Sepulcruo anticorum nostrorum, questo il titolo della giornata di studi dedicata a Paolo Gaviano, avvocato, docente ma, soprattutto, storico e consigliere ISTAR (Istituto di studi arborensi) scomparso nel 2022, che ha svolto interessanti studi sulle tombe dei giudici arborensi.
Abbiamo pensato di dedicare questo evento alla memoria di un grande storico di Oristano, cercando di ricostruire la sua figura legandola a un problema dibattuto da tutta la storiografia sarda, cioè la questione dei sepolcri della dinastia dei Bas-Serra, giudici di Arborea, ha esordito prof. Giampaolo Mele, direttore scientifico dell'ISTAR e moderatore della conferenza che si è tenuta venerdì 12 dicembre al Museo diocesano arborense.
Dopo i saluti istituzionali hanno preso la parola la prof.ssa Mariangela Rapetti, docente di archivistica all'Università di Cagliari che, partendo dal testamento di Ugone II giudice d'Arborea, così come a suo tempo fece il prof. Gaviano, ha illustrato a un pubblico numeroso e attento, le basi documentarie attraverso le quali è possibile identificare nella Cattedrale, in particolare nella cappella dedicata a San Bartolomeo, il luogo in cui furono sepolti i giudici arborensi: ho apprezzato il rigore metodologico dello studioso che, attraverso un'attenta analisi delle fonti scritti e materiali è riuscito a ripercorrere gli studi e superare i dubbi su questi sepolcri fino a presentare una sua proposta sulla loro ubicazione, ha esordito la prof.ssa Rapetti ricordando il prof. Gaviano, prima di presentare una breve analisi del documento principale su cui si basarono i suoi studi: il testamento di Ugone II datato 1335.
In esso, infatti, si legge che il giudice, nel dettare le sue ultime volontà, dispose che il suo corpo fosse seppellito nella cappella di San Bartolomeo, nella Cattedrale di Oristano, all'epoca in fase di costruzione, concepita per ospitare il sepolcro della dinastia arborense.
La cappella, oggi non più esistente in seguito ai rifacimenti che la Cattedrale ha subito nel corso dei secoli, va identificata con quella posta più a nord del transetto. L'ipotesi proposta venticinque anni fa da prof. Gaviano, è oggi avvalorata da una recente scoperta, fatta dal dott. Raffaele Cau, dell'Archivio diocesano arborense, il quale, nel suo intervento, partendo da alcuni rinvenimenti documentari, ha ricostruito l'esatta ubicazione della cappella di San Bartolomeo: in uno di questi, datato 1572, si trova scritto che nell'area dell'attuale cappella del Battistero si trovava un altar de San Bartolomeu. Da qui è nata l'ipotesi che anche la juighissa Eleonora abbia scelto di essere seppellita nella stessa cappella, accanto ai membri della sua famiglia e ai suoi avi. L'ex sindaco di Oristano, il dott. Piero Ortu, ha ricordato la figura dell'amico Paolo Gaviano, del suo impegno come docente, come grande appassionato di storia ma anche come uomo politico. La serata si è conclusa con un momento di musica con alcune strofe del Salmo 50, Miserere, e dello Stabat Mater, intonate da Sos Zovanos de su Rosariu di Santu Lussurgiu in onore dei giudici arborensi, a chiusura di un bel momento di storia e di cultura arborense.
Ri.Va.