Mercoledì, 01 Luglio 2026

 

La chiesa parrocchiale di Nuragus, dedicata a Dio sotto il titolo di Santa Maria Maddalena, fu ricostruita nel 1867 sullo stesso luogo dove sorgeva l’antica chiesa romanica, mentre il campanile fu innalzato qualche anno dopo (1880).

Nel 1873 durante la Visita Pastorale l’arcivescovo mons. Antonio Sotgiu annotava: la parrocchiale venne eretta sotto l’invocazione di Santo Stefano protomartire, e rifabbricata pochi anni fa… Lo stesso arcivescovo scriveva anche: abbiamo anche visitato la chiesetta di Santo Stefano e ordiniamo che si ripari sollecitamente il tetto, che si tenga cura del cimitero che è attorno alla stessa Chiesa. Nella parrocchiale (secondo alcune fonti) sarebbero custodite le reliquie di due martiri provenienti dalla chiesa di San Giovanni: i santi Lucro e Armedo. L’ultima ricognizione risalirebbe al luglio 1866, da parte dell’arcivescovo mons. Paolo Maria Serci Serra che pose il suo sigillo, alla presenza del parroco don Gabriele Devilla. Nella mistica chiesa vi sono ben tre altari lignei in stile barocco di chiara scuola napoletana (provenienti forse da antiche chiese di Cagliari.

La parrocchia è dotata di preziosi arredi liturgici (anche d’argento) del ‘700; pregevolissima e imponente è il simulacro del Profeta Elia di metà ‘700. Nel sagrato esisteva un oratorio, sede della Confraternita del Rosario che venne fondata dal domenicano padre Thomas Pitzalis nel 1635. Nel 1730 si ha notizie della fondazione di un Terzo Ordine Francescano a opera dei frati Minori del convento di Genoni. La chiesa rurale di Sant'Elia, nelle campagne di Nuragus, è invece uno dei principali luoghi di culto presenti frequentato da tanti fedeli anche dei paesi circonvicini, che vi si recano per pregare e partecipare alle celebrazioni religiose. La storia della piccola chiesa di Sant'Elia risale a diversi secoli fa: le prime testimonianze risalgono già agli inizi del 1300.

Nel corso dei secoli, l'edificio ha subito diverse ristrutturazioni, ma ha mantenuto intatta la sua intima bellezza e il fascino, diventando un vero centro di fede e di devozione. La bella e ampia chiesa parrocchiale di Nurallao è dedicata al principe degli apostoli San Pietro, patrono della comunità, costruita sul colle che domina il centro abitato; purtroppo negli anni ‘50 (forse a causa di numerosi problemi di stabilità) fu rasa al suolo e ricostruita. Gli spazi interni sono ariosi e luminosi: troppo piccole la sacrestia e l’oratorio (un tempo delle Anime) che oggi ospita la locale Confraternita. Molto solenne la bella facciata, ricostruita con gli originali cantoni grigi e neri squadrati e alternati, elegante il portale ligneo sovrastato da un oculus (anticamente forse era presente un rosone medievale) di forma ottagonale. Agile e svettante si erge il bel campanile in pietra, con cella campanaria arricchita da eleganti bifore e sormontata da una cupoletta cuspidata con croce.


 

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