Martedì, 23 Giugno 2026

 

Tra boschi e antiche vestige archeologiche

Il territorio di Asuni, molto suggestivo e ricco, è geograficamente una tra le più belle e selvagge zone interne dell’Isola: si adagia alle pendici del Colle di San Giovanni, tra le valli create dallo scorrere di due ruscelli quasi perenni: il rio Imbessu e il riu Maiori, a cavallo fra la Marmilla e il Sarcidano.

Il paese conta meno di 400 abitanti, la zona in cui è collocato è chiamata Brabaxanna (cioè porta della Barbagia): l’ambiente è caratterizzato dai posti incantevoli della valle del Misturadroxiu-Maiori, risalenti al Paleozoico. Sembrano quadri dipinti: si osservano boschi rigogliosi di querce da sughero e lecci, pareti scoscese, valli ombrose che costeggiano i corsi d’acqua e grotte disseminate ovunque, in particolare su Stampu de Muscione Mannu, nella località di Costa Ualla.

Spuntano anche cave e miniere (Piscina Porcus e Molinu de jossu) da cui si estraeva un tempo un pregiato marmo locale. Per gli studiosi, il nome del paese potrebbe derivare dal latino agaso (cioè stalliere), oppure da un termine in logudorese asone (che in campidanese farebbe asuni), cioè custode del branco, a conferma dell’origine agropastorale. Il centro storico è caratterizzato da stradine strette, dove si aprono le tipiche case del sud Sardegna con le caratteristiche lollas (cortili) accessibili da antichi portali in pietra a forma di arco.

L’ospitalità degli asunesi è rinomata. Pur facendo parte del Comune di Samugheo, sono strettamente legate al territorio di Asuni le rovine del castello di Medusa, all’interno del quale (secondo le tradizioni e le favole) si aggirerebbe il fantasma della regina omonima. La fortezza, la cui prima testimonianza è del 1189, sorge a picco sulla gola formata dal riu Arascisi, interamente scavato nelle rocce marmoree. Fu costruita in epoca bizantina con funzione di controllo e protezione dai barbaricini, che penetravano in Marmilla per saccheggiare.

Oggi è completamente immerso nella fitta vegetazione. Le prime testimonianze umane nei campi di Asuni risalgono al Neolitico: si trovano numerosi menhir e domus de Janas a Carupixidu, sa Rutta, Ebras noas, s’Utture is Xorrus e soprattutto, nella periferia del paese, la necropoli di Budragas.

All’età del Bronzo risalgono tre nuraghi: Casteddu, Oru e San Giovanni. La necropoli di Burdaga è composta da un totale di 17 tombe che presentano uno schema planimetrico a doppia cella; gli ambienti sono prevalentemente di forma rettangolare e, solo in alcuni casi, si presentano a pianta ellittica con soffitti piatti o leggermente spioventi. Ci sono anche due esempi a soffitto del tipo a forno. I portelli d’accesso hanno forma per lo più trapezoidale e, in pochi casi, rettangolare, caratterizzati da una cornice a rilievo. Le tombe risultano violate sin dall’antichità e sono state riutilizzate anche in tempi recenti come riparo per animali e uomini. Presentano segni del tempo e dell’intervento umano: infatti, molti portelli di chiusura sono mancanti.

Si possono scorgere, inoltre, diversi particolari decorativi, alcuni dei quali sottolineano l’architettura delle stesse domus, mentre altri sono stati interpretati come segni con valenza magico-religiosa (protome taurina-domus IV). Alcuni banconi scavati all’interno delle celle sono interpretabili probabilmente come letti funerari. Il sito è facilmente raggiungibile da Asuni percorrendo la Strada Provinciale 38 per circa 500 metri. Poi c’è la foresta Modighina: l’area si sviluppa su un territorio collinare geologicamente rappresentato prevalentemente da rocce metamorfiche di tipo scistoso e si estende per una superficie pari a 885 ettari, toccando anche i territori di Samugheo, Genoni e Laconi.

La superficie forestale è interessata, prevalentemente, da macchia mediterranea con olivastro e, in misura minore, da alcuni lembi di sughereta e di lecceta. Dai settori più alti è possibile osservare la valle del rio Araxisi, che si snoda a valle tra pareti a picco e rocce che formano dei veri e propri monumenti naturali. Di fronte alla vedetta antincendio Modighina, si possono osservare i resti del castello Medusa. L’area è ricca di percorsi escursionistici ed è meta di appassionati di trekking e passeggiate.


Una grotta meravigliosa

Dal punto di vista dell’ambiente naturale, il territorio di Asuni è particolarissimo e ricchissimo di biodiversità; un elemento su tutti però, rende il paese unico in Sardegna: la presenza di particolari grotte carsiche e cavità naturali. Si sono formate in milioni di anni, dallo scorrere dei corsi d’acqua interni ed esterni: gli studiosi ne contano 19, di cui quattro incredibilmente interessanti. Il primo accenno alle grotte risalirebbe al 1861, quando lo storico e archeologo Giovanni Spano, visitando il castello di Medusa, descriveva tre cavità che si aprivano sulla rupe.

Nel 1936 il geologo Carmelo Maxia, compilando il primo Elenco Catastale delle grotte della Sardegna, individuava una, non meglio precisata, Grotta del Castello di Medusa. Vent’anni dopo il celebre geofisico gesuita padre Antonio Furreddu, docente al Liceo e alla Facoltà Teologica della Sardegna di Cuglieri, confermava gli studi precedenti chiamando tale cavità Su Stampu de su Muscioni Stunnu e definendola come inesplorata, con pozzi e lunghe gallerie. In seguito, questa e le altre grotte e cavità, sono state studiate con maggior rigore scientifico dagli appassionati dello Speleo Club Oristanese e dal Gruppo Speleo-archeologico Giovanni Spano.

Questa grotta si trova a una quota di 430 metri di altezza, è lunga oltre 100 metri: si tratta della grotta più estesa della zona. L'ingresso è orientato verso est, ossia orientato verso la valle attigua e al limite con il territorio comunale di Laconi. Presenta una curiosa caratteristica: ogni elemento che la costituisce, sia esso condotto o concamerazione, risulta doppiato da un elemento gemello sito sulla verticale e a quota diversa, costituendo quindi il tutto come due grotte parallele in sovrapposizione che si collegano tra loro in due parti.

Varcato l'ingresso, si discende su una gradinata costituita da elementi di crollo e si arriva subito a una camera, anch'essa con il fondo ingombro di pietrame. Questa camera, nonostante sia abbastanza interna e profonda, è orientata in modo che in alcune ore antimeridiane della mezza stagione è illuminata nella parte di fondo dai raggi solari diretti che riescono a trovare un varco attraverso la folta vegetazione antistante l'ingresso. Insomma uno spettacolo davvero emozionante e meraviglioso, così affermano quelli che hanno potuto ammirarla visitandola.

Questa grotta e le altre cavità carsiche sono (ma potrebbero essere ancora di più) una vera attrattiva turistica, da inserire, anche con una ricaduta economica, tra gli interessanti itinerari culturali e archeologici. Oltre che le bellezze paesaggistiche, Asuni offre anche itinerari enogastronomici ricchi di fascino, profumi e sapori.

Tra le produzioni agricole quelle legate al grano, ai legumi e agli ortaggi e alla pastorizia: vigne e uliveti offrono ottimo olio, squisiti formaggi e buoni vini come Cannonau e Moscato. Accoglienza e la gentilezza sono i tratti tipici della popolazione asunese. Specie durante l’estate, Ci sono eventi anche culturali e folkloristici che attirano turisti e persone dai paesi vicini.


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