In un contesto storico nel quale il valore della vita umana sembra aver perso di significato per il sempre più diffuso odio nei popoli e fra i popoli, il 24 gennaio 2025, nella R.S.A di Mogorella, la vita ha avuto invece la sua esaltazione col festeggiamento, gioioso ed emozionante, del centesimo compleanno di una icona locale: Zio Carmelino Cotza.
* di Claudia Murgia
Raggiungere i 100 anni di età rappresenta certamente un traguardo straordinario e vuol dire anche avere vissuto tutti i cambiamenti storici, sociali e culturali del paese per diventarne prezioso custode dell’identità locale. Ovviamente, data l’età, a organizzare la festa con la comunità hanno contribuito in modo determinante il figlio Mimmo, le operatrici della struttura, il parroco don Stephen Ogua Adraka e l’Amministrazione comunale.
Nonostante fosse figlio di commercianti locali che, per quel tempo, potevano garantirgli una vita agiata, da giovane ha esercitato la l’attività di famiglia a fasi alterne: da un lato per aver dovuto affrontare il periodo post bellico della ricostruzione e dall’altro per la necessità di far fronte, con forza e coraggio, a momenti di profondo dolore per le vicissitudini familiari, in particolare per la scomparsa, in un breve lasso di tempo, dei genitori Emilio e Prisca, della sorella Giovannina e della moglie Carmela.
Nonostante tutto ciò, il festeggiato ha continuato a coltivare le sue più grandi passioni e doti naturali quali il canto, anche religioso, in particolare nelle processioni, e la poesia sarda. In queste arti è stato capace di esprimere stati d’animo, simpatie, apprezzamenti, sentimenti, fatti reali, spesso anche dolorosi, ma sempre improntati alla positività e alla speranza nel futuro.
La giornata celebrativa ha avuto due momenti particolarmente salienti. La Messa di ringraziamento, in primis: don Stephen ha rimarcato, nella sua riflessione, come anche la longevità debba essere vissuta come dono di Dio della quale godere e ringraziare. Il secondo momento, invece, ha visto zio Carmelino, con la fascia tricolore e davanti a una torta gigante, prestarsi, con soddisfazione e baldanza, a essere ritratto da macchine fotografiche e smartphone. Oltre alla presenza del figlio Mimmo, particolarmente pieno di premure, a rendere ancora più emozionante e solenne l’evento, come leggibile nell’espressione e radiosità del viso del festeggiato, hanno contribuito gli ospiti della struttura, la nutrita partecipazione da parte della comunità locale e dell’Amministrazione comunale, che gli ha donato una targa commemorativa.
Alla lettura da parte del figlio della dedica in lingua sarda per l’importante traguardo raggiunto di un vecchio amico, hanno fatto seguito quelle dei compaesani Fabio Zucca e Manuela Pibiri, cultori anch’essi della poesia sarda, come zio Carmelino.
Il pomeriggio è stato allietato dall’organetto del figlio Mimmo, con i balli sardi tradizionali e la consumazione della torta e dei dolci locali preparati per l’occasione.
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