Venerdì, 19 Luglio 2024

L’anno scorso era Un’istella a mesunotte, quest’anno si chiama Notas de chelu il concerto ideato dal maestro Nicola Piredda, che si terrà il 21 dicembre nella chiesa di Maria Immacolata a Seneghe...

di G. G.

I cori Ars Antiqua e Monteferru di Seneghe insieme al Globemusic Vocal Ensemble e all’Orchestra Shardana di Oristano affronteranno un importante repertorio classico. Fra i brani Ode an die freude, dalla IX sinfonia di Beethoven, Hallelujah tratto dal Messiah di Handel e brani di celebri compositori quali Mozart, Bach, Tchaikowsky. “Se da una parte sono davvero contento di esser riuscito a mettere insieme l’organico e aver preparato questa seconda edizione – sottolinea il maestro Piredda - dall’altra vado orgoglioso dei tre cori che dirigo e che ho coinvolto e dei colleghi dell’orchestra”. L’edizione 2019 ospiterà quattro solisti: la soprano M° Sara Delussu, la contralto M° Maria Chiara Piras, il tenore M° Costantino Mirai e il baritono M° Sergio Pinna. “Va considerato che ciascun coro ha una sua identità – aggiunge Piredda - porta avanti uno specifico programma musicale, e ciascun musicista ha naturalmente la propria attività; preparare un evento di questo tipo significa quindi l’aumento del numero di prove, studiare repertori che generalmente non si affrontano, un grande dispendio di energie fisiche e mentali. Il mio primo grazie va senz’altro a loro”. Spazio anche ai brani della tradizione sarda, rielaborati in chiave classica dal maestro Piredda.

notas de chelu 2019 2

Aprirà il concerto la sezione voci bianche del coro Ars Antiqua di Seneghe, a seguire il coro S’ispera di Ollolai, diretto dal M° Maria Chiara Piras. La prosecuzione dell’evento è affidata all’orchestra Shardana che, in chiave strumentale e in accompagnamento al soprano solista M° Sara Delussu, proporrà una selezione di brani natalizi. “È anche grazie al parroco don Antonello che l’evento può aver luogo – prosegue Piredda - considerando i numeri, la parrocchia è l’unico sito capace di contenerlo”. E conclude: “Personalmente sono convinto che questo evento sia molto importante per la comunità, perché dietro le quinte, oltre ai cori, sono tante le associazioni e i privati che contribuiscono alla sua realizzazione, e credo che abbia un’importante valenza culturale, proponendo un genere musicale e la sua rappresentazione dal vivo che, oltre a non essere particolarmente diffusi nella zona, spesso risultano poco accessibili ai più. Questi sono alcuni dei motivi che mi spingono a portare avanti questo progetto e a crearne altri, alcuni dei quali vedranno la luce già dai primi mesi del 2020”.

Il gran finale vedrà esibirsi i quattro solisti e i cori Ars Antiqua, Monteferru, Globemusic Vocal Ensemble e Orchestra Shardana, che assieme daranno vita ad un organico di 74 elementi.

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