoro: Had a benner su die con Giuliano MarongiuStefania Pineider e Alessandro Catte. Inoltre il coro di Bonarcado parteciperà il 7 aprile in Cattedrale a Cantiamo la salvezza, insieme al coro G.P. da Palestrina di Cabras.

Innanzitutto mi incuriosisce sapere come è nata la tua passione per questo tipo di canto...

Vivo a Oristano da vent’anni, ma sono originario di Mogorella. È stato mio nonno, quando avevo 8 anni, a insegnarmi a suonare la fisarmonica. La primissima esperienza di direzione è arrivata a vent’anni con il coro maschile di Ruinas, ma avevo già studiato per un paio d’anni pianoforte e composizione al Conservatorio. In quell’occasione ho iniziato a comporre per cori sardi, pur tenendo sempre come prima scelta la fisarmonica. Ben presto ho intrapreso un percorso più didattico per la direzione; il M° Pierpaolo Scattolin nelle varie masterclass mi ha forgiato sul gesto, sulle dinamiche e analisi della partitura, mentre l’americano Gary Graden mi ha aiutato a sviluppare lo stile compositivo e a esortare il coro a studiare prima di cantare.

Michele Turnu 2

Descrivici i cori che dirigi e quali sono le loro peculiarità.

Inizio con il coro Bachis Sulis che è il mio coro autorale, quello cioè che esegue le mie nuove composizioni, e vanta un repertorio di 274 brani. A novembre scorso siamo stati scelti dal giornalista Davide Bucco, di origini sarde, per collaborare alla sigla del programma di Sky Calciomercato L’originale, scritta dal conduttore Alessandro Bonan. Oltre alla bellissima esperienza, è stata un’ottima vetrina promozionale per Aritzo, nel video il coro indossava l’abito tradizionale. Siamo stati invitati anche a Matera per la proclamazione della Capitale Europea della Cultura e sono stato talmente ispirato da quei luoghi da scrivere un brano, ancora inedito, che parteciperà a un concorso di composizione.

Il coro Sinfonie d'altura avrebbe voluto essere un coro gospel, ma ho preferito avesse un repertorio classico e si occupasse di recuperare brani della tradizione che stavano andando persi, come il rosario aritzese.

Dirigere il coro di Bonarcado è stata una vera e propria missione, perché erano due cori distinti Su Condaghe diretto da Gianni Puddu e Bonacatu. Ma era assurdo avere due cori maschili in una realtà così piccola e l’anno scorso, di comune accordo con Gianni, abbiamo proposto di unificarli puntando sulla funzione sociale che svolge l’attività corale.

Il coro femminile Bonucaminu nei 6 anni insieme ha lavorato molto sulla propria identità, recuperando l’immenso repertorio delle confraternite e facendo una ricerca sulle forme originali dei canti della Messa, che sono stati inseriti nel disco In prece. Ogni 23 giugno, in occasione della festa di San Giovanni, organizziamo la rassegna rosa Abba muda e fogos incantaos, raccontando ogni anno una storia tradizionale al femminile, con un lavoro, anche coreografico, che contestualizza il racconto.

Una storia a sé è quella del coro Su Nugoresu. Inizialmente avevo rifiutato l’incarico perché non volevo trasgredire a una legge non scritta dei direttori nuoresi. Ho scoperto solo due anni fa che la mia investitura era stata fatta dal compianto M° Tonino Puddu quando nel 2007, già malato,li ospitammo ad Aritzo. In quell’occasione Tonino confidò al direttore di Bressanone, un altro coro ospite, che avrebbe voluto fossi il suo successore. Lo scorso anno abbiamo festeggiato insieme al coro Ortobene di Alessandro Catte i quarant’anni del brano Su bolu ‘e s’astoredimostrando che la musica unisce. A breve inizieremo un’esperienza totalmente nuova che ci porterà a raccontare Grazia Deledda.

Michele Turnu 4

Tra le tue tante composizioni ce n’è una che ha particolare successo?

Sicuramente Luna, che viene eseguita da tutte le mie formazioni ma anche da alcune dell’alta Italia, che la eseguono pur non conoscendone il significato. Parla di un pastore che vive in solitudine in montagna e racconta alla luna la sua storia. Quando l’ho scritta non pensavo avrebbe avuto un impatto così forte perché è un brano molto semplice; lo eseguiremo anche domenica, su espressa richiesta dell’Arcivescovo, anche se non è un canto sulla Passione. Posso dire che sto vivendo la storia della mia terra, cosa posso chiedere di più alla musica?

Photo credits: Maurizio Vinattieri

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