Domenica, 24 Maggio 2026

 

Si è tenuto il 2 settembre, nel cortile del Museo Diocesano Arborense, l’incontro di preghiera interreligiosa intitolato Insieme per la pace sotto lo stesso cielo, con la presenza dell’Arcivescovo Roberto e la partecipazione di fedeli di diverso credo religioso: buddisti, Hare Krishna, musulmani, appartenenti alla comunità bahá'í e naturalmente cattolici, oltre a persone di convinzioni non religiose. 

* di Fabrizio Sanna

L’incontro, inframezzato da alcuni momenti musicali, si è svolto all’insegna della riflessione e della preghiera, nella convinzione che non è possibile costruire la pace se non attraverso un dialogo, che dev’essere nutrito da un reciproco ascolto, che vada oltre le differenze di convinzioni, di etnia, di sesso, di religione.

Sotto lo stesso cielo è il titolo del momento di preghiera: da qui la domanda citata dalla poesia di Gianni Rodari Il cielo è di tutti: Perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti?

Durante l’incontro, ogni gruppo ha condiviso una riflessione sulla pace. In questo senso si potrebbe dire che esso stesso sia stato un contributo, un seme per cercare di edificarla. Il momento di riflessione è stato aperto da un rappresentante degli Hare Krishna, sul tema della condizione dell’uomo che, secondo la visione indù, vuole dominare Maya, la natura materiale illusoria, cadendo così nella volontà di dominare ogni cosa; solo chi diventa cosciente di Krishna può trovare sollievo e ottenere la pace.

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Un momento dell'incontro di preghiera interreligiosa tenuto del giardino del Museo Diocesano

Importante è stata la presenza di due rappresentanti del Comitato di Riconversione dell’RVM, fabbrica di armi dell’Iglesiente, che hanno operato nel loro territorio mossi da un sussulto etico e dal senso di fraternità per cercare di fermarne la produzione.

Gli esponenti della Soka Gakkai hanno invece letto un lungo poema sulla pace di Daisaku Ikeda, maestro buddista che ha spiegato in termini contemporanei il buddismo: tra i temi principali la pace, la speranza, la felicità, che è quell’obiettivo che si può raggiungere solo vincendo su sé stessi  quell’obiettivo che si può raggiungere solo vincendo su sé stessi.

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La poesia di Gianni Rodari, la cui rilessione è stata il leitmotiv dell'incontro  

È venuto poi il momento della comunità bahá'í, che ha posto l’accento sul fatto che esisterebbe un’unica religione (le religioni particolari sarebbero solo diversi stadi di sviluppo di un’unica religione che si è sviluppata di epoca in epoca), un unico Dio e un’unica famiglia umana.

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L'intervento dei rappresentanti del movimento Hare Krishna

L’incontro è stato poi impreziosito dalle riflessioni delle persone di convinzioni non religiose: importante, in questo senso, la lettura della poesia di Salvatore Quasimodo Uomo del mio tempo.

La riflessione dei cristiani è stata centrata su un brano dell’evangelista Matteo (Mt, 5,1-12): se il cristiano dev’essere mite, non violento, come possiamo generare processi di pace oggi che ci troviamo, come disse papa Francesco, in una terza guerra mondiale a pezzi?

L’ultima riflessione è stata quella dei musulmani: l’Islam è una religione legata profondamente alla pace, sin dal modo di salutare: infatti, nel salutarsi, due islamici si augurano la pace. Augurio che ci si scambierà, secondo i musulmani, anche nella vita futura.

A quello di riflessione è seguito anche un momento di preghiera da parte di ogni gruppo di credenti. La preghiera cattolica, rivolta a Maria, mediatrice tra l’uomo e Dio e madre di Gesù, colei che ha indicato a suo Figlio le esigenze del vivere dell’uomo (si pensi alle Nozze di Cana), è stata recitata da sole donne e iniziata e conclusa da mons. Carboni. Diverse sensibilità religiose, un unico desiderio: la pace. E, se il cielo è uno, perché la terra dovrebbe essere divisa a pezzetti?


 

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