Domenica, 24 Maggio 2026

 

La comunità di Meana Sardo, lo scorso 29 dicembre, ha vissuto momenti di pura emozione durante l’evento organizzato a Domo de Mòlinu dall’Associazione culturale S’Andala e da Marija Bradaš, docente di Lingua e Letteratura serbo-croata alla Ca’Foscari di Venezia.

Tanti meanesi, e molte persone giunte da fuori paese, hanno assistito alla presentazione del libro di Stevo Grabovac, autore di Dopo la festa, romanzo che ha ricevuto i più importanti premi letterari nell’area della ex-Jugoslavia di cui Marija è traduttrice per l’edizione italiana pubblicata da Marsilio.

In un dialogo con Federica Demuru, insegnante di Filosofia e Storia al Liceo Alberti di Cagliari, Marija ha tracciato un parallelo tra la sua storia e quella narrata nel libro. Infatti, per Meana, Marija non è solo un’esperta di Letteratura balcanica. Marija è legata a questo paese che ha conosciuto trent’anni fa, quando arrivò con altri nove bimbi tra i sette e i dieci anni d’età, in fuga dalle guerre fratricide dei paesi balcanici.

La bambina, oggi donna forte e solare, ha voluto ringraziare tutte le famiglie che ospitarono i bambini e la comunità meanese che si strinse intorno a loro, giunti in un posto sconosciuto, impauriti quanto lo furono i genitori che, tuttavia, videro in quel doloroso distacco una possibilità di salvezza per i loro piccoli.

In pochi giorni, i bambini risposero all’affetto ricevuto con un attaccamento che superò l’ostacolo della lingua, con una gioia ritrovata nelle famiglie che li accolsero come propri figli e con una condivisione di nuove esperienze nella grande famiglia che fu tutto il paese.

Nel romanzo, Stevo Grabovac ripercorre con vivida e travolgente scrittura, gli anni delle terribili guerre della ex-Jugoslavia, e rievoca con coraggio vicende torbide e crimini atroci come quello subito da un gruppo di bimbi in viaggio verso la salvezza, esattamente come il gruppo di bimbi di cui faceva parte Marija, ma che la salvezza, i bimbi del romanzo, non raggiunsero mai. La presentazione del libro è stata introdotta dal saluto inviato dall’autore in un video-messaggio in cui ha dichiarato il suo innamoramento per Meana e il desiderio di visitarla al più presto.

È seguita una toccante mostra, allestita da Marija con l’aiuto di Annina Sanna, Presidente dell’Associazione S’Andala, e di altri soci. La raccolta di commoventi testimonianze delle famiglie ospitanti e dei bambini ospitati, ormai adulti, fotografie dell’epoca dei fatti e la corrispondenza intercorsa negli anni, hanno documentato un’infanzia salvata dal gesto di bontà e solidarietà dei meanesi, verso quei bambini che oggi conservano bei ricordi e sono pieni di gratitudine per il bene ricevuto.

La proiezione di un video curato da Viviana Mura, filmaker meanese che ha montato spezzoni di riprese risalenti al soggiorno meanese dei bambini, ha impreziosito ulteriormente la mostra. La sorpresa finale è stata la video-chiamata dei bambini di trent’anni fa che hanno salutato le loro seconde famiglie, così da loro definite, e tutta la comunità meanese, ringraziando per l’amore ricevuto nei momenti più bui e per la bella esperienza di cui hanno fatto tesoro. L’autore nel suo saluto ha detto: A volte basta vedere qualcosa per la prima volta per scoprire un legame inatteso.

Ti rendi conto che esiste qualcosa che risponde a un bisogno più profondo che non si può spiegare così facilmente. Questo è accaduto nell’incontro tra Meana e i bimbi dei Balcani, questo accade quando l’uomo sceglie di essere umano.

01 15 01 meana sardo incontro con famiglie di trenta anni fa

Marija Bradaš (a destra) con Federica Demuru


 

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