Dal 4 al 9 agosto, tra le proposte ideate dall’equipe diocesana di Pastorale Giovanile Vocazionale, abbiamo vissuto un’esperienza indimenticabile a Belvì, nel cuore del suo parco naturale, insieme a 32 ragazzi e ragazze provenienti da diverse parrocchie di vari paesi dell’Arcidiocesi di Oristano.
Un camposcuola dal titolo Laudato sii che aveva come obiettivo quello di far trascorrere ai partecipanti alcuni giorni a contatto con la natura incontaminata tra passeggiate nei boschi, visite a siti archeologici e un’immersione tra le antiche tradizioni.
Il desiderio era quello di sensibilizzare i ragazzi a scoprire, anche nelle cose apparentemente più banali, i segni della presenza di Dio e sperimentare una vita essenziale, che dà valore al tempo, al cibo e ai rapporti personali. Come educatori responsabili del gruppo, ci siamo trovati ad affrontare dubbi, domande e difficoltà, ma anche a ricevere tanto in cambio.

Mons. Alessandro Floris, coordinatore della PGV diocesana, celebra nel bosco per i partecipanti al campo
La preghiera, la presenza del Signore e la Provvidenza, che ci ha donato persone preziose al nostro fianco, ci hanno sostenuto e guidato. Così, tra momenti di gioia, di spiritualità, di gioco e fraternità, il camposcuola è diventato per noi un dono che ci ha riempito il cuore.
Fondamentale è stata la presenza di don Emanuele Lecca che, accompagnando alcuni ragazzi della parrocchia di Bonarcado, ha deciso di trattenersi per tutta la durata del campo. Un altro aspetto che ha contribuito a rendere speciali queste giornate è stata la squisita ospitalità con la quale ci ha accolti l’intera comunità di Belvì, in particolare nella persona dell’assistente sociale, dott.ssa Simonetta Carboni. Abbiamo chiesto ad alcuni dei nostri ragazzi di raccontarci la loro esperienza e di darci una testimonianza, eccone qualche estratto.

Un'attività del campo scuola
Gabriele, 12 anni: Di questo campo mi porto dietro le amicizie nate e la gioia delle serate passate insieme. Indimenticabili anche le Olimpiadi, a cui ho partecipato con entusiasmo, e i momenti di preghiera che sono rimasti impressi nella mia memoria. Esperienza da rifare!
Viola, 14 anni: Questa esperienza è stata molto speciale perché mi ha permesso di crescere umanamente e spiritualmente. Dormire in tenda è stata un’esperienza del tutto nuova, che mi ha fatto riflettere sulla semplicità della vita in mezzo alla natura, senza le comodità di casa. Le escursioni sono state interessanti ed educative, e ho apprezzato molto quella al noce secolare: gli animatori ci hanno parlato di San Francesco in modo nuovo, invitandoci a inseguire i nostri sogni e a non lasciarci fermare dalle difficoltà. Un momento indimenticabile è stata l’ultima notte, quando ci siamo stesi con i sacchi a pelo nel campetto da tennis e, guardando il cielo stellato circondato dagli alberi, ho provato felicità e ho pensato a quanto il cielo sia immenso come Colui che l’ha creato.

Un momento di condivisione
Animatori Sacro Cuore, 13-15 anni: Ci portiamo a casa volti, sorrisi, abbracci sinceri e momenti di vera comunione. Anche nella fatica, il dono del servizio può riempire il cuore in un modo inaspettato: prendersi cura degli altri, soprattutto dei più piccoli, fa scoprire che si riceve proprio quando si dà. Essere animatori, anche così giovani, ci ha fatto capire che ognuno può essere un punto di riferimento, anche con un gesto semplice: un sorriso, una mano tesa, o semplicemente l’esserci. Abbiamo scoperto che in pochi giorni possono nascere legami sinceri, fatti di risate, giochi, confidenze e piccole fatiche condivise. Portiamo a casa il silenzio della montagna, che ci ha aiutato ad ascoltare meglio noi stessi e Dio, e la gioia di aver fatto parte di un gruppo che cammina insieme, dove ognuno ha dato qualcosa di sé per costruire qualcosa di bello.
Riccardo, 12 anni: È stato il mio primo camposcuola: una meravigliosa esperienza che mi ha regalato nuove amicizie, tanti bellissimi ricordi, ma soprattutto mi sento cresciuto dal punto di vista personale perché credo mi abbia dato l'opportunità di diventare un pochino più responsabile. Ho dovuto gestire le mie cose in autonomia e questo mi ha fatto sentire più orgoglioso di me! È stato tutto bellissimo: le colazioni all’aria aperta, le escursioni con le lunghe camminate tra la natura, i pranzi al sacco, le olimpiadi in paese, le cene insieme, i giochi d’acqua, noi con i sacchi a pelo sotto le stelle e le chiacchierate in tenda prima di addormentarci… se ci riuscivamo! E ancora le risate, gli abbracci e i saluti di fine campo. Sono stati cinque giorni di tante avventure indimenticabili! Grazie a tutti: educatori, accompagnatori e amici. Spero il prossimo anno di rivivere ancora momenti così speciali insieme!
A cura di Michela Camedda e Sebastian Madau
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