Villaurbana ha saputo trasformare il recupero della propria memoria storica in un autentico evento culturale, celebrando il pensiero di Antioco Zucca e riscoprendo alcune antiche tradizioni locali, che meritano di essere valorizzate. Il 13, 14 e 15 giugno si è concluso il Festival della Filosofia, svolto tra riflessione, artigianato e comunità, dando vita a un ambiente di grande vivacità intellettuale e sociale.
* di Antonello Carboni
Una moltitudine di iniziative sul patrimonio materiale e immateriale ha rafforzato l'identità del paese, offrendo spunti di riflessione su come le radici culturali possano costituire un punto di partenza per affrontare meglio le sfide del presente.
Il sindaco Paolo Pireddu ha inaugurato la manifestazione ringraziando la comunità per aver custodito, negli anni, il fuoco che ancora arde. Ha sottolineato come, grazie alle risorse economiche del PNRR, sia stato possibile mettere questo patrimonio a disposizione di tutti, auspicando che l'iniziativa possa proseguire anche in futuro, indipendentemente dal sostegno economico dell'Unione Europea. Tre giornate intensissime, ricche di incontri, hanno visto la partecipazione di numerosi visitatori e il coinvolgimento di relatori provenienti da diversi ambiti: architetti, artisti, ingegneri e studiosi.
Accanto allo sviluppo del pensiero del filosofo Zucca, originario di Villaurbana e nato nel 1870, non sono mancati i momenti dedicati alla panificazione e ai laboratori esperienziali. Grande apprezzamento ha riscosso il laboratorio sulla terra cruda, che ha coinvolto un variegato pubblico proveniente da tutta la Sardegna. Guidati dagli architetti Alessandro Serra e Alina Negru, i partecipanti hanno studiato e analizzato le tipologie delle terre locali, per poi realizzare mattoni crudi con diversi aggregati ricercati in diverse aree del territorio di Villaurbana.
Lo studioso di lingua sarda Antonello Garau ha posto l'accento sul senso di appartenenza, riflettendo sull'importanza di dare un nome alle cose. Il pensiero di Zucca è stato celebrato anche grazie all’iniziativa dell’ingegnere Laura Carta, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, che ha ideato un intervento di arte urbana: nel piazzale del parcheggio principale, l’artista Luca Barcellona ha realizzato un lettering ispirato a un passo de Il lamento del genio di Antioco Zucca, rendendo accessibili a tutti le riflessioni del filosofo.
La presenza di Paolo Crepet ha rappresentato la punta di diamante dell’evento, aggiungendo concretezza e attualità alle riflessioni di Zucca. Insieme a lui, due studiosi di prim’ordine, il professor Antonio Delogu, ordinario di Filosofia Morale all’Università di Sassari, e il professor Sergio Sotgiu, docente di Dottrine Politiche ed Etica nella stessa facoltà, hanno affascinato il pubblico esplorando i temi cari al pensatore di Villaurbana. Nella suggestiva cornice della Casa del Pane è stata allestita una raffinata rassegna di artigianato, con tappeti di pregio disegnati da Carolina Melis e realizzati a Samugheo, e una collezione di cesteria locale.
Al piano superiore, la mostra documentale ha esposto venti pannelli con scritti originali di Zucca, teche contenenti pubblicazioni dei primi del ’900, una scultura raffigurante il filosofo a 88 anni, e i suoi certificati di laurea conseguiti presso la Regia Università di Roma, oggi Sapienza. A chiudere in bellezza l’evento è stato un concerto d’archi, diretto dai maestri Fortunato Casu e Simone Pittau, con musiche di Ennio Morricone. Un’esecuzione che ha evocato il concetto di infinito tanto caro a Zucca, suggerendo come lasciarsi trasformare dalla bellezza sia possibile, se solo si è disposti a coglierla.
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