Sabato 5 aprile al teatro di Terralba, i ragazzi della Comunità Evaristiana di Donigala Fenughedu hanno messo in scena una rappresentazione teatrale ispirata al romanzo di Manzoni, I Promessi Sposi, rivisitato e ambientato nelle strade sterrate che corrono lungo le sponde dello stagno di Cabras.
* di Daniele Serra
È qui che si innamorano Renzo e Lucia i quali, nonostante le avversità di Don Rodrigo, il Coronavirus, Bravi e Cattivi vari, riescono a coronare il loro sogno di amore con il matrimonio celebrato da fra Cristoforo. Lo spettacolo è il seguito di un progetto presentato il 1° ottobre 2022 nella Comunità di Putzu Idu, a San Vero Milis.
Visto il successo e l’interesse del pubblico per la prima, in questi ultimi anni la compagnia è stata ospite a Bauladu, Donigala Fenughedu, Oristano, Palmas Arborea, Terralba, Santu Lussurgiu e ancora Terralba: nel loro tour gli attori hanno affinato le loro sorprendenti capacità artistiche. Un lavoro, un sostegno morale e fisico, voluto e creato da un team di educatori esperti, professionali, capaci di trarre dai ragazzi abilità da associare a ogni singolo ruolo. Uno studio attento e certosino curato dall’educatore e regista Francesco Porcu che ha permesso di rendere questi speciali attori persone uniche, abili nel mostrare nella loro apparente diversità, un’abilità insita in ognuno di essi. Attraverso il teatro, il regista si prefigge l’obiettivo di valorizzare le persone disabili per riconoscere loro uno tra i più importanti diritti umani: l’inclusione sociale.
Quello di Terralba è stato un pubblico attento, non ha risparmiato applausi verso gli attori che, percependo le note di merito, con disinvoltura e favolosa capacità, a seconda della situazione, hanno improvvisato frasi fuori dal copione, riuscendo a strappare ulteriori sorrisi al numeroso pubblico.
La Comunità Evaristiana nasce nel 1925 dalla volontà del laico Evaristo Madeddu e da Beniamina Piredda, devoti al sostegno verso i poveri, disabili e abbandonati. La perseveranza verso i loro obiettivi, ha permesso di realizzare in alcuni centri dell’Isola strutture idonee all’accoglienza di chi si è trovato nel disagio assoluto.
Oggi, questo progetto, trova seguito grazie all’impegno e al sacrificio della Comunità Evaristiana che continua a dare assistenza e alloggio al gruppo dei ragazzi protagonisti sul palcoscenico. La comunicazione, attraverso una ricca rete di conoscenze, porta a scoprire persone che, quotidianamente, sono alla ricerca di idee o progetti finalizzati all’inclusione sociale.
Per questo, da parte della Comunità, va un sentito ringraziamento a Daniele Rocchi, Presidente dell’associazione DonatoriNati della Polizia di Stato: Il laboratorio teatrale è un’occasione importante per poter scoprire che la propria diversità è una fonte creativa originale, unica e insostituibile, ci racconta Daniele. Quello che ho notato durante la loro esibizione è stato un pubblico attento e capace di rimanere incollato al proprio posto, poiché incantato da una recitazione esilarante, inaspettata. I gesti, la mimica, la voce, le posture che nella quotidianità, a volte, sono erroneamente giudicate fonti di disagio e ostacolo all’integrazione, nel teatro si possono esprimere con un profondo significato di esistenza. Bisognerebbe aiutare queste forme artistiche e di integrazione, veicolando nei vari Comuni la possibilità di far esibire in tour ragazzi, la cui autostima davvero brillerebbe, portando un messaggio di amore e forza di volontà.
Un altro grande ringraziamento ad Antonio Falchi e Angela Putzolu rispettivamente Presidente e Direttrice del Centro Studio Danza di Oristano per aver organizzato il 23 febbraio scorso l’evento Una Goccia di Danza Per la Solidarietà in collaborazione con la scuola di danza La Sylphide di Villaurbana: tutto il ricavato di quell’evento è stato devoluto a favore della Comunità Evaristiana. È stato molto più di uno spettacolo: è stata una vera opera di cuore, dove arte e solidarietà si sono intrecciate per sostenere, con calore e partecipazione, le attività della Comunità Evaristiana, affermano Angela e Antonio.
Gli attori hanno dato vita a una rappresentazione ricca di ironia, emozione e autenticità, conquistando il pubblico con la forza semplice e sincera del teatro fatto con passione. Il bene si fa, non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca.
Un doveroso ringraziamento, in fine, è per gli amministratori del Comune di Terralba i quali hanno messo a disposizione il Teatro, il personale e gli strumenti che hanno permesso la buona riuscita dello spettacolo. In ultimo, ma non per meno merito, è giusto ricordare l’impegno quotidiano di tutto il personale che collabora con la Comunità che con amore e sacrificio, permette il riscatto sociale e la dignità dovuta, mostrando che anche persone con disabilità possono rendere una visione unica per arricchire la società con le loro esperienze e abilità. L’abbattimento di tutti gli ostacoli si risolve con l’impegno e il sostegno di tutti noi.
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