Lunedì, 16 Settembre 2019

Progetto1

Santa Giusta è la tappa del nostro viaggio settimanale alla scoperta dei giovani e talentuosi musicisti; è da lì che arriva Marco Meli, un diciannovenne che da due anni frequenta il Conservatorio di Cagliari e ha sicuramente la musica nel sangue, essendo figlio del pianista Fabrizio...

a cura di Alessia Andreon

Fin qui tutto normale, ma Marco è un musicista speciale, dato che non si è accontentato di essere entrato in conservatorio come violinista e ha voluto iniziare, l’anno dopo, anche lo studio del canto; quindi frequenta parallelamente due corsi.

Padre pianista e zia, Patrizia, flautista; direi che non potevi che seguire la tradizione di famiglia….

In realtà, da piccolo non sembrava fossi portato per diventare musicista. Anche se ho iniziato a suonare il pianoforte da piccolissimo, non ero molto interessato; diciamo pure che ero abbastanza indipendente e mio padre ha capito subito che non era lo strumento adatto a me. Una sera ero in camera ad ascoltare un concerto di violino, avevo 14 anni, lui ha sentito e mi ha chiesto se mi interessava provare a studiarlo, così ho iniziato a prendere lezioni col M° Fortunato Casu. Quando sono arrivato alle superiori, a Oristano non c’era ancora il liceo musicale; quindi ho frequentato il Liceo Scientifico e all’ultimo anno ho passato l’esame di ammissione al conservatorio.

Ti senti più violinista o più cantante?

Forse in questo momento più cantante, ma spero in futuro di poter bilanciare le mie due passioni. Per ora studio canto lirico in conservatorio ma mi cimento anche nel canto moderno con diversi gruppi musicali come gli Star System.

Come mai hai scelto di studiare anche canto?

La mia prima insegnante di canto è stata Marta Loddo, ma è grazie a Laura Scanu che ho iniziato a lavorare sulla voce, imparando a utilizzarla e a renderla più piena; così ho fatto l’esame d’ammissione come tenore e da qualche mese ho iniziato a frequentare il primo anno del corso di canto con la professoressa Elisabetta Scano, che già nell’estate del mio primo anno di violino mi aveva invitato a far parte di un coro di madrigalisti, aprendomi un nuovo orizzonte. Ho scoperto che sperimentare la musica collettivamente è bellissimo e ho cercato subito un coro; così è iniziata l’esperienza con il Coro Giovanile Sardo.

Hai solo diciannove anni, quanto tempo dedichi allo studio e come concili i vari impegni?

Quando non ho lezione dedico allo studio tutta la mattina e tutto il pomeriggio e tutti i momenti liberi che ho; viaggiare e frequentare i corsi da quando ero all’ultimo anno delle superiori non è stato sicuramente facile, ma la passione è tanta e riesco a conciliare studio e prove anche con i vari gruppi. Ormai questa routine è diventata la mia vita ma, ovviamente, sono un diciannovenne normale e ho bisogno  di ritagliarmi ogni tanto qualche spazio per me, magari facendo un viaggio.

Se ti dovessi chiedere cosa vorresti fare in futuro?

La mia visione del futuro è che possa riuscire con il mio violino a unire un genere classico con qualcosa di più moderno, una sperimentazione. Sto vivendo questo secondo anno di violino con fatica perché le lezioni sono solo individuali e io invece penso che la musica sia condivisione e mi manca potermi confrontare con altri musicisti. La musica è bella perché fatta insieme, studiare da solo mi toglie la parte collettiva che più mi piace. Spero l’anno prossimo di passare l’esame per far parte dell’Orchestra del Conservatorio alla quale si accede solo al terzo anno. Arriverà un momento in cui dovrò scegliere tra le mie due passioni e sicuramente valuterò cosa possa farmi crescere di più come persona e come musicista; ora non saprei scegliere tra il violino e il canto, ma sicuramente mi vedo in un contesto di gruppo.

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