Oltre ad Assolo, adagiata alle pendici della Giara, numerosi sono i paesi della Marmilla che fanno parte di questo nuovo Vicariato foraneo, intitolato alla Madonna del Sacro Cuore, il cui Santuario (unico in Sardegna) è dedicato a un titolo mariano giunto, oltre un secolo fa, a Genoni dalla Francia. Edificate alle pendici del grande altipiano della Giara, che si estende nel cuore della Marmilla, alcune comunità fanno parte della nostra Arcidiocesi altre a quella di Ales-Terralba.
L’altopiano, è ricchissimo di bellezze paesaggistiche e naturali, tra le quali alcune particolarissime specie, vegetali e animali, uniche al mondo, come i famosissimi cavallini della Giara, allevati allo stato brado, di proprietà della Regione Sardegna che li affida ad Associazioni e allevatori privati, i quali ne difendono e tutelano la conservazione.
La Giara (geograficamente definita di Gesturi ma, in realtà è chiamata da tutti semplicemente Jara o anche Giara) è suddivisa tra vari Comuni. Questo vasto territorio carsico è una sorta di enclave che si estende tra il Campidano e la Barbagia, un altopiano basaltico che, secondo alcuni studiosi, prenderebbe il nome dal vocabolo latino glarea cioè ghiaia, a indicare la pietrosità del suolo; per altri, invece, Giara significherebbe semplicemente chiara, in riferimento alla luminosità delle giornate, nella maggior parte dell’anno. Il territorio intorno alla Giara è costellato da colline che ne hanno ispirato anche il nome: Marmilla infatti deriverebbe dal latino mammìla cioè mammelle.
La regione fu abitata fin dalle epoche più remote per la sua leggendaria fertilità, con cereali e fave tra le coltivazioni più estese. Ci sono molte testimonianze della civiltà della Pietra e del Bronzo, ma anche della nuragica, e punica fino a quella romana e medievale, per proseguire al tempo dei Giudicati specie con la crescita del Regno di Arborea e con la presenza della Spagna con gli aragonesi che vi rimasero per secoli. Al periodo cartaginese appartiene la fortezza ubicata nel Colle di Santu Antine a Genoni; numerose stazioni romane sono ubicate vicino alla Colonia Julia, nei pressi di Usellus, con la stazione romana vicina alla chiesa rurale di santa Lucia ad Assolo e quella di Valenzia nel territorio di Nuragus.
L'enogastronomia ci racconta di cultura, tradizione e della sapiente opera dell'uomo che ha saputo e sa abilmente sfruttare le risorse del suo patrimonio naturale. Cardine della produzione agricola è il grano, in particolare la pregiata varietà Senatore Cappelli, che viene spesso macinato a freddo con macine in pietra per non alterare le sue caratteristiche nutrizionali. Da questo prezioso cereale si ricava poi una moltitudine di prodotti, strettamente legati alla tradizione, come i pani civraxiu, su coccoi e su moddizzosu e le paste is malloreddus, i famosi gnocchetti sardi, sa fregua e is cruguxois, dei ravioli ripieni.
Per i primi piatti i condimenti più impiegati sono quelli a base di carne, come maiale, agnello e pollo ruspante, che vengono generalmente insaporiti con abbondanti grattugiate di pecorino locale. I secondi piatti tipici sono gli arrosti su legna aromatica di carne locale, ovini, pollame e il famoso porceddu, e le tappadas, ovvero le lumache di terra. Dalla coltivazione della terra di Giara, infine, si ottengono verdure prelibate come melanzane, pomodori, asparagi e carciofi, e le olive, da cui si ricava un eccellente olio extravergine d'oliva DOP. Il territorio della Giara regala anche ottimi vini da pasto come Cannonau, Vermentino, Nuragus, Monica e Bovale, e da dessert Malvasia, Vernaccia e Moscato.
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