La storia di Pietro Riccio, avvocato penalista e deputato alla Camera durante la VI legislatura, è ammantata di un ricordo tanto glorioso quanto amaro. Il 14 novembre 1975, mentre rientrava a casa a conclusione di un comizio elettorale, nella provinciale che collega Asuni con Oristano, appena diventata capoluogo, l’onorevole Riccio fu prelevato dall’abitacolo della sua auto e sequestrato.
* di Antonello Carboni
Da allora, l’avvocato non fece mai più ritorno a casa. Una tragica vicenda che ha scritto una pagina buia e inaccettabile della nostra storia, un evento funesto che ha sottratto all’amore della famiglia e al bene della collettività un’intelligenza raffinata, lasciando smarrimento e un vuoto incolmabile.
Mercoledì 3 dicembre, a cinquant’anni da quel drammatico e inconcepibile gesto, su iniziativa del deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Mura, si è svolta la commemorazione in suo onore alla Camera dei Deputati. Erano presenti i figli e le figlie, i nipoti, il presidente della Provincia di Oristano Paolo Pireddu, il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna e il presidente dell’ordine degli avvocati di Oristano Enrico Meloni.
Una cerimonia giusta e sofferta: l’on. Mura è intervenuto ricordando l’arrivo a Oristano, in quei drammatici giorni, di Sandro Pertini, al tempo presidente della Camera dei Deputati, che definì vulnerata la Costituzione. Vulnerata fu, oltre alla Costituzione, anche la famiglia di Pietro Riccio, privata per sempre del suo riferimento paterno e costretta a un dolore ingiusto e profondissimo. Un dolore durato cinquanta lunghissimi anni, ventitré dei quali senza avere una tomba sulla quale piangere e poter posare un fiore, ha detto il deputato Mura.
E vulnerato fu anche un intero territorio, l’Oristanese, privato del suo più autorevole rappresentante, un uomo che portò avanti diverse proposte di legge, tra le quali quella che diede vita alla Provincia di Oristano, ha continuato Mura. La Sardegna che oggi qui si manifesta è quella di Pietro Riccio, della sua dedizione e della sua dignità, e del suo esempio a cui continueremo a far riferimento, ha chiuso Francesco Mura fra gli accorati e commossi applausi del Parlamento.
A seguire, sono stati diversi gli interventi che hanno commemorato la figura dell’avvocato Riccio: i deputati Silvio Lai, Francesca Ghirra, Pietro Pittalis, Dario Giagoni, Mario Perantoni e Roberto Giachetti. Per l’occasione abbiamo sentito diverse testimonianze che non sono potute intervenite durante i lavori alla Camera. Andrea Riccio, figlio dell’onorevole, ricorda il padre come un uomo esuberante e vulcanico, amava stare in compagnia, era estremamente generoso. Pietro Riccio resta nella memoria collettiva, oltre che per la sua fede politica, per le sue doti non comuni, per la sua predisposizione al dialogo che lo poneva sempre in una posizione di autorevolezza.
Mio padre era sempre sorridente, aveva una energia inesauribile; a causa dei suoi numerosi impegni e dunque del tempo limitato a disposizione della nostra famiglia, mi recavo spesso nel suo studio per giocare con lui. Ha condotto molte battaglie politiche, era per esempio contrario alle ciminiere di Ottana; lui aveva una straordinaria capacità di creare subito empatia. Onorarlo oggi significa sentirlo ancora vivo, ha commentato ancora il figlio Andrea. Il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, ha affermato che la commemorazione rappresenta un momento di alto valore civile e umano per tutta la nostra comunità. La nostra partecipazione assieme alle altre Istituzioni del territorio non è stata un semplice dovere istituzionale, ma un gesto di riconoscenza verso una figura che ha segnato in modo profondo la storia politica e sociale della Sardegna.
Infine, ha aggiunto Sanna, la commemorazione non è stata un esercizio della memoria fine a se stessa, ma un invito a custodire e trasmettere alle nuove generazioni il valore di una politica intesa come servizio, fatta di ascolto equilibrio e responsabilità verso il bene comune. È giusto che la nostra terra non dimentichi chi ha lavorato con dedizione visione e profondo senso dello Stato. Pietro Riccio era originario di Sedilo, classe 1921, conclusa l’università decise di aprire uno studio legale a Oristano di cui fu sindaco dal 1966.
A fine mandato partecipò alle elezioni politiche per la Camera dei Deputati nel maggio 1972, sotto lo Scudo Crociato della Democrazia Cristiana. Sono anni difficili, di contestazioni ma anche di conquiste sociali; e la balena bianca, che dalla nascita della Repubblica riscosse sempre larghi consensi, continuò ad attestarsi su valori percentuali sempre elevatissimi. Conquisterà in quegli anni ancora il 38%, nonostante il risalire delle sinistre, staccando di dieci punti il partito comunista.
Riccio venne dunque eletto per la prima volta nelle fila della DC per la Camera dei Deputati, assieme a Lucio Abis per il Senato della Repubblica, i due principali artefici dell’istituzione della Provincia di Oristano nel 1974. Il presidente Paolo Pireddu, anch’egli presente a Roma alla commemorazione, ha ribadito come sia necessario ricordare la statura morale e civile di un grande uomo politico, che tanto ha dato per il bene a costruzione della nostra società. È stata una cerimonia estremamente toccante emotivamente, doverosa e importante. L’impegno politico dell’onorevole Riccio ha posto le basi per la crescita sociale e lo sviluppo economico che segnano il presente e il futuro del nostro territorio.

I familiari di Pietro Riccio, il sindaco Sanna, il presidente della provincia Pireddu e gli on. Mura e Pittalis
Sta per partire la nuova campagna abbonamenti de L'ARBORENSE per il 2026!
A soli 30 euro 45 numeri che arrivano direttamente a casa.