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Domenica, 23 Novembre 2025 14:45
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Scritto da Redazione
L’ASD Rugby Oristano ha trasformato il campo San Paolo, nel quartiere di Torangius, in un punto di ritrovo per tutto il movimento rugbistico isolano grazie all’Open Day regionale andato in scena domenica 16 novembre. Un appuntamento che ha richiamato un grande numero di appassionati e che ha restituito l’immagine di un ambiente sportivo vivo, accogliente e in pieno fermento.
* di Mauro Orrù
La giornata si è aperta con il minirugby Under 6, 8, 10 e 12 che ha riempito il campo di energia, corse e risate. Attraverso giochi, percorsi ed esercitazioni studiate per i più piccoli, tecnici qualificati e preparatori atletici hanno guidato i giovani partecipanti alla scoperta dei primi fondamentali della palla ovale, ma soprattutto dei valori che caratterizzano questo sport: rispetto, spirito di squadra, coraggio e inclusione.
A rendere ancora più ricca la festa è stata la presenza delle società provenienti da tutta la Sardegna: Sinnai, Cagliari, Capoterra, Alghero, Sassari, Olbia e naturalmente Oristano. Realtà che animano i campionati regionali e che hanno colto l’occasione per ritrovarsi in un momento non competitivo, aperto a tutti, senza distinzione di esperienza o appartenenza.
L’Open Day, infatti, aveva l’obiettivo di avvicinare giovani al rugby e offrire a chiunque la possibilità di provare in prima persona cosa significhi far parte di questo mondo. Accanto alle società sportive, un ruolo importante lo hanno giocato anche le associazioni del territorio che lavorano ogni giorno con bambini e ragazzi.
La loro partecipazione ha arricchito ulteriormente lo spirito dell’iniziativa, trasformandola in un’occasione di incontro, integrazione e crescita condivisa. Un modo concreto per promuovere la cultura dello sport come strumento educativo e sociale.
La giornata si è conclusa con uno tra i momenti più simbolici e identitari del rugby: il terzo tempo. Atleti, famiglie, allenatori, volontari e bambini, tutti insieme, senza colori né divisioni, a condividere cibo, chiacchiere e sorrisi. Un rituale semplice ma potentissimo, che riassume in modo perfetto l’essenza di questo sport: competere con rispetto e ritrovarsi come una sola comunità al fischio finale.
Il bilancio non può che essere positivo. L’Open Day di Oristano ha lasciato un segno forte, confermando la volontà del territorio e delle sue società di investire in una disciplina che unisce, educa e crea legami. Una giornata di entusiasmo autentico, che ha mostrato ancora una volta quanto il rugby sappia far sentire tutti parte di qualcosa di speciale.
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