È la festa liturgica della Candelora che a Oristano costituisce il primo atto ufficiale della Sartiglia. È, infatti, il momento in cui i Presidenti dei Gremi, quello dei Contadini e quello dei Falegnami, l’uno nella chiesa di San Giovanni ‘e froris, l’altro nella cappella dedicata a San Giuseppe nella Cattedrale, consegnano i ceri benedetti ai due cavalieri scelti per guidare la Sartiglia: i Componidoris, coloro che faranno da capocorsa alla celebre giostra equestre.
* di Mario Virdis
E così, lo scorso 2 febbraio, nella festa della presentazione del Signore, il tradizionale rituale dei ceri si è ripetuto. A ricevere il cero benedetto sono stati Diego Pinna, scelto per guidare la Sartiglia della domenica organizzata dal Gremio dei Contadini, e Salvatore Aru, scelto come capocorsa della Sartiglia del martedì, organizzata dal Gremio dei Falegnami. Lo scorso anno intervistammo i due Presidenti dei Gremi organizzatori, per l’edizione 2025 che si correrà il 2 e il 4 marzo, L’Arborense, ha voluto sentire dalla viva voce dei due Componidoris, cosa si prova a rivestire questo incarico così significativo e importante per la Sartiglia. Ecco le interviste.
Fare su Componidori, ovvero essere il capocorsa di una manifestazione come la Sartiglia quanto è importante per voi? Quali emozioni quando siete stati scelti dai presidenti dei Gremi?
Pinna: Non è facile descrivere l’emozione che si prova quando il Presidente del Gremio ti comunica che su di te, sulle tue spalle, è caduta la scelta! È un sogno che coltivi da anni, e pensi che magari rimarrà solo un sogno… Poi alla fine, quando si manifesta, resti senza fiato! L’emozione ti travolge, ma pensi che ora, dopo tanti sogni, è una realtà, e devi pensare alla grande responsabilità che hai, nei confronti di chi ti ha scelto e di tutta la città.
Aru: Mi permetta di dire che raccontare a parole ciò che si prova non è facile! In primis c’è una grandissima emozione, mista a felicità, per il grande onore ricevuto, per la scelta fatta su di te: Di conseguenza, da parte mia, c’è tutta la disponibilità a dare il massimo impegno nel compito di guida della Sartiglia, dedicando tutto me stesso per la felice riuscita della manifestazione, per ricambiare il Gremio dell’onore ricevuto e servire al meglio la città.
Partecipate alla Sartiglia da molti anni: ma quando avete iniziato a sognare di fare su Componidori?
Aru: Partecipo alla Sartiglia da13 anni, sono molto felice di essere stato scelto a fare il capocorsa nonostante io sia giovane d’età: fare Su Componidori debbo dire che è stato un bellissimo sogno coltivato fin da bambino!
Pinna: Partecipo alla Sartiglia da oltre 30 anni, dal 1992, anche se per un breve periodo avevo smesso di correre. Ho sempre partecipato con grande entusiasmo e sono sempre stato conscio della responsabilità che ogni cavaliere ha. È chiaro che partecipando da così tanti anni, prima o poi speri di poter vivere questo evento da capocorsa.
Come vivete, da sempre, la Sartiglia? Che tipo di evento è per voi?
Pinna: Sono sempre stato convinto che la Sartiglia non è, e non è mai stata, un semplice torneo di abilità per divertire il popolo a Carnevale. La Sartiglia è un torneo cavalleresco, con forti legami spirituali, dove Su Componidori è il personaggio chiave del torneo. Dietro la maschera che lo nasconde diventa una figura particolare, che lega l’uomo alla divinità, chiedendo aiuto per tutto il popolo, ovvero pregando Dio di concedere giorni sereni e annate favorevoli. Il Gremio sceglie con attenzione la figura de su Componidori, che deve essere persona distinta, rispettosa, ovvero un signore come comportamento. Rispetto riversato in particolare su quel grande popolo di donne, Massaias e Massaieddas che, dietro le quinte, in modo silente e senza apparire, operano, preparando le tante cose necessarie: dalla vestizione alle rosette e ai nastri, dalle bardature alla preparazione de Sa pippia de maju. Altro grande rispetto è quello riservato ai cavalli, nonostante a volte si pensi il contrario!
Aru: Sono sempre stato vicino al Gremio di San Giuseppe, e, da cavaliere, ho sempre pensato che la Sartiglia non sia una semplice gara equestre messa in atto per divertire il popolo oristanese, ma una manifestazione con forti legami spirituali; un rito che ringrazia il Signore per la sua benevolenza, auspicando un ulteriore buon andamento delle attività dell’uomo. Su Componidori, che con la particolare vestizione prima dell’inizio del torneo perde temporaneamente la sua umanità, diventa il tramite spirituale dell’uomo con Dio. Egli con Sa pippia de maju impartisce una sorta di benedizione al popolo, nella speranza che Dio, anche per l’intercessione di San Giuseppe, conceda ulteriori anni favorevoli a tutta la comunità.
Come stai vivendo questo straordinario momento carico di responsabilità?
Aru: Vivo un momento di grande, vigile, e responsabile attesa. Sono giorni nei quali l’emozione è forte, ma conscio della grande responsabilità che mi attende. Prego San Giuseppe perché mi assista nell’arduo compito: io cercherò di dare il massimo, per essere Su Componidori che il Gremio e la città si aspettano!
Pinna: Indubbiamente con grande emozione, ma conscio della grande responsabilità che ogni Componidori dovrebbe sempre avere, nei confronti del Gremio e della città!

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